L'ASTRONOMO - VEERMER (1668)

50x45 cm olio su tela - Museo del Louvre, Parigi



Vermeer ritrae un intellettuale molto brutto dai capelli lunghi e raccolti, con un abito piuttosto particolare, a prima vista simile ad una toga: forse è anche quest'abito a dare al personaggio un'aria di una persona fuori dal comune. È ritratto all'interno della propria stanza e intento nella sua occupazione, egli sembra ricercare sul globo celeste che ha davanti le costellazioni o i corpi celesti che trova descritti nel libro che ha davanti a sé, sulla scrivania. Dietro al grande tappeto del tavolo si può vedere un astrolabio piano, strumento principe dell'astronomia.

Come nella maggior parte dei dipinti di Vermeer è presente la finestra che illumina la scena da sinistra; il globo celeste ritratto lo ritroviamo anche sull'armadio del “Geografo”.
Come sempre in Vermeer gli oggetti non sono inseriti a caso o inventati: la realtà non può essere inventata, ma filtrata e interpretata.

Le costellazioni che l'astronomo sta studiando su di esso sono l'Orsa Maggiore sulla sinistra, il Dragone ed Ercole al centro e la Lira a destra. Sopra l'armadio si vedono almeno una decina di libri di varie dimensioni, e applicato sulle ante è un diagramma curioso con un cerchio grande e due cerchi più piccoli agli angoli superiori. Il panneggio che copre il tavolo ha motivi floreali e sembra essere lo stesso della “Merlettaia”; l’abito del nostro personaggio è un kimono giapponese. Il quadro appeso al muro raffigura Mosè salvato dalle acque.

L'Astronomo è una delle tele cui Hitler ambiva di più nel grande saccheggio perpetrato dalle truppe naziste in tutta l'Europa occupata durante il secondo conflitto mondiale. Dopo la guerra il dipinto fu restituito ai legittimi proprietari, che lo cedettero al Louvre nel 1983. Ricordo di questa avventura è una piccola svastica impressa sul retro della tela.


Eleonora M.

Allegoria della pittura