Luigi XVI (Versailles 1754 - Parigi 1793) ![]()

Re di Francia (1774-1792), detronizzato e poi decapitato durante la Rivoluzione francese. Nipote di Luigi XV, divenne delfino di Francia (1765) per la morte del padre e dei fratelli maggiori. Nel 1770 sposò Maria Antonietta, figlia di Maria Teresa d'Austria. Alla sua ascesa al trono, la Francia era gravata da debiti e impoverita da una politica fiscale esosa: egli quindi cercò di ridurre le tasse e di introdurre riforme economiche e giudiziarie. Tuttavia la sua manifesta debolezza di carattere e l'incapacità di tener testa alla nobiltà, contraria alle riforme, lo fecero cedere alle pressioni dei ceti privilegiati: dapprima licenziò il controllore delle finanze Turgot, che cercava di attuare una politica innovatrice e centralizzatrice, e in seguito esautorò dallo stesso incarico sia il banchiere ginevrino Necker sia lo statista Calonne, che tentavano di introdurre una riforma fiscale. Nel 1788 Luigi fu costretto a convocare gli Stati generali che si impadronirono del potere. Il 14 luglio 1789 la folla parigina prese d'assalto la Bastiglia e poco dopo imprigionò il re con la famiglia nel palazzo delle Tuileries. Nel 1791 il re, con Maria Antonietta e l'unico figlio sopravvissuto, tentarono di fuggire in Austria, ma furono tutti catturati a Varennes e riportati a Parigi. Luigi dovette giurare fedeltà alla nuova Costituzione, anche se segretamente continuò a manovrare contro la rivoluzione, sostenendo la corrente dei girondini favorevole alla guerra contro l'Austria; nei suoi progetti, infatti, una sconfitta militare avrebbe favorito la sua restaurazione sul trono. Nel 1792, quando la Convenzione nazionale proclamò la repubblica, Luigi venne processato e condannato a morte come traditore; fu ghigliottinato il 21 gennaio 1793.