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Monzambano, adagiato tra le colline che circondano il Garda, risente del clima e della vegetazione del lago. Nei tempi antichi, tra le colline si diffusero i pastori, cacciatori ma anche commercianti e artigiani. Allevavano buoi, capre, pecore, maiali e facevano largo uso di carne, raccoglievano semi, noccioline, ghiande, fragole e frutti di vite selvatica. Utilizzavano per la sopravvivenza la caccia e la pesca. Gli spostamenti lungo i corsi d'acqua avvenivano tramite piroghe di legno ricavate dai tronchi di albero.
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Chi osserva il Mincio oggi non riesce ad immaginare come fosse il suo corso prima della metà di questo secolo, quando i lavori di canalizzazione non erano ancora stati eseguiti. Per molto tempo le acque del Mincio vennero utilizzate per attivare le macine di numerosi mulini, per irrigare migliaia di ettari di terreno e collocare reti permanenti per la pesca. Dopo la canalizzazione, a Monzambano il letto del fiume è meno esteso e gli argini si presentano più stabili. Ormai è stata rimossa ogni irregolarità del fondale e il flusso delle acque è controllato dalla presenza di una diga. Ora il Mincio funziona anche da regolatore del livello delle acque del lago di Garda e ne smaltisce i rifiuti attraverso il depuratore. Inoltre fornisce l'acqua necessaria all'impianto di raffreddamento della centrale termoleettrica, il cui primo nucleo è stato costruito nel 1966.
Nel tempo si è resa necessaria la creazione di canali artificiali attigui al corso del fiume sia per l'irrigazione, ma soprattutto per mantenere regolare il livello delle acque evitando inondazioni. Il Mincio ha due importanti canali: il Virglio e la Seriola. Nel 1960 il corso del fiume Mincio venne modificato a Pozzolo e trasformato in un canale.
Il comune di Monzambano fa parte del Parco Naturale del Mincio.
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