Buonarroti, Filippo (Pisa 1761 - Parigi 1837)

Rivoluzionario e teorico politico francese, di origini italiane. Trasferitosi in Corsica allo scoppio della Rivoluzione francese, fece propaganda politica diffondendo gli ideali rivoluzionari e manifestando un pensiero prossimo alle posizioni giacobine di Robespierre. Inviato a Oneglia come commissario politico, fu destituito dopo il colpo di stato del Termidoro, che segnò la caduta di Robespierre; arrestato per un breve periodo, conobbe in carcere Babeuf e abbracciò la sua filosofia socialista e la sua proposta di riforma agraria, e quando uscì dal carcere, organizzò con lui la congiura chiamata "degli eguali". Scoperto dalle autorità, fu condannato al confino, che scontò in varie città dell'impero francese. Da Ginevra, luogo di residenza pressoché ininterrotta dal 1806, diede impulso ad alcune società segrete di carattere massonico, con programmi di radicale egualitarismo. Nel 1828 pubblicò la sua opera più conosciuta, La congiura per l'eguaglianza, o di Babeuf. Dopo la rivoluzione di luglio del 1830, si stabilì a Parigi, dove continuò a tenere le fila di organizzazioni rivoluzionarie attive anche all'estero, in particolare in Italia, e si occupò delle prime società operaie di stampo socialista.