L'Italia ha sempre esercitato una forte attrattiva nella letteratura tedesca. Il desiderio di visitare e di descrivere il nostro Paese aumenta durante il periodo classico. Goethe dedica all'Italia la sua più grande opera, il suo diario Die Italienische Reise. Goethe è in Italia fra il 1786 e il 1788 dove sotto falso nome si dedica alla pittura, disinteressandosi delle condizioni socio-politiche del Paese. A questo scopo visita musei, chiese, monumenti.
Tra i diversi motivi che nel 1786 indussero Goethe a partire per l'Italia vi fu il desiderio di allontanarsi dalla corte di Weimar e da Charlotte von Stein , ma soprattutto la brama di trovare nuovi stimoli, di dare nuovi orizzonti alla sua vena poetica e di entrare in contatto con l'arte e la cultura italiana, in particolare di quella classica. Dopo aver visitato le città dell'Italia settentrionale, la Sicilia e Napoli, Goethe si stabilì a Roma dove rimase fino al 1788. Si dedicò con fervore a studiare l'arte, l'architettura e la letteratura della Grecia, di Roma e del Rinascimento, che gli suggerirono forme di mirabile equilibrio per esprimere il fremito e la tensione della passione autentica. Di questo incontro resta affascinante testimonianza nel Viaggio in Italia, che venne pubblicato molti anni dopo (1816 e 1829). Goethe studiò i fenomeni geologici e mineralogici, stilò appunti sulla vita popolare, sul clima, sulle piante, eseguì più di mille disegni di paesaggio. Agli inizi degli anni Ottanta, scoprì l'osso intermascellare umano; al tempo del viaggio in Italia sviluppò l'ipotesi di una pianta originaria e riconosce nella metamorfosi il principio fondamentale dell'evoluzione biologica. Risalgono al soggiorno italiano e alle sue suggestioni la versione in giambi dell'Ifigenia in Tauride, i drammi Egmont (1788) e Torquato Tasso (1790), le Elegie romane (1789), gli Epigrammi veneziani (1790) e alcune scene del Faust.
Goethe non era un viaggiatore per vocazione e non visitò mai le grandi capitali europee; il solo paese che lo indusse ad un soggiorno lungo ed impegnativo fu l'Italia. Il soggiorno di quasi due anni gli suggerisce pareri o impressioni sulla nostra letteratura. La città che preferisce è Roma, caratterizzata dalla sua classicità. Tutto ciò che è medievale viene da lui rifiutato e classificato come barbaro: ad esempio l'Arena di Verona.
CHI ERA J.W.GOETHE.
Johann Wolfgang Goethe era poeta, drammaturgo, pensatore e giurista tedesco, nato nel 1749 a Francoforte. Dopo aver lavorato in campo legale scrisse il romanzo epistolare I dolori del giovane Werther, che chiuse il periodo difficile del giovane poeta, ancora sotto l'influsso dello Sturm und Drang. Il periodo felice che segue è segnato dall'amore per Charlotte von Stein, dall'amicizia con Schiller e dai due viaggi in Italia (1786 e 1790). E' qui che Goethe scopre la passione per la classicità greca e latina.
Nell'ultimo periodo della sua vita si dedica alla stesura del Faust, dramma sulla moderna problematicità dell'esistenza, che termina nel 1831. Un anno dopo morirà.