Alluvione del Polesine del 1951
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Il Po, dall'apparenza abitualmente placida e tranquilla, si trasforma spesso in un nemico
violento e insidioso. Ogni estate porta via qualche ragazzo imprudente che vi fa il bagno,
ma non risparmia nemmeno persone esperte di nuoto. |
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Nel novembre del '51 le sue acque crescono in modo
eccezionale, minacciando di straripare. Si va continuamente sull'argine
a vedere se l'acqua sale e quanto sale e si controlla l'idrometro, che non e' altro che
una scala di granito che scende sino al fiume. |

I ragazzi del '51
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Subito prima del passaggio dell'onda di piena, una
processione porta un Cristo benedicente sulla riva.
Il Comune chiama con un bando tutti gli uomini dai 18 ai 50 anni con il compito di alzare
il livello di un argine: il lavoro viene eseguito con la tecnica dei sacchetti di
sabbia. |
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Quando arriva l'onda di piena, tutti gli argini
sono sufficientemente alti e robusti da non creare problemi. Non e' solo questo che salva
il paese dall'alluvione: esistono ampie zone da sempre destinate al deflusso delle
acque e il controllo dello stato degli argini e delle zone intorno al fiume e'
abituale. Naturalmente c'e anche stata la fortuna: interi paesi vengono sommersi dalle
acque del Po nell'alluvione del '51. |
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Lina non ricorda che in quei giorni che ci fosse
paura, ma attenzione e coivolgimento. Da allora si e' resa conto che vivere
l'emergenza e' molto diverso dall'immaginarsela e che l'ansia e' una specie di lusso di
chi e' lontano. Chi e' all'interno ha soprattutto problemi quotidiani da risolvere.  |