SERVIZI DI FORMAZIONE PER IL CONFERIMENTO DELLA QUALIFICA DIRIGENZIALE AI CAPI DI
ISTITUTO DELLE ISTITUZIONE SCOLASTICHE

ATTIVITA' DI PROGETTAZIONE VALUTATIVA DEL
DIRIGENTE SCOLASTICO

ANTONINO TITONE

SUL PROGETTO

"FLESSIBILITA' ORARIA E CLASSI APERTE
PER LA REALIZZAZIONE DELLA DIDATTICA
MODULARE E DEI LABORATORI ORIENTATIVI "

 

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MOTIVI DELLA SCELTA

               Voglio chiarire innanzitutto che il Progetto su cui avevo intenzione di svolgere la mia attività di progettazione valutativa era un altro: precisamente un progetto di educazione interculturale di durata triennale, cominciato nell'anno scolastico 1998/99, svolto in rete con scuole materne, elementari, medie e superiori del XV Distretto Scolastico, con la collaborazione delle Associazioni e comunità di stranieri presenti nel territorio, con la partecipazione degli specifici Assessorati della VII Circoscrizione, del Comune, della Provincia e della Regione. Un Progetto che ha evidenziato ed evidenzia grande interesse ed attiva partecipazione da parte degli alunni e dei docenti coinvolti.
               Ho constatato però che, fortunatamente, è un progetto dove tutto fila liscio; forse avrei corso il rischio di autoincensarmi e di autoincensare la scuola e senza dubbio non avrei potuto riflettere su punti deboli ed errori che mi avrebbero consentito di impostare meglio l'attività nel prossimo anno.
               Anche a seguito di un incontro di confronto e chiarimento con la dottoressa Musso prima e con la dottoressa Viteritti poi , ho scelto pertanto di svolgere l'attività valutativa su un altro progetto " flessibilità oraria e classi aperte per la realizzazione della didattica modulare e dei laboratori orientativi" che interessa tutte le classi e tutti i docenti ed è ben inserito nel piano dell'offerta formativa a.s. 1999/2000 ma che, nella fase di realizzazione, cominciava a presentare parecchi punti critici e rischiava addirittura di non essere realizzato o di essere realizzato in maniera molto diversa dall'ideazione, quasi snaturato.
               La soluzione dei punti nodali e la riflessione valutativa su questo progetto mi avrebbero senz'altro consentito di gettare le basi, per il prossimo anno scolastico, dell'attività della scuola soprattutto per quanto riguarda l'innovazione didattica e la flessibilità.

All'inizio

COM' E' NATO IL PROGETTO OGGETTO DI ANALISI VALUTATIVA

               Nella scuola che dirigo un valido gruppo di docenti insieme a me nei mesi di settembre ed ottobre dell'anno scolastico 1998/99, sfruttando le opportunità offerte dalla legge 440/97 per la sperimentazione dell'Autonomia, ha realizzato il Progetto unitario Integrato ( P.U.I.), scegliendo anche il motto " Autonomia = alunni attenti, allegri, attivi".
               Attraverso il P.U.I., approvato all'unanimità dal Collegio dei Docenti e dal Consiglio d'Istituto, si è cercato di portare ad unità ( realizzando una trama tra i vari progetto ed attività già presenti nel P.E.I.) i progetti più significativi che negli anni passati la scuola aveva efficacemente realizzato. In particolare sono state individuate quelle attività particolarmente significative dal punto di vista educativo e didattico, che nella normale routine scolastica non possono essere realizzate appieno, mentre possono trovare uno spazio adeguato attraverso forme di autonomia e con specifico finanziamento.
               Nessuna attività è stata vista in modo a se stante, ma tutte sono state correlate all'attività complessiva di ciascuna classe coinvolta ed inserite nella programmazione didattica. L'obiettivo generale era " il successo formativo".
               L'autonomia è stata intesa come opportunità per cercare strategie finalizzate a " vivere bene la scuola" da parte di tutte le componenti, come opportunità per intraprendere un percorso di auto- valutazione del servizio e dell'attività formativa , come opportunità per realizzare in modo organico, completo, individualizzato gli obiettivi formativi e didattici. E' stato dato particolare risalto a tutto ciò che consente di far vivere a tutti la scuola come centro di aggregazione e di cultura, in particolare agli alunni stranieri, ai portatori di Handicap, agli alunni a rischio di dispersione e di abbandono, a chi nella scuola vuole trovare maggiori stimoli alla sua crescita formativa.
               Era già previsto ed ipotizzato che un gruppo di verifica avrebbe compiuto il monitoraggio e la valutazione finale, utilizzando strumenti di indagine sia prodotti dalla scuola sia proposti da enti qualificati ( IRRSAE, CEDE, BDP, CENTRO INTERUNIVERSITARIO PER LA RICERCA SULLA GENESI E SULLO SVILUPPO DELLE MOTIVAZIONI PROSOCIALI ED ANTISOCIALI).
                                             LE ABITUDINI VALUTATIVE DELLA SCUOLA
               Da molti anni la scuola sente fortemente il bisogno di monitorare, verificare e valutare quello che fa, di rilevare i giudizi e suggerimenti da parte del personale, da parte dei genitori e degli alunni. Sono stati approntati e somministrati dal gruppo di docenti appositamente costituito e da me coordinato questionari di rilevazione, articolati e già utilizzati da due anni, per indagare su:
- MOTIVI DELLA SCELTA;
- ASPETTATIVE;
- DIAMO I VOTI ALLA SCUOLA (valutazione da parte delle famiglie di Preside, Professori, personale di segreteria, collaboratori scolastici, ambiente scolastico, atmosfera);
- ALUNNI IN CAMMINO ( valutazione degli alunni della singola classe da parte dei docenti alla fine del triennio per quanto riguarda la socializzazione, l'impegno, la partecipazione, il metodo di lavoro, l'acquisizione di contenuti le competenze).
               Da anni poi sono stati realizzati ed utilizzati strumenti e griglie per la rilevazione della situazione iniziale degli alunni, per verifiche intermedie e finali, per rilevazione dei bisogni, per la formulazione dei giudizi quadrimestrali. Interessanti poi gli strumenti di rilevazione delle competenze dei docenti ( ad esempio il questionario " Di Bit e di Byte tu, prof., che ne sai ? " ).
               Per due anni consecutivi inoltre, in collaborazione con la Direzione Generale di primo grado del Ministero della Pubblica Istruzione e con il Centro Interuniversitario per la ricerca sulla genesi e sullo sviluppo delle motivazione prosociali ed antisociali , è stata svolta nella scuola l'indagine per la percezione del clima scolastico e percezione e valutazione dell'efficacia del contesto organizzativo da parte dei docenti , del personale ata, dei genitori ( rapporto con il Preside, con i docenti con il personale ata, con le famiglie, con gli alunni, con le Istituzioni, con l'ambiente fisico, con l'autonomia e l'innovazione; senso di efficacia personale, efficacia collettiva, impegno organizzativo, soddisfazione).
               Il P.U.I. presentato dalla scuola nel novembre 98 al Provveditorato agli Studi di Roma è stato apprezzato dall'apposito Nucleo Provinciale di valutazione ed ha ricevuto il finanziamento per la complessità del progetto in modo da realizzare tutte le attività ed i progetti presenti in esso. La scuola è stata inoltre individuata tra le 50 di Roma e Provincia, le 100 del Lazio e le 1000 d'Italia per essere monitorata, per conto del Ministero della Pubblica Istruzione, da un team dell'IRRSAE Lazio. Nel P.U.I. c'eravamo mossi verso due direzione:
               1) realizzare la trama unitaria tra i progetti;
               2) ampliare il numero di offerte aggiuntive, integrative, extra.
A conclusione dell'anno scolastico 1998/99 sia la riflessione- valutazione fatta dai responsabili di progetto, sia la valutazione fatta dal Collegio, sia la rilevazione dei sondaggi effettuati tra genitori e docenti, sia il rapporto di sintesi che a conclusione del monitoraggio c'è stato inviato dall'IRRSAE Lazio ci ha fatto riflettere su un'esigenza che sentivamo forte per evitare il pericolo di frantumazione delle varie attività.
               Ci siamo detti: "Proviamo a passare dall'offerta aggiuntiva che, pur avendo dato ottimi risultati, in relazione al numero delle attività avviate, al numero degli alunni coinvolti ed al gradimento espresso, corre il rischio di restare comunque slegata dal curricolo ordinario, all'innovazione didattica da realizzare nell'orario curricolare, quindi per tutte le classi, attraverso al didattica modulare, le classi aperte, i laboratori orientativi, utilizzando l'orario scolastico come strumento flessibile".
               Il rapporto di sintesi ci incoraggiava verso questa direzione: rilevava infatti la ricchezza di discipline aggiuntive, di attività extra curricolari, di attività di laboratorio, l'integrazione delle diversità, il coinvolgimento dei genitori. Come potenzialità della scuola vedeva l'introduzione delle attività aggiuntive nel curricolo di scuola e l'ipotesi di articolazione modulare della didattica.
               Questa riflessione è stato un elemento guida qualificante nella predisposizione del Piano dell'Offerta Formativa per l'anno scolastico 1999/2000, P.O.F. che con un acronimo è stato chiamato " I.T.E.R" = Innovazione e Tradizione per Eccellenti Risultati".
               I lavori iniziati nel corso del secondo quadrimestre dell'anno scolastico 98/99 si sono intensificati all'inizio di quest'anno scolastico; entro ottobre il P.O.F. è stato approvato all'unanimità dal collegio dei docenti e dal Consiglio d'Istituto. Nel capitolo del P.O.F dedicato alle scelte organizzative e gestionali ed alle priorità ed ai risultati attesi si dice testualmente: " Il collegio dei Docenti, viste le esperienze pregresse, visti gli orientamenti del Consiglio d'Istituto, ritiene che con un utilizzo migliore delle risorse sia possibile potenziare quelle attività che consentano agli alunni recupero, sostegno e potenziamento dei loro percorsi formativi. Si propone per il corrente anno scolastico, di sperimentare una diversa articolazione oraria che dia priorità da una parte alle attività di recupero e potenziamento e dall'altra alle attività di laboratorio che aiutano ed integrano in maniera significativa i percorsi formativi caratterizzando al meglio la funzione orientativa della scuola media".

All'inizio

DESCRIZIONE DEL PROGETTO

               L'idea di realizzare dei laboratori per classi paralleli almeno nelle classi di tempo prolungato è nata dall'esigenza di una migliore utilizzazione delle compresenze stesse che, in particolare per le educazioni, non riuscivano a dare spazio sufficiente alle attività di laboratorio.
               Nel gruppo di progetto, piuttosto nutrito, durante il lavoro svolto nel mese di settembre, emergeva forte l'esigenza di una didattica modulare che desse ampio spazio alle attività di laboratorio, consentendo, con un utilizzo diverso delle ore di compresenza, di lavorare con piccoli gruppi di alunni ( 5,6) a tutte quelle attività operative che diversamente soffrono quando i gruppi sono più ampi. Anche fra i docenti del tempo normale si sentiva il bisogno di poter aprire in qualche modo le classi, di creare gruppi modulari, per classi parallele e di realizzare delle compresenze ( almeno 3 docenti contemporaneamente in 2 classi ) utilizzando le risorse del fondo dell'Istituzione e quelle per la realizzazione del P.O.F.
               Il progetto, oggetto di valutazione, è rivolto a tutte le classi, tempo normale, tempo prolungato, sede centrale e succursale. Nel tempo normale con l'obbiettivo di favorire il recupero ed il potenziamento di abilità trasversali, da realizzarsi durante tutto il secondo quadrimestre con i docenti di italiano e matematica. I gruppi, di piccolo numero, sono formati con alunni provenienti da classi diverse ma con preparazione omogenea, individuati sia in base alle valutazioni in ingresso- partenza sia in base alle valutazioni del primo quadrimestre. In questo modo, ciascun gruppo seguito da un insegnante può usufruire di un lavoro più capillare ed individualizzato.
               Nel tempo prolungato la didattica modulare, oltre al recupero ed al potenziamento della abilità trasversali, dovrà consentire il potenziamento delle attività di laboratorio e si svolgerà per tutto il secondo quadrimestre. La didattica per laboratori permette all'alunno di essere, all'interno di essi, protagonista del processo di insegnamento- apprendimento, rovesciando il tradizionale approccio disciplinare e consentendogli di recuperare o di incrementare la motivazione all'apprendimento.
               Nella sede centrale i gruppi di laboratorio saranno organizzati per fasce parallele (laboratori per alunni delle prime, seconde, terze); nella succursale, viste le poche classi di tempo prolungato, i laboratori saranno organizzati in verticale. Vengono individuati due grandi gruppi di laboratori:
               1) per attività manuali, creative motorie
               2) per attività logiche e di recupero.
I gruppi vengono formati da massimo 10 alunni. La scelta del laboratorio da frequentare è guidata dal Consiglio di classe in base ai bisogni del singolo alunno e o al numero di richieste per ogni laboratorio. (vedi lettera e scheda predisposta dal gruppo di progetto e consegnata a tutti i coordinatori delle classi che durante i consigli del mese di gennaio hanno individuato a quali laboratori indirizzare gli alunni ) per compensare le abilità degli alunni o per sostenerne abilità deboli. ( per esempio al laboratorio teatrale sono stati indirizzati gli alunni timidi, impacciati, con difficoltà motorie, espressive, relazionali).
               Negli anni successivi gli alunni delle attuali classi prime e seconde saranno vincolati alla frequenza di laboratori diversi in maniera da" provare" vari tipi di attività in funzione anche delle scelte per il proseguimento degli studi. I laboratori orientativi, inseriti nell'interno del curricolo, educano a compiere scelte, a sviluppare la progettualità e la responsabilità, consentono al ragazzo di mettere alla prova le proprie capacità e di acquisire fiducia in se stesso.
Inoltre si sfruttano la professionalità e le competenze dei docenti non più e non solo a vantaggio degli alunni della propria classe /sezione e si consente a tutte le classi, anche a quelle dove non insegnano docenti con particolari competenze, di fruire di attività e laboratori stimolanti e qualificanti.
               I laboratori individuati sono quelli che da anni, sulla base di progetti specifici, connotano l'identità della nostra scuola anche se erano rivolti a poche classi:

  • -LABORATORIO DI CUCINA " cibo ragionato e cibo mangiato" che si propone di intrecciare diversi livelli di esperienza e competenze per un'educazione alimentare che parta dall'educazione sensoriale e dal rapporto concreto con il cibo ;
    LABORATORIO DI CERAMICA " dalla natura alla forma" per favorire il recupero e la valorizzazione del senso della creatività ed i processi di socializzazione ;
  • LABORATORIO DI INFORMATICA " molto multimediale alle medie" che, attraverso l'utilizzazione nella didattica di programmi applicativi flessibili e multimediali, permette agli alunni di accostarsi in modo individualizzato, attivo ed interdisciplinare alle diverse aree disciplinari, favorendo la loro crescita di interessi, l'ampliamento delle conoscenze, il potenziamento delle capacità;
  • LABORATORIO TEATRALE per favorire, attraverso la corporeità tutte le forme di espressione del corpo, il corretto uso della voce, la padronanza dello spazio ed del tempo, la socializzazione, la sicurezza in se stesso e l'auto stima, lo sviluppo della manualità e della creatività. Al laboratorio teatrale e connesso il laboratorio musicale, il laboratorio artistico e quello di cucito per la realizzazione di scene e costumi;
  • BOTTEGA DEL PICCOLO ARTIGIANO laboratorio destinato agli alunni con difficoltà di inserimento, svantaggiati, ipercinetici, per favorirne la motivazione allo studio attraverso lo sviluppo della manualità., della capacità di attenzione, di concentrazione e di organizzazione;
  • LABORATORIO DI LOGICA E LINGUAGGIO per abituare l'alunno a valutare la correttezza di un ragionamento, ad esprimersi in modo chiaro e rigoroso e a sviluppare il linguaggio matematico e gli altri tipi di linguaggio;
  • CINEFORUM
  • LABORATORIO ARTISTICO
  • LABORATORIO PER LA REALIZZAZIONE DI UN FORTOROMANZO
  • LABORATORIO PER ATTIVITA'MOTORIE

All'inizio

ATTIVITA' DI PROGETTAZIONE VALUTATIVA

               Per lo svolgimento dell' attività di progettazione valutativa, soprattutto per l' analisi dei punti fondamentali e per la condivisione di procedure e metodi, mi sono avvalso della collaborazione di alcuni colleghi, capi d'Istituto, di scuole elementari e medie dello stesso distretto ed di distretti viciniori . Insieme abbiamo analizzato i materiali consegnataci dall'istituto Tagliacarne e ci siamo più volte confrontati sullo schema di progetto che ciascuno di noi avrebbe poi individualmente sviluppato.
               All'interno della mia scuola mi sono avvalso poi della preziosa collaborazione di un gruppo di verifica: oltre a me un docente mio collaboratore, 4 docenti assegnatari delle Funzioni Obiettivo, 3 docenti referenti del gruppo di progetto, i responsabili dei laboratori, il responsabile amministrativo. Molto importante è stato inoltre per me il ruolo di "amico critico" svolto da una docente che, pur partecipe delle attività, ha saputo osservare, prospettarmi problemi individuare strategie di soluzioni, sottolineare punti forti e punti critici. Per me è stata sempre un testimone distaccato e privilegiato.
               Obiettivi nella mia attività di valutazione sono stati:
- Valutare le attività svolte da alunni e docenti, il gradimento, il coinvolgimento;
- Valutare le competenze acquisite dagli alunni e docenti e valorizzate dalla sperimentazione e dall'innovazione didattiche;
- Rivisitare, con il gruppo di controllo all'interno alla scuola, cos'è accaduto, come posso utilizzare docenti ed esperienze acquisite;
- Individuare cos'è trasferibile, riproponibile nel prossimo anno scolastico ;
- Valutare con distacco diventando osservatore anche di me stesso;
- valutare e correggere gli errori
- Valutare e controllare per migliorare;
- Orientare il cambiamento;
- Trasformare i dati in variabili ;
- Costruire validi strumenti.
- Fare il resoconto dell'esperienza, con i punti di forza e di debolezza;
- Valutare la ricaduta.

               Modalità di monitoraggio :
- Osservazione di docenti e alunni;
- Schede per valutazione di impegno, interesse e partecipazione;
- Disponibilità e coinvolgimento dei docenti e del personale a.t.a.;
- Indice di gradimento di docenti, alunni e famiglie;
- Migliore integrazione degli alunni nel gruppo;
- Disponibilità al lavoro in comune di docenti e alunni;
- Individuazione di un proprio ruolo da parte dei soggetti deboli o problematici;
- Riunioni periodiche col gruppo di progetto e verifica.

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FASE DI PROGETTAZIONE

               Nella fase di avvio c'è stato molto entusiasmo da parte di quasi tutti i docenti; alcune resistenze si sono avute da parte di docenti più tradizionalisti, sia perché troppo legati all'idea del gruppo-classe sia perché insicuri e di conseguenza incapaci di gestire un'innovazione come quella della didattica per laboratori.
               PUNTI DI FORZA :
- Scambio di idee in un gruppo ampio e motivato (riunioni formali/informali );
- Entusiasmo del gruppo trainante;
- Capacità del gruppo trainante di coinvolgere anche i docenti più timorosi/contrari prospettando soluzioni moderate, in cui si lasciava libertà ai docenti di lavorare o meno per laboratori;
- Finalità alta di permettere agli alunni, attraverso i laboratori orientativi, di esprimere potenzialità, scoprire attitudini, acquisire maggiore conoscenza di sé e delle proprie caratteristiche;
- Collocazione dell'attività nel secondo quadrimestre.
               PUNTI DI DEBOLEZZA:
- Definizione sommaria degli obiettivi specifici;
- Mancato coinvolgimento di una parte più vasta dei docenti delle educazioni nella progettazione;
- L'accettazione quasi incondizionata delle proposte del singolo docente sul tipo di laboratorio da attivare;
- La valutazione approssimativa delle difficoltà tecniche di attuazione dei laboratori;
- La voglia di sperimentare a tutti i costi;
- L'accettazione unanime e poco critica da parte del Collegio che vedeva molto lontano il secondo quadrimestre;
- Non aver individuato tempestivamente rimedi alle assenze impreviste e improvvise dei docenti impegnati nei laboratori;
- Aver sottostimato le difficoltà derivanti dallo "sconvolgimento " dell'orario scolastico settimanale per consentire la realizzazione della didattica modulare;
- La collocazione dell'attività nel secondo quadrimestre.
               Si può affermare che nella fase di progettazione erano stati individuati bene i ruoli ( dirigente scolastico, gruppo di progetto, gruppo di verifica, docenti F.O., responsabile amministrativo ), trovate le risorse umane ed economiche necessarie sia per creare le compresenze nelle classi di tempo normale sia per l'acquisto di materiali, erano stati affidati gli incarichi e definiti con chiarezza e trasparenza gli obiettivi ( compensare, attraverso le attività di laboratorio, le abilità carenti negli alunni; migliorare la qualità dell'offerta formativa; far uscire i docenti dall'area ristretta della propria classe/sezione; consolidare l'abitudine dei docenti a progettare e a lavorare insieme; coinvolgere in modo più responsabile il personale a.t.a. ) erano stati previsti tempo, durata e modalità di verifica e controllo

All'inizio

FASE DI REALIZZAZ IONE

               A Febbraio, immediatamente dopo gli scrutini del primo quadrimestre e dopo un puntiglioso lavoro di preparazione e di informazione svoltosi per tutto il mese di Gennaio, partono le attività di laboratorio e la didattica modulare destinata ad alunni provenienti da classi parallele.
               In questa fase si riscontrano purtroppo numerosi punti critici e di debolezza. E' stato determinante il mio ruolo, la spinta data affinchè fosse garantita l'attuazione di quanto era stato programmato nel P.O.F., deliberato dagli organi collegiali e pubblicizzato presso tutte le famiglie. I responsabili di progetto ed i docenti F.O., di fronte alle numerose difficoltà sollevate dai loro colleghi e di fronte all'atteggiamento di passività o di opposizione di vari docenti, stavano quasi per rinunciare alla realizzazione della sperimentazione adducendo motivazioni in parte valide ed in parte pretestuose. La forte resistenza ed intransigenza di un gruppo di docenti aveva minato alla base l'entusiasmo e la voglia di progettualità che erano emerse nel mese di Settembre. Quello che voleva essere un tentativo di mediazione, per coinvolgere quanti più docenti ed in modo soft, realizzare cioè i laboratori nel secondo quadrimestre e subordinare l'orario dei laboratori all'orario dei docenti per creare minori sconvolgimenti all'orario scolastico settimanale, si è rivelato deleterio ed improduttivo ed ha procurato scontento e perplessità anche in coloro che credevano fermamente alla modularità.
               PUNTI DI FORZA:
- Organizzazione puntuale delle attività previste;
- Capacità di ascolto dei problemi pratici che man mano emergevano;
- Risoluzione degli stessi al 100/100 dei casi, con conseguente superamento di ulteriori ostacoli;
- Buona dotazione di strumenti;
               PUNTI DI DEBOLEZZA:
- Fase organizzativa curata solo da pochi docenti;
- Subordinazione dell'orario dei laboratori all'orario scolastico settimanale, ormai già strutturato;
- Laboratori con numero di alunni più alto rispetto alle previsioni ( almeno 10 );
- Scelta dei laboratori da attivare in base alla sola indicazione dei singoli docenti;
- Mancato coinvolgimento, sempre per motivi di orario, di docenti competenti e disponibili alle attività di laboratorio;
- Sensazione forte e diffusa di aver imposto i laboratori alla maggior parte dei docenti
               Ho osservato anche la volontà, da parte di pochi docenti, di boicottare i laboratori attraverso strategie più o meno consapevoli ed osservazioni poco pertinenti.(per es.negavano la possibilità che il docente che si occupava del laboratorio potesse assentarsi per convegni o per uscite didattiche programmate ; qualcuno è arrivato a dire che non aveva potuto svolgere il programma della sua disciplina perché l'ora inizialmente di compresenza era stata utilizzata per i laboratori.)
               Fra i miei collaboratori che si occupano dell'orario e delle sostituzioni non tutti avevano realizzato da subito che, in assenza del docente che curava un laboratorio, non si dovevano dividere gli alunni negli altri laboratori o, ancor peggio, lasciare gli alunni di un'intera classe al docente che, in orario normale, avrebbe avuto quella classe. Questo problema è stato risolto con continui interventi da parte mia e dei docenti del gruppo di progetto per controllare e predisporre correttamente e tempestivamente le sostituzioni.

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FASE CONCLUSIVA

               Gli alunni si sono dimostrati molto soddisfatti delle attività svolte nei laboratori, nei quali hanno potuto trovare un loro spazio anche quelli tra di loro che in classe non trovano una collocazione precisa o non evidenziano particolari attitudini o abilità.
               Le famiglie hanno apprezzato la didattica per laboratori ed hanno già richiesto che, per il prossimo anno scolastico le attività dei laboratori comincino nel primo quadrimestre.
               Personalmente ritengo che il notevole incremento di iscrizioni di alunni per il prossimo anno scolastico sia in gran parte dovuto proprio alla sperimentazione effettuata quest'anno ed ai giudizi positivi fatti circolare dai genitori.
               Dei docenti, alcuni, pochi, non hanno capito bene le finalità dei laboratori e sarebbero orientati a non ripetere l'esperienza; altri, che non hanno mai visto di buon occhio i laboratori, li vorrebbero demolire, sottolineandone sempre e solo i limiti; la maggior parte, motivata a proseguire questo tipo di attività, vorrebbe una fase di progettazione più coerente, più condivisa, più incardinata nella programmazione curricolare della scuola e delle classi, e la possibilità di offrire spazi più adeguati per tutti i tipi di laboratorio.
               Il personale a.t.a., sia quello di segreteria sia i collaboratori scolastici (ex bidelli), ha mostrato grande attenzione all'attività di sperimentazione, collaborazione continua per rendere gli spazi destinati ai laboratori sempre accoglienti e funzionali, disponibilità a contribuire alla risoluzione dei piccoli e grandi problemi che quotidianamente si presentavano.
               PUNTI DI FORZA:.
- Soddisfazione della maggior parte dei docenti e richiesta di continuare con un progettualità più organica;
- Alcuni docenti, che inizialmente erano in posizione di attesa, si sono lasciati coinvolgere, hanno apprezzato l'opportunità di lavorare con alunni di classi e sezioni diverse;
- Alcuni docenti hanno dichiarato di essersi divertiti e di aver provato un senso di appagamento personale e professionale;
- Grande soddisfazione di tutti gli alunni e delle loro famiglie.
               PUNTI DI DEBOLEZZA:
- Non piena congruenza tra obiettivi programmati e obiettivi raggiunti;
- Constatazione che, da alcuni docenti, i laboratori sono stati vissuti come qualcosa di inutile, aggiuntivo o dispersivo che toglie tempo all'attività normale;
- I laboratori per le attività motorie sono risultati poco stimolanti per gli alunni, in quanto hanno riproposto spesso le stesse attività svolte nelle ore curricolari di educazione fisica;
- Assenza di spazi adeguati , almeno per qualche laboratorio.

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CONCLUSIONI:  L'AZIONE RIFLESSIVO-VALUTATIVA PROIETTATA AL FUTURO

               I laboratori, soprattutto la didattica modulare per classi parallele e la flessibilità dell'orario scolastico, che deve essere visto come strumento e risorsa e non come vincolo, devono essere vissuti maggiormente come parte costitutiva del P.O.F. e non come appendice di esso; pertanto è indispensabile coinvolgere fin d'adesso e poi nel mese di Settembre, prima dell'inizio delle lezioni, il gruppo di progetto, allargato e con maggiore presenza dei docenti delle educazioni, in una individuazione chiara e definita delle tipologie di laboratori da attivare e degli specifici obiettivi.
               I laboratori dovranno partire nel primo quadrimestre, subito dopo le rilevazioni iniziali dei bisogni e delle risorse degli alunni. L'orario scolastico, già nella prima ideazione e stesura, deve essere strutturato in maniera da poter attivare più laboratori per fasce parallele, consentendo anche una rotazione degli alunni al loro interno nel corso dell'anno scolastico.
               E' necessario un maggior coinvolgimento di tutti i docenti nella fase di progettazione, "obbligandoli" a presentare proposte e critiche, in modo che percepiscano i laboratori come ulteriore e più interessante opportunità per realizzare l'offerta formativa.
               E' necessario inoltre un atteggiamento più partecipe di tutto il Collegio che non si limiti a deliberare passivamente sul P.O.F.; per questo dovrà essere intensificata l'azione di informazione preventiva dello stato dei lavori e di circolazione dei materiali prodotti (è stato già molto utile il quaderno di bordo, continuamente aggiornato, esposto nell'atrio interno della scuola).
               E' quanto mai opportuna infine, da parte mia e da parte dei docenti interessati e favorevoli alla prosecuzione, la sensibilizzazione di quelli che guardano con sospetto, per timore di perdere certezze o di avere aggravi di lavoro.                 Devo dire che in questa azione di progettazione valutativa sono state molto preziose e stimolanti le conoscenze acquisite e/o aggiornate durante il corso di formazione, la sensibilizzazione verso l'auto-apprendimento di nuove competenze, l'apprendimento di nuovi metodi e modalità di lavoro; in particolare poi il curricolo elettivo che ho scelto di seguire (L'autovalutazione) mi ha permesso di acquisire nuove conoscenze, di confrontarmi con colleghi di scuole di vari ordini e gradi, con gli esperti, e di utilizzare sul campo gran parte delle competenze acquisite, di costruire strumenti utili per l'attività di progettazione valutativa e per la promozione della mia scuola.
                              PROGRAMMAZIONE ORGANIZZATIVA DEL COINVOLGIMENTO :
               Servirà una vera e propria strategia per organizzare il coinvolgimento; oltre a quanto detto prima sulla predisposizione di materiali e sulla buona circolazione dell'informazione, dovrò articolare meglio le riunioni e le sedute di lavoro dei dipartimenti, delle commissioni, e delle articolazioni del Collegio. Alle riunioni iniziali ed a quelle importanti per verifiche o per insorgere di problemi sarà indispensabile la mia presenza accanto a quella dei referenti: E' molto opportuno che negli incontri vengano utilizzati sempre lucidi, grafici, materiali illustrativi e proposte concrete e fattibili.
IL TRASFERIMENTO DELLE MIE COMPETENZE RIFLESSIVE/VALUTATIVE AI COLLABORATORI :
               Per il prossimo anno sarà fondamentale il lavoro che con me svolgeranno i docenti che, o scelti direttamente da me o indicati dal Collegio, faranno parte dello staff di direzione. Gia' con i collaboratori di quest'anno ho provveduto continuamente a parlare ed a condividere l'impostazione dell'attività valutativa ai fini del miglioramento, insieme abbiamo costruito questionari, indici, indicatori, schede di rilevazione, prospetti di sintesi. E' quanto mai opportuno che questo tipo di lavoro e di condivisione continui, anche in previsione delle dimensioni accresciute che, per effetto del dimensionamento, questa scuola avrà dal prossimo primo Settembre. C'è già un ottimo gruppo. Si tratta solo di farlo continuare a crescere e migliorare.
                              COME MANTENERE LE COMPETENZE RIFLESSIVE/VALUTATIVE
               L'azione di osservatore attento e distaccato che ho svolto in quest'anno scolastico mi ha portato da una parte ad affinare le mie competenze, dall'altra ad essere osservatore critico anche di me stesso. Ormai fa parte del mio abito mentale che qualsiasi attività va progettata, monitorata, controllata, verificata. Continuerò con la lettura di specialisti italiani e mondiali, ai quali mi sono particolarmente avvicinato nell'ultimo anno per potermi dare strumenti di valutazione sempre più efficaci; sarò ancora di più in contatto con i docenti, specialmente i referenti di progetto e delle varie commissioni, per esercitare l'azione valutativa. Continuerò con i colleghi del territorio gli incontri di studio e confronto sui temi della valutazione. Penso che in questo modo le competenze non solo si manterranno ma si accresceranno.

All'inizio

DALL'INNOVAZIONE ALLA ROUTINE

               E' necessario infine che dall'innovazione si passi alla routine: fatte le dovute considerazioni critiche e apportati i miglioramenti alle esperienze innovative realizzate, bisognerà fare in modo che le esperienze significative siano diffuse, allargate, riproposte alle altre classi, agli altri docenti, all'intera scuola ed alle altre scuole: in caso contrario avremo soltanto alcune scuole isole felici o alcune classi-corsi isole felici all'interno di ciascuna scuola.
               Per fare questo, i docenti innovatori non dovranno essere gelosi dei giocattoli educativi da loro costruiti, mentre gli altri docenti non dovranno avere paura di sporcarsi le mani, di sperimentare con la massima disponibilità, abituandosi a rilevare aspetti positivi e negativi.
               L'innovazione dovrà essere una connotazione di questa scuola: l'innovazione infatti è una sfida a se stessi prima che agli altri, obbliga a mettersi in gioco, spinge a trovare soluzioni originali, costringe a prestare attenzione ed a dare adeguate risposte alle esigenze e richieste dell'utenza, allarga la rete di collaborazione dalla singola scuola ad un gruppo di scuole nella ricerca di soluzioni migliori e nella costruzione di modelli più efficaci.  

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