jAMES JOYCE A TRIESTE

James Joyce (Dublino 1822 – Zurigo 1941) giunge a Trieste per la prima volta il 20 ottobre 1904 con la compagna ventenne Nora Barnacle.

Non trovando lavoro come insegnante d’inglese presso la Berlitz School, prestigiosa scuola di lingue, il 30 ottobre si trasferisce a Pola, in Istria. Vi rimane sei mesi prima di tornare a Trieste, dove finalmente trova impiego alla Berlitz School.

Joyce vive nella città giuliana dal 1904 al 1905 e dal 1919 al 1920, con alcune interruzioni per brevi soggiorni a Pola, a Roma e in Irlanda.

Dimora nelle seguenti abitazioni:

bullet Abitazione di Piazza Ponterosso (marzo 1905)
bullet Abitazione di via San Nicolò 30 (1 maggio 1905 – 24 febbraio 1906)
bullet Abitazione di via Boccaccio 1 (24 febbraio 1906 – 30 luglio 1906)
bullet Abitazione di via San Nicolò 32 (marzo – novembre 1907)
bullet Abitazione di via Santa Caterina 1 (1 dicembre 1907 – marzo 1909)
bullet Abitazione di via Vincenzo Scussa 8 (6 marzo 1909 – 24 agosto 1910)
bullet Abitazione di via Barriera Vecchia 32 (agosto 1910 – settembre 1912)
bullet Abitazione di via Bramante 4 (settembre 1912 – giugno 1915)
bullet Abitazione di via della Sanità (ottobre 1919 – luglio 1920)

Richard Ellman, autore di una famosa biografia di Joyce composta negli anni Cinquanta, minimizza l’importanza della città di Trieste nella vita e nelle opere dello scrittore irlandese. Al contrario, alcuni studi recenti come James Joyce. Itinerari triestini di R.S. Crivelli e The years of Bloom – James Joyce in Trieste 1904 – 1920 di John McCourt, dimostrano come il contatto con Trieste fu fondamentale.

Proprio nel periodo triestino Joyce ha portato a termine Gente di Dublino, ha composto Dedalus e il dramma Esuli, ha scritto il poemetto in prosa Giacomo Joyce e alcuni capitoli dell’ Ulisse. In quest’opera e in Finnegans Wake McCourt ha trovato molti echi della lingua italiana e del dialetto triestino che Joyce imparò.

Furono inoltre proficui l’amicizia con Italo Svevo, il contatto con i futuristi e con l’ambiente dell’ irredentismo.

Joyce, appassionato di lirica, partecipò all’intensa vita culturale e teatrale della città giuliana, seguendo gli spettacoli del Politeama Rossetti e del Teatro Verdi.

Non meno importanti per Joyce furono i luoghi, le strade, le piazze e le osterie di cui fu cliente a volte insolvente. Fra essi si possono ricordare: Osteria della città di Parenzo, Ristorante Bonavia, Trattoria Viola, Ai Tre Pompieri, Ai Due Dalmati, ai Due Leoni, Osteria al Bon Citadin, Andemo de Toni, Andem de Nini, Andem da Pepi.

A.P.

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