Goethe : le opere

Fra le sue opere letterarie più importanti: il capolavoro Faust, il romanzo epistolare I dolori del giovane Werther (1774), il romanzo La vocazione teatrale di Wilhelm Meister (1776-85), le Elegie romane, il dramma Ifigenia in Tauride (1787), una delle vette dell'opera di Goethe, il romanzo Anni di apprendistato di Wilhelm Meister (1795-96) che esprimono un nuovo gusto, di olimpica serenità. In questi anni collaborò con Schiller (all'«Almanacco delle Muse», 1795-1800) e compose il dramma Ifigenia in Tauride (1779) e il romanzo Wilhelm Meister (1809). Tra le opere scientifiche ricordiamo Metamorfosi delle piante (1790), e la Teoria dei colori (1810). L'ultima sua produzione include i romanzi Le affinità elettive (1809) e Anni di peregrinazione di Wilhelm Meister (1821-27), gli scritti autobiografici Poesia e verità e Viaggio in Italia (1816-17), il nuovo Faust (nel 1806 la I parte, nel 1830 la II), le poesie di Divano occidentale-orientale (1819) e la Trilogia della passione (1823). Goethe fu soprattutto il cantore della personalità individuale, dell'uomo che apre il proprio spazio interiore alle esperienze naturali e si propone, attraverso l'arte, un ritratto onnicomprensivo della realtà, rilevandone anche le inquietanti incrinature, ma senza suggerirne alcun nuovo (e alternativo) ordine.

I DOLORI DEL GIOVANE WERTHER

E' uno dei capolavori di Goethe. Immaginate una realtà inesistente, inattuale, estranea; unitevi una trama realmente svoltasi dove si mescolano omogeneamente esperienze personali dell'autore con la tragica vicenda di un suo conoscente; annaffiate il tutto di uno sfogo d'ira e di passione che arrivi a travolgere anche voi, lettori alla ricerca del "Nuovo", inondando anche la vostra mente, le vostre giornate. Non è la solita lettura, è qualcosa di molto, molto di più. E' un diario, una cronaca, un amore ancorato a disperazione, una rivoluzione di sentimenti.

Chi era Werther? Alcuni lo collegano a un certo Jerusalem, diplomatico e collega di Goethe al Tribunale dell'Impero, figura sottile e smorta che decise ad un certo punto di unirsi al cerchio dei suicidi danteschi. Cosa si può nascondere dietro un uomo! Quante sofferenze, pianti e sospiri per una donna che alla fine sempre sfugge! E come si collega Goethe a Jerusalem? Compassione o addirittura personificazione? Il Werther è stato per l'autore uno"sfogo del cuore", un canovaccio rozzamente lavorato su fogli di carta vaganti, intrisi di impulso e cellulosa. E il miracolo si compie quando noi impugniamo questi fogli, attori impreparati, cercando do recitare. Immediatamente poesia, umanità e sfogo diventano i fili invisibili che ci racchiudono in una ragnatela.

Werther fu così importante che la sua voce fece eco anche a venti anni dalla sua composizione, assetando il Romanticismo o i momenti culturali ad esso contemporanei. Era come una reliquia gelosamente custodita che si svelava agli occhi di ogni pellegrino alla sua ricerca, seppur ci fosse comunque un danno: Goethe iniziò a non apprezzare tutta questa "pubblicità" letteraria. Così, iniziò addirittura a polemizzare con tutti coloro i quali che amavano la sua opera, forse perché solo annoiato da tanto clamore. L'autore danneggiato dal suo stesso scritto ed anche l'autore incompreso, il quale in mezzo a questo trambusto scopre che i suoi lettori non hanno afferrato concetti importanti della sua opera, come l'umiltà e la sincerità d'animo.