Goethe a Malcesine

Goethe si reca a Malcesine in barca e va alla fortezza. Dopo aver trovato un buon posto per disegnare, inizia a rappresentare la torre del castello: attorno a lui inizia a formarsi una folla di persone interessata alla sua attività. Improvvisamente si avvicina un uomo dall'aspetto non troppo rassicurante che gli proibisce di continuare il disegno e glielo strappa; viene chiamato il podestà per risolvere la situazione, dato che Goethe è sospettato di essere una spia austriaca. Ma lo scrittore spiega che il suo unico fine è quello di rappresentare la fortezza per averne un ricordo. Durante la discussione viene chiamato mastro Gregorio, un uomo che aveva lavorato per una famiglia italiana che si era stabilita in Germania. Egli assicura che Goethe è una brava persona e il podestà acconsente che faccia un giro per il paese e dintorni. Verso mezzanotte Goethe si imbarca con un canestro di frutta, omaggio di Gregorio.

Durante la sua gita sul lago Goethe descrive la natura lussureggiante e parla dei paesi circostanti: Gargnano, Bogliacco, Cecina, Toscolano, Maderno, Gardone e Salò. Trova buone condizioni metereologiche. Durante il suo cammino verso il Brennero vede una cava di marmo e resta colpito dai minerali della zona. Gli abitanti di queste campagne gli appaiono poveri e malnutriti, nota una certa differenza in particolare negli abitanti di Bolzano.

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