SCIPIO SLATAPER

(Trieste 1888 - Monte Podgora, Gorizia 1915)

 

Nasce in una famiglia di condizione medio - borghese, da madre italiana e padre di origine slava.

A quindici anni Scipio, convalescente da un esaurimento nervoso causato da studio eccessivo, viene mandato in campagna sul Carso: questo si rivela un momento di contatto con la natura che influenza la sua formazione. Durante gli anni del ginnasio a Trieste Scipio subisce l'influenza del professor Pasini per il quale collabora al Pavese, foglio letterario e artistico triestino e a La vita trentina, diretto da Cesare Battisti.

Sensibile alle influenze della cultura europea che si respira a Trieste, Slątaper si forma su autori postromantici tedeschi e nordici come Hebbel, Ibsen, Nietzsche, Wilde, Hartmann e Weininger.

Finito il liceo nel 1908, Scipio, che comunque non riesce mai a liberarsi completamente del dilemma italo-slavo, si reca a Firenze cercando un’identitą culturale e soprattutto un’italianitą linguistica; nella cittą toscana entra in contatto con Prezzolini e con la Voce, su cui pubblica Le lettere triestine.

Nel 1911 Slątaper lavora a Il mio Carso passando due mesi solitario sul Carso a Ocisla a scrivere.

Dopo un viaggio in Europa (Vienna, Praga, Dresda e Berlino), ritorna a Firenze da Prezzolini per collaborare con la Voce. Pubblica Il mio Carso nel 1912 e nello stesso anno si laurea con una tesi su E. Ibsen.

Nel 1913 ottiene al Kolonial Institut di Amburgo il lettorato di italiano. In questa cittą resta fino allo scoppio della Grande Guerra, quando torna a Trieste per poi andare a stabilirsi a Roma (1914). Da Roma Slątaper collabora a " Il resto del Carlino" con articoli che mostrano la necessitą della guerra e che affrontano la questione triestina e slava.

Arruolatosi volontario insieme ai fratelli Stuparich, parte per il fronte il 2 giugno 1915. Muore in un'azione di pattuglia sul Podgora.

S.M.

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