Danton, Georges Jacques (Arcis-sur-Aube 1759 - Parigi
1794)![]()
Uomo politico, fu tra i principali protagonisti della rivoluzione francese. Allo scoppio della rivoluzione, nel 1789, Danton, che esercitava la professione di avvocato, si schierò con i rappresentanti del Terzo Stato e poco dopo, messosi in luce per la non comune abilità oratoria, divenne presidente del club dei Cordiglieri. Dopo la tentata fuga del re, conclusasi a Varennes, raggiunse una posizione di spicco; divenne ministro della Giustizia e fu tra i primi a ventilare l'ipotesi di istituire la repubblica. Fu un deciso sostenitore della necessità di varare provvedimenti, come la leva generale, per difendere il paese da possibili attacchi di nemici esterni. Eletto deputato alla Convenzione nazionale, venne immediatamente osteggiato dai deputati più moderati della Gironda, che temevano le sue posizioni radicali e venne spinto a schierarsi con gli esponenti della Montagna, dei quali però non condivideva le posizioni più estremiste. Conclusasi la lotta tra i montagnardi e i girondini con la rovina di questi ultimi, Danton, nell'aprile del 1793, divenne membro del Comitato di salute pubblica, l'organo esecutivo della Repubblica francese, all'interno del quale propose più volte senza successo di porre fine alla guerra tra la Francia e le monarchie europee con un'azione diplomatica. In questi mesi le sue posizioni si allontanarono sempre più da quelle di Robespierre, che svolgeva un ruolo egemone all'interno del Comitato. A partire dal 1794 il Comitato venne dominato dagli estremisti giacobini; Danton, da sempre schierato su posizioni più moderate, divenne un loro oppositore e, durante il cosiddetto periodo del Terrore, venne accusato con il gruppo detto degli "indulgenti" di essere un "nemico della repubblica" e nell'aprile del 1794 fu arrestato. Processato, fu condannato a morte e ghigliottinato.