Scuola media statale
"G. Melchiori"
Monzambano - Mantova

 

Dove siamo

il centro

 

La scuola media di Monzambano si trova sull'anfiteatro morenico delle colline che abbracciano a Sud il Lago di Garda, in provincia di Mantova. Si tratta di rilievi che, se pur in qualche caso portano l'affettuoso nome di "monte", non sono in realtà particolarmente spiccati. Più che altro abbiamo a che vedere con dolci ondulazioni del terreno, che conferiscono al paesaggio un aspetto tranquillo e gradevole, in una sola parola "sereno". Fedeli custodi ne sono i cipressi e le querce che costeggiano la valle del Mincio.

A Monzambano si può arrivare tramite la Strada dei Colli, da Goito e Volta Mantovana, oppure provenendo da Ponti sul Mincio, all'estremo limite della provincia di Mantova, e Peschiera del Garda. Un'altra strada giunge a Monzambano da Valeggio sul Mincio, un pittoresco paese in provincia di Verona, dove, al limitare della valle del Mincio, si trova il magnifico Parco Sigurtà. Una strada secondaria collega Monzambano con Salionze, toccando un famoso Acquapark. Altre vie comunali conducono all'affascinante frazione di Castellaro Lagusello.
Un tempo Monzambano era servito anche da una suggestiva linea ferroviaria, insensatamente soppressa il 30 aprile 1967 e ancor più disgraziamente smantellata nell'inverno 1970 - 71. Si trattava della Ferrovia Mantova - Peschiera, che aveva la sua stazione a pochi passi dal ponte sul Mincio. Un simile collegamento oggi potrebbe senz'altro risolvere i gravi problemi causati dal forte traffico stradale, soprattutto nei fine settimana.

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Da vedere a Monzambano: la chiesa parrocchiale di San Michele, con i suoi splendidi altari; il Castello (molto ben conservata la parte perimetrale, fra le migliori del Mantovano) che domina il centro collinare ai limiti della valle del Mincio; la chiesetta di San Biagio (antica Parrocchiale) nel cuore della fortezza alla sommità dell'abitato. Una buona parte della storia religiosa del paese fa capo alla chiesetta della Disciplina, lungo l'asse viario principale. Citiamo infine alcuni edifici nel centro storico: la sede comunale (ritratta qui a sinistra in una foto di Alessandro Muratori), il palazzo Fabbri, la villa Melchiori.
Ti invitiamo ora a dare un'occhiata ai pittoreschi dintorni del centro morenico.

Sul nome Monzambano esistono varie interpretazioni. Lo stemma posto sul palazzo comunale riporta due monticelli con delle fiamme alle sommità (non rappresentate nella riproduzione a destra); nella parte inferiore è inserito un cane di profilo, che probabilmente allude alla caccia. Pare che il nome derivi dal latino Mons Albanus o da Mons Ambo, a causa delle due gobbe del monte. Un'altra tradizione così invece spiega lo stemma e quindi il nome: le fiamme intendono la vicinanza delle bocche sulfuree su queste ultime propaggini del vulcano del monte Baldo.

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Monzambano, di probabile origine romana e sicuramente borgo medievale, è sempre stato un punto strategico di grande importanza.
Il paese passò di diritto agli Scaligeri in seguito alla vittoria riportata dai Veronesi sui Mantovani nel XII secolo. Subì le sorti di Verona, quando questa città diventò dominio della Serenissima: per quattro secoli ne seguì le vicende.
Quando Napoleone si accinse a costituire il Regno Italico, Monzambano passò da Verona a Mantova. La giurisdizione ecclesiastica, curiosamente, non cambiò ed il centro collinare rimase sino al 1977 sotto la Diocesi di Verona.
Le pagine più significative il nostro paese le doveva però conoscere col Risorgimento. Nel 1848 Carlo Alberto, dopo aver attraversato il Ticino, si dirige verso il Mincio, e, arrivato a Monzambano, lo conquista, quindi occupa Valeggio, Borghetto, Goito, e il 30 maggio entra nella fortezza di Peschiera. Nel 1859, dopo la vittoria di San Martino, nella villa Melchiori di Monzambano si insedia il quartier generale dell'esercito sardo. Nel 1866 ancora a Monzambano, presso il Mincio, si registra un importante scontro con gli Austriaci; quest'episodio, insieme con la battaglia di Bezzecca citata su tutti i testi di storia, rappresenta il miglior successo di questa sfortunata campagna risorgimentale.
Nel Novecento Monzambano sarà ricordato per aver dato i natali all'attentatore di Mussolini, il socialista Tito Zaniboni, all'epoca - era il 1924 - Presidente del Consorzio Interprovinciale per la costruzione della Ferrovia Mantova - Peschiera. Dal 1934 al 1967, per soli 33 anni, il paese viene servito dai treni. A cavallo della seconda guerra mondiale il Mincio subisce per buona parte un pesante intervento di canalizzazione, che altera la fisionomia del fiume.
Dopo la chiusura di un importante maglificio aperto alla fine degli anni Sessanta a ridosso dell'area ferroviaria, Monzambano ha saputo trovare altri validi motivi di sostentamento economico, grazie alla rivalutazione della produzione vinicola, a molteplici attività artigianali, al diffondersi di locali agroturistici. La vicinanza col Lago di Garda viene ora intesa più positivamente rispetto al passato.

Alessandro Muratori
Paolo Saccoman
Roberta Salvalai

 

Ultimo aggiornamento della pagina: 8 aprile 2004

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