LUOGHI SVEVIANI

 

Trieste è stata di fondamentale importanza per la formazione e la produzione letteraria di Italo Svevo e costituisce lo sfondo comune a tutti i suoi romanzi. Attraverso le vicende di Alfonso Nitti, Emilio Brentani e Zeno Cosini, protagonisti di Una vita, Senilità e La coscienza di Zeno, Svevo ci conduce nella città natale, nei luoghi della vita sociale e culturale da lui stesso frequentati. La città è raffigurata con esattezza topografica nelle sue vie indicate con i loro nomi: la via dei Forni dove è situata la casa di Maller, il viale di S. Andrea lungo il porto; la via Fabio Severo accanto al Giardino pubblico, la strada dell' Opicina, luoghi delle passeggiate di Emilio e Angiolina; la via dell’ Acquedotto (attuale viale XX Settembre), dove, al numero 16, nacque l’autore stesso; la Corsia Stadion (l’attuale via C. Battisti); via del Corso, dove oggi come ai tempi di Svevo si svolge il "liston", la tipica passeggiata cittadina da Piazza della Borsa a Piazza Goldoni; e ancora la città vecchia. Hanno inoltre un rilievo particolare i luoghi caratteristici come l'Arsenale, la sede della Borsa, il porto, le rive, i moli e soprattutto il mare.

 

La Biblioteca

"Scoperse la biblioteca civica e quei secoli di cultura messi a sua disposizione, gli permisero di risparmiare il suo magro borsellino. Con le sue ore fisse, la biblioteca lo legava, apportava nei suoi studi la regolarità ch'egli desiderava. La frequentava assiduamente anche perché la sua stanza in casa Lanucci era poco adatta a studiarci" (da Una vita)

 

La Biblioteca Civica Attilio Hortis (situata nella piazza omonima) era un luogo di assidua frequentazione per Svevo. Lì l'autore trascorreva lunghe ore ogni giorno, anche quando lavorava ancora come impiegato di banca; lì egli ebbe, come molti altri scrittori triestini, la possibilità di entrare in contatto con la cultura italiana.

Oggi nell'edificio della Biblioteca, al primo piano, ha sede un Museo dedicato a Svevo: i libri personali, i testi di critica, le edizioni e le traduzioni delle opere offrono al visitatore una piena comprensione dell’opera dello scrittore.

 

Il Teatro Comunale

"Finalmente la conversazione deviò e per opera di Annetta stessa. Si parlò dell'imminente stagione dei teatri ma più del contegno nei palchetti e in platea che sulla scena, e Alfonso stette zitto… Ancora una volta si parlò di arte o quasi, come Annetta sorridendo disse al momento del congedo. Alfonso, che per poco che avesse frequentato il teatro s'era già accorto quale danno apportasse allo spettacolo il chiacchierio degli spettatori, proponeva di introdurre nei teatri il sistema dei teatri tedechi: d'imporvi il silenzio e di abbassare nella sala i lumi… A teatro ad Annetta importava meno lo spettacolo sulla scena che quello in platea" (da Una vita)

Anche il Teatro Comunale Verdi (collocato nell'omonima piazza) aveva un ruolo di prestigio nella vita culturale della città. All'inizio del secolo gli spettacoli offerti dal Teatro Verdi e dal Politeama Rossetti erano di un livello tanto alto che farebbero invidia, oggi, a qualunque teatro del mondo. Secondo la ricerca di John McCourt (The Years of Bloom - James Joyce in Trieste 1904 - 1920), per esempio, nel 1910 furono messi in scena Traviata, Thaïs, Rigoletto, Madama Butterfly, Nozze Istriane (di Smareglia), La Vestale, Manon Lescaut, Boris Godunov, La Gioconda, Il Crepuscolo degli Dei e il Faust di Gounoud.

Il Giardino pubblico

"La sera spesso dovevano trovarsi al Giardino pubblico in quattro. I primi sul posto furono Angiolina ed Emilio. Non era troppo gradevole d'attendere all'aperto, perché senza che fosse piovuto, il terreno era umido per lo scirocco" (da Senilità).

"Dapprima per varii giorni giunsi solo fino al Giardino pubblico e con la sincera intenzione di gioire di quel verde che apparisce tanto puro in mezzo al grigio delle strade e delle case che lo circondano" (da La Coscienza di Zeno)

Gli spazi verdi di Trieste sono teatro di numerosi episodi dei romanzi sveviani: il Giardino pubblico che Zeno fiancheggia per arrivare da Carla, i boschetti del Colle del Cacciatore dove Emilio offre dolci e formaggi alla golosa Angiolina prima di ottenerne dei baci.

Nel Giardino pubblico sorgono oggi tre monumenti dedicati alle maggiori glorie letterarie della città: Svevo, Joyce e Saba.

 

M.B.

TORNA SU

torna a menu