Il
Papa è il successore dell'apostolo Pietro
nella sede di Roma e nella guida
di tutta la Chiesa del mondo.
Papa, cioè padre, deriva dalla parola greca "papas" che, a sua volta deriva dall'aramaico (la lingua popolare parlata da Gesù) "abbà", che significa addirittura babbo! Il termine, già nel terzo secolo d.C., veniva usato per indicare tutti i vescovi; dal 1075 serve per indicare il solo vescovo di Roma, padre e capo supremo di tutta la Chiesa cattolica.
Ma il Papa è indicato anche con altri nomi, proprio per ricordare i tanti aspetti della sua particolare figura di pastore spirituale: Vicario di Gesù Cristo, Capo visibile della Chiesa Cattolica, Successore di Pietro, Sommo Pontefice della Chiesa Universale, Santo Padre, Santità.
Ancora oggi con il termine "papas" vengono chiamati tutti i sacerdoti delle Chiese di rito bizantino (vedi, in Italia, i sacerdoti e i vescovi della Chiesa Cattolica di rito greco-bizantino).
Dopo la risurrezione di Gesù, Pietro venne a Roma e fu il capo indiscusso della comunità cristiana; morì vittima della persecuzione sotto l'imperatore Nerone, nel 67 d.C. L'apostolo è stato quindi il primo vescovo in questa città il suo successore. Nel 325, l'imperatore Costantino volle costruire sul colle
Vaticano, già luogo di una necropoli dove era stato sepolto Pietro, una immensa basilica; nel 1950, a conclusione dell'Anno Santo, il papa Pio XII annunciò la scoperta della tomba del "Principe degli apostoli", ritrovata proprio sotto la cupola di S. Pietro. Fin dal 999, a parte rarissime eccezioni, i successori della cattedra di Roma cambiarono sempre, una volta eletti, i loro nomi di battesimo in un altro ( come Gesù l'aveva cambiato a Simone, chiamandolo Pietro); ma nessuno ha mai voluto prendere il nome del primo vescovo della città eterna, per rispetto verso la sua persona e come segno di umiltà. Le scritture ci ricordano come Gesù promise e confermò il "primato dei cristiani" a Pietro in molte occasioni. Davanti agli apostoli (Mt. 16,19):" A te darò le chiavi del regno dei cieli; tutto ciò che legherai sulla terra sarà legato nei cieli, tutto ciò che scioglierai sulla terra sarà sciolto nei cieli"; oppure in Lc. 22,31-32 e in Gv. 21,15-17. Dunque i Pontefici che succedono a Pietro ricevono l'autorità non da leggi umane, volere di popolo o di re, ma direttamente da Cristo, cioè da Dio. Gesù diede questo incarico perché continuasse la propria opera, quella di promuovere la Chiesa nel mondo; siccome la Chiesa è eterna, anche questo incarico deve essere eterno. Ecco la necessità della successione a Pietro, fino a quando esisterà anche un solo uomo sulla terra.