"I PADRONI DELL'ACQUA"


L'acqua come diritto. L'acqua come bene comune, patrimonio dell'umanità. Questo è stato uno dei cavalli di battaglia del Forum Sociale Europeo, uno dei temi tra i più dibattuti e approfonditi. Non solo - come ha detto il professor Riccardo Petrella, docente all'Universita di Lovanio e promotore del manifesto mondiale dell'acqua - perchè insieme all'aria, l'acqua è il bene più prezioso e insostituibile, non solo perchè oggi un miliardo 400 mila persone non ne hanno accesso e tra 20 anni tale numero rischia di salire a 3 miliardi, ma anche perchè la partita cruciale sul "bene - acqua" sta vivendo una stagione decisiva: è in atto il tentativo di privatizzarne la gestione, cioè di consentire ai privati (multinazionali francesi, tedesche, inglesi, americane, olandesi) di acquisirne il controllo.
Si sa. Gli esperti di geopolitica sostengono da tempo che l'acqua sarà il bene strategico del terzo millenio, tanto prezioso da scatenare conflitti in molte aree del pianeta. Si sa. Anche che l'uso domestico impiega solo il 10% dell'acqua potabile, mentre tutto il resto viene utilizzato da agricoltura (70%) e industria (20%). E' anche evidente il fallimento degli impegni presi alla conferenza di Rio de Janeiro 12 anni fa, per rendere accessibile l'acqua potabile a tutti.
Ancora oggi, "in Uganda come in molti altri paesi poveri, l'obiettivo sarebbe quello di arrivare a 10 litri di acqua al giorno per persona, quando in Italia ne usiamo 150" ha detto Francesco Ferrante di Legambiente. Non si sa, invece, che molti paesi del sud del mondo (dal Camerun al Monzambico, alla Bolivia) stanno vendendo la distribuzione dell'acqua alle compagnie private, su richiesta del Fondo Monetario Internazionale e della Banca Mondiale. E' non si sa che in grandi metropoli come Jakarta, Manila, Dakar, Nairobi la gestione è già oggi in mano ai privati. Questo fenomeno di privatizzazione dell'acqua avviene anche vicino a noi: la Gran Bretagna ha venduto gli acquedotti fin dal 1989, la Francia ha dato in concessione le strutture a multinazionali.