Goethe a Napoli
"Basta girare per le strade e aprire gli occhi per vedere spettacoli inimitabili. Sul molo, uno dei punti più rumorosi della città, vidi ieri un Pulcinella: in piedi su di un assito, era intento a litigare con una scimmia, mentre su un balcone sovrastante una gran bella figliuola faceva offerta delle sue grazie; vicino al palco della scimmia un medicastro magnificava i propri specifici, rimedio per tutti i mali, davanti a una folla di baggei. Raffigurato da Gérard Dou, un quadro del genere avrebbe potuto mandare in visibilio contemporanei e posteri."
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"Oggi era anche la festa di san Giuseppe, patrono di tutti i frittaroli, cioè dei venditori di pasta fritta, beninteso della più scadente qualità. E poiché sotto il nero olio bollente arde di continuo una grande fiammata, della loro sfera fa parte anche il tormento del fuoco; perciò iersera avevan fatto, davanti alle loro case, una parata di quadri di anime del purgatorio e di giudizi universali entro un lingueggiare e divampare di fiamme. Sulle soglie delle case grandi padelle erano poste su focolari improvvisati. Un garzone lavorava la pasta, un altro la manipolava e ne faceva ciambelle che gettava nell'olio fumante. |
"E insomma, se si vive in mezzo al popolo non mancano mai occasioni originali di divertimento; la sua naturalezza è tale da rendere naturali anche noi. Ecco per esempio Pulcinella, la maschera nazionale tipica, come l'Arlecchino di Bergamo, come il Giansalsiccia [Hanswurst, nel testo] delle Alpi: Pulcinella, il tipico servo paziente, tranquillo, piuttosto scanzonato, quasi poltrone, eppure pieno d'umorismo; e di simili servitori e domestici se n'incontrano dappertutto. Il servo che avevo assunto oggi m'ha fatto proprio divertire; e sì che tutta la difficoltà era di spedirlo a cercarmi inchiostro e penne. Capiva a metà, tirava in lungo, si mostrava volonteroso e furfante insieme; insomma, una scena cosi spassosa che sarebbe stata applaudita in qualsiasi teatro."