Marat, Jean-Paul (Boudry, Svizzera 1743 - Parigi 1793)![]()
Rivoluzionario francese. Dopo essersi laureato in medicina e aver trascorso parecchi anni in Inghilterra, fece ritorno in Francia, dove pubblicò testi su argomenti di natura scientifica, politica e sociale. Le sue idee materialistiche in campo scientifico e rousseauiane (Vedi Rousseau, Jean-Jacques) in campo politico, finirono con l'emarginarlo dagli ambienti della cultura ufficiale. La Rivoluzione francese gli aprì nuove prospettive all'insegna di una vivace battaglia politica e culturale. Nel settembre 1789 iniziò le pubblicazioni del giornale "L'Ami du Peuple" ("L'amico del popolo"), che divenne presto il giornale radicale più autorevole. Con un linguaggio sferzante, accusò i politici moderati di tradimento e invocò contro di loro la violenza del popolo. Eletto alla Convenzione nazionale, Marat sottolineò l'urgenza di misure dittatoriali per difendere i principi della rivoluzione. Capo del club parigino dei giacobini, fu il bersaglio principale dei deputati moderati noti come girondini. La sua lotta accanita contro di loro terminò il 2 giugno 1793, quando la Convenzione epurò ventitré girondini e si arrivò infine, alla formazione di un potente governo giacobino, a cui Marat non sopravvisse. Marat fu assassinato il 13 luglio da una donna, Charlotte Corday.