Goethe a Verona
A Verona Goethe visita la galleria di San Giorgio esprimendosi con le seguenti parole: "San Giorgio è una galleria di buoni dipinti, ma quei poveri diavoli di artisti che cosa han dovuto dipingere e per chi? Cosa si poteva mai dipingere? Gente affamata e folla innumerevole cui si fa elemosina del pane, convien dire che gli artisti si sono stillati il cervello per rendere interessanti queste misere cose".
Nella Galleria "Gherardini" il poeta trova bellissime cose dell'Orbetto e impara a conoscere questo valente artista. Ma le più squisite opere d'arte si trovano per Goethe nel Palazzo "Bevilacqua". Un quadro detto "il Paradiso" del Tintoretto che rappresenta l'Incoronazione di Maria Regina del Cielo, la più bella figura femminile del quadro; leggerezza nel tocco e varietà d'esplicazione. Venerare con piacere e con gioia il grande e il bello, è nell'indole di Goethe.
Il poeta è colpito dalla vita nella città: "Durante la sera si prova gioia di vivere e l'aristocrazia esce per la passeggiata. Chi va in chiesa a recitare l'Ave Maria, chi si ferma in Piazza Bei Cavalleri si accosta alle carrozze per intrattenersi con le belle signore. La popolazione qui va e viene tra la più grande animazione e specialmente in alcune vie. Nei giorni di mercato le piazze sono zeppe di gente, si ride, si scherza per tutta la giornata. Il popolo è tutto bello e buono e bada con occhio acuto ai fatti altrui, i ricchi e i nobili stanno rinchiusi nelle loro case".