Vocabolario
 Cetarese-Italiano

 

Parole da salvare

Da due anni i ragazzi della scuola “indagano”, tallonando i grandi di Cetara, alla ricerca di parole “cetaresi”, che, forse, sono nate proprio qui, tra i vicoletti, le pietre, le conchiglie che raccontano la “nostra” storia.

Ve ne presentiamo alcune e chiediamo aiuto, soprattutto, a nonni e bisnonni di Cetara: scriveteci e “giocate” con noi, sia inviandoci… tutte le parole e i modi di dire che riuscirete a ricordare del nostro dialetto, sia proponendoci correzioni ad eventuali errori.

 

    lluòrgio = s. m. L’orologio della chiesa di San Francesco in Cetara; es.: «Ha sunàto l’alluorgio». «Ha suonato l’orologio della piazza».

Ardích(e)la = ortica.

Aretic(a) = s. f. Origano, pianta aromatica che fiorisce sui monti ed è coltivata anche negli orti; se ne fa uso in cucina per rendere aromatiche alcune vivande.

Arúso = (agg. ms.; fm. arósa) molto amaro.

Auánn = s. m. Quest’anno; es.: «Auánn chiòve sèmbe» = «Quest’anno piove sempre».

 

 

Birò = s. m. (bi-rò) Comodino. Il termine riferito ad un piccolo mobile di legno o di qualsiasi altro materiale posto vicino ad un letto matrimoniale. Es.) Puos'l ncop o birò = Posalo sul comodino / aggio ràta na' botta ncop o' birò = Ho dato una botta sul comodino.

(‘a) bbótte = barattolo

Buffo = s. m. Pizzetta di farina integrale, ripiena, che serviva anche per verificare se la temperatura del forno era per il pane. 

Buon(o) r’ Erchie = Adatto ad Erchie; modo di dire riferito ad una persona debole di orecchie o che si comporta in modo poco assennato (Erchie, «paese dei sordi»).

 

 

appottone = Gioco violento che si fa tra ragazzi. Consiste nel picchiare qualcuno dopo avergli coperto il capo. 

Capóne = zuppa di fagioli.

Capumirr(a) = s. f. Camomilla, pianta erbacea medicinale con fiori profumati il cui infuso ha effetti calmanti. 

Carafino = s. m. Frigorifero.

Carcarella = s. f. Strada interna di Cetara usata come scorciatoia.

Carósa = agg. Poveretto/a; es.: «Carósa mém amáre!»  =  «Povero me, che sventurato!»

Carriagente = s. m. Mezzo di trasporto pubblico, autobus.

Cavettiére = s. m. Ciotola.

Cazunètt’ = mutandoni da uomo.

Chianiello = s. m. stradina che porta al «chiano» (spianata).

Chiazza = s. f. Terreno coltivato. Es.: «Aggià ì a zappà a chiazza» = «Devo andare a zappare il terreno»

Ciác = schiaffo.

Ciacella = s. f. Carne tenera. Es.: «E' chiena e' ciacella» = «Detto di una persona piuttosto grassa».

Ciccuzzo = agg. Sciocco, pazzoide, strampalato.

Connúttolo = s. m. Passaggio percorribile lungo una «chiazza» (terreno coltivato).

Còtta (di pane) = una grossa quantità (di pane).

Cresòmmola = s. f. Grosso petardo che si usa durante le feste natalizie.

Cucélla = s. f.  Arnese per cucire le reti.

Cucelláro = chi fa le reti.

Cunnim = s. m. Sugna, lardo che si usa tuttora per condire alcuni cibi.

Cuórcio = s. m. Piccola ciambella di sughero di color porpora usata per tenere a galla le reti e per segnalarne la presenza in mare.

Curuóglio =  cércine d’erba

Curtina = s. f. Pannolino di cotone.

 

 

Esíle = asilo infantile.

 

 

Fecherína = fico d’India

 

 

nappetta = s. f. Bambina molto piccola di statura.

Guaniéllo = gomitolo di spago

 

 

Le llént = gli occhiali.

Lú = pronome.

Janára = s. f. Ragazza che strilla; strega.

Juricáre = v. Criticare.

Jús(o) = s. m. Diritto.

icciariell(o) = Soprannome maschile generico. Es.: «'O si visto 'o Micciariell(o)» = «Lo hai visto Tizio?!».

Morecína = candeggina.

Murècina = s. f. Muro a secco che cinge una "chiazza" (terrazzamento".

Musciolacchèo = agg. s. Persona lenta nel camminare.

 

 

‘ngappètto = molletta per i panni

 

 

erettiéllo = s. m. Piccolo fiasco.

Pesce fiuto = piatto senza pesce. 

Pezzogna = s. m./f. Un uomo o una donna senza collo.

Pon'tamatite = s. m. Temperamatite.

Preruóco = gabinetto.

Prezzechiella = s. f. Bambina graziosa. Es.: «A' prezzechiella 'e mamm'».

Puzzuáme = s. m. Pioggia di sabbia; es.: «Chiove puzzuáme, oggi! ».

 

 

angáscia =crampi.

Rariata = s. f. Scalinata.

Raro = s. m. Gradino, scalino (V. rariata); es.: «Scinn’r’ à pont’ ro’ raro ».

Rubbáno = chi faceva la corda per le reti.

 

 

Sbazzarià = scuotere, agitare.

Sbriugnà = svergognare

Scriscitúta = s. f. Farina non lievitata.

Scróccola = s. f. Zoccolo usato nei tempi passati.

Sir'tizz' = si dice di pane che non è fresco. 

Spaccimmèlle = donne che vanno troppo in giro.

Spurtóne = culla. 

Stando = s. m. Contorno della porta.

Súrv(o) = s. m. Tappo di sughero.

ato = s. m. Nonno.

Terzagn = s. f. Susseguirsi di brividi.

Tesentèla = s. f. Televisore, televisione.

Trattana-sciavica = ritirare le reti a due sulla spiaggia.

anniar' = brontolare contro qualcuno, rimproverarlo animosamente.

Várrio = botte di legno.

Vava = s. m. Nonna.

Vòch(e)l(a) = culla.

Vuángio = gancio.

Vucchiare = scacciare es.: vucchiéll = caccialo via! (detto di un animale).

Vuttáro = s. m. Rudere di montagna, deposito.

 

 

appino = s. m. Infuso per tingere le reti.

Zufricato = s. m. Soffritto.

 

 

A cura della prof.ssa Teresa Agrusta

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