ROBERTO BAZLEN

(Trieste 1902 – Milano 1965)

 

Roberto Bazlen, detto Bobi, fu un importante intellettuale triestino che influì profondamente sul gusto e le tendenze culturali di molti ambienti italiani.

Fu molto legato alla Trieste di Svevo e di Saba, che conobbe quando era giovanissimo; su di loro discusse con Montale, Debenedetti e Solmi, divenuti anch’essi suoi amici. In particolare fu Bazlen a segnalare a Montale (conosciuto nel 1923 – 1924) La coscienza di Zeno di Svevo e il nome del triestino compare spesso nel carteggio Svevo – Montale.

Di lingua tedesca, di cultura mitteleuropea ma aperta a tutte le possibili suggestioni, Bazlen fu un lettore avido e appassionato, sciolto da ogni metodo e scuola critica. Segnalando a persone del mondo editoriale i libri più interessanti (fece conoscere in Italia, tra gli altri, Kafka e Musil), svolse l’attività di consulente tra Roma, Londra e Milano e fu un vero e proprio ispiratore di "scelte" determinanti nella cultura italiana degli anni ’50 – ’60.

Nel dopoguerra collaborò alle Edizioni di Comunità, alla Bompiani, all’Astrolabio; stabilì un rapporto intenso con l’Einaudi e divenne infine il responsabile della programmazione editoriale dell’Adelphi.

Bazlen riuscì così a porsi come tramite tra la più raffinata cultura europea e quella italiana ma, assumendo la prospettiva taoista per cui vera saggezza era lasciare solo tracce di sé e non un pensiero organizzato, si rifiutò alla testimonianza scritta.

Postume vennero pubblicate le sue Lettere a Montale e le Lettere editoriali (1968) e, tradotti dal tedesco, appunti e aforismi (Note senza testo) nel 1970, nonché le pagine e i progetti di un romanzo nel 1976 (Il capitano di lungo corso). Nel 1984 tutti questi testi sono stati raccolti negli Scritti.

S.R.

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