1950 - 60
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   Lenta intossicazione sul lavoro

Fernando, il bisnonno di Giacomo, ha lavorato per 25 anni  in una fabbrica tessile a Rieti. Il suo e' in uno dei reparti più nocivi, quello dove si maneggiano gli acidi necessari per la lavorazione della fibra tessile artificiale. Fernando  si ammala e muore a 64 anni nel 1952, quando lo congedano per la pensione.

   Nota: Questa triste vicenda  non e' stata dimenticata dalla famiglia, che l'ha raccontata a Giacomo,  osservando che il bisnonno Fernando non fu il solo a morire così intossicato lentamente, ma che  i dirigenti della fabbrica respingevano ogni loro responsabilità sugli incidenti e sui morti .

Acquaro

percorso di Lina  I piccoli paesi , come quello di Rocco sull'Aspromonte sembrano ancora vitali:  la popolazione e' rimasta stabile e molte abitudini sono quelle antiche, tramandate da generazioni.
La zia sessantenne si pettina nel modo tradizionale con le trecce intorno al capo. Le ragazze che vanno da lei a imparare a ricamare sono numerose e cantano per tutto il tempo o raccontano storie di fantasmi.

capra

I sapori e i profumi sono quelli fortissimi  che Ines, la madre di Lina, non riusciva a sopportare 25 anni prima; in quasi tutte le case si fa ancora il pane, che poi si mangia secco e ammollato nell'acqua per giorni, nelle strade circolano capre e corrono certi maialini magrissimi e neri, che sembrano cani.

   Acquaro

Il paesaggio e' di una straordinaria bellezza, sia quello dei paesi interni che quello costiero. Si tratta di paesi dove esiste la mafia, ma sembra ancora quella campagnola di vecchio stampo, quella alla quale il nonno Giuseppe, con il suo prestigio di insegnante elementare e segretario comunale poteva mandare a dire, subito ascoltato: "Restituitemi le ulive che mi avete rubato  perche' devo dare da mangiare ai miei figli. "

Parenti

La  rete di parentele e' complicata. Lina, a 10 anni,  riesce chissa' perche' a orientarvisi con facilita'. Dopo pochi giorni comprende il dialetto, benche' non lo parli, come, d'altronde non ha mai parlato nemmeno quello del paese dove e' nata.

Sabbioncelli

Lina le conosce abbastanza bene le campagne del Nord: d'estate trascorre molti pomeriggi nelle terre della sua amica Maria Rosa, che e' figlia di proprietari terrieri. Ci si va nella macchina del padre di lei. La campagna somiglia ancora molto  a quella dei decenni precedenti: i mezzadri sono numerosi, di diverse famiglie. Le abitazioni dei contadini, quelle padronali, le stalle e i fienili...sono tutte   intorno a una grande aia.  L'introduzione di mezzi agricoli meccanici e' appena agli inizi. L'uso dei fertilizzanti chimici e' invece piuttosto diffuso.

tabarro

Uomini donne e bambini lavorano tutti la terra, con compiti e ruoli  diversi; qualcuno dei ragazzi studia, recandosi, generalmente in bicicletta anche d'inverno,  a scuole distanti alcuni kilometri. Le donne, appena sposate, anche giovanissime, vestono di scuro, con calze e fazzoletto in testa.  Gli uomini indossano d'inverno , il tabarro, un mantello scuro e portano il cappello. E' un mondo che sembra  intramontabile...

     percorso di Lina

Per la prima volta Lina, intorno ai 10 anni,  sente fare un discorso "ecologico" da un contadino, durante una passeggiata con il suo papa': le sembra un ragionamento stupido, da persona ignorante. Il contadino sostiene infatti che, da quando si usano certi   fertilizzanti, tutti i pesci del canale sono morti, quindi secondo lui quei concimi avvelenano  anche i prodotti agricoli. 

  

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