LE DONNE DI GOETHE
Da bambino Goethe conobbe solo due donne, che rimasero legate a lui fino alle rispettive morti: la madre Elisabeth, sposa a 17 anni di Johan Kaspar, e la sorella Cornelia, una ragazza intelligente ma bruttina, che sfogava sul fratello le insoddisfazioni amorose. Il fratello Wolfgang invece nella sua lunga vita conobbe tantissime donne, frequentandole anche in età molto matura.
Il primo amore di Goethe cui si parla, una relazione lunga e tormentata, è quello con Käthchen Schönkopf, fanciulla di Lipsia, dai modi raffinati, che non manca di educare il giovane poeta ancora goffo provinciale, a stili elegantissimi. Dopo questa relazione burrascosa, a consolarlo vi saranno comunque le sorelle Oeser. Si trasferisce poco dopo a Strasburgo e a Sesenheim si innamora di Friederike Brion, figlia di un pastore protestante. Non è che una relazione di tre mesi, trascorsa nello sfondo di un'estate serena, e con l'autunno arriva il congedo. Goethe intanto matura e studia per una futura avvocatura. Per questo il padre lo manda a far pratica a Wetzlar, dove si trova la Corte Imperiale di Giustizia: ma anche qui un nuovo difficile amore lo distoglie dai suoi veri intenti. La donna che stavolta ha acceso in lui la passione è Charlotte Buff (Lotte), conosciuta ad un ballo e promessa sposa ad un suo conoscente. Goethe è talmente concentrato in questa nuova infatuazione che difende malamente pochi processi. Nel viaggio di ritorno, poi, viene a sapere di un giovane chiamato Jerusalem, che si era ucciso per un amore non corrisposto per una donna sposata. Ne rimane talmente colpito e si personifica a tal punto nei panni dell'infelice, che in poche settimane nasce il romanzo epistolare I dolori del giovane Werther. A Francoforte gli si offrirà l'ultima occasione di un matrimonio degno della sua condizione sociale: Lili Schonemann è la figlia sedicenne di un banchiere, che ricambia l'attenzione di questo giovane ardente, a quel tempo capofila del rivoluzionario movimento Sturm und Drang. Si fidanzano ufficialmente, ma lo spirito scapolo incombe un'altra volta: con la scusa del lavoro di corte che lo trattiene, Goethe "scappa" in Svizzera con due amici per una spensierata vacanza, mentre Lili si sposerà poco dopo con un banchiere. Non è certo da questa scappatella che Goethe si aspettava un capovolgimento di vita: Weimar diventerà per lui città importantissima e alla fine sempre privilegiata tra i suoi tanti soggiorni: qui Charlotte von Stein accenderà la miccia della metamorfosi del poeta. Per quanto lei sia sposata ed abbia sette anni in più di lui (che a quell'epoca ne contava ventisei), ella diventa con lui il prototipo degli amanti ideali, di una coppia leggendaria. Lei è colta e raffinata, elegante nel suo eterno pallore di ammalata che anni dopo la condannerà ad essere dimenticata dal poeta, sostituita da una "plebea". Ci sonno poi gli anni del viaggio in Italia (1786-1788).
Rientrato a Weimar, in un parco un giorno viene abbordato da una ragazza di 23 anni, Christiane Vulpius, che chiede pietà per il fratello licenziato dall'impiego di scrivano. Goethe fa di lei immediatamente la sua amante, affascinato non tanto dalla sua bellezza, ma dalla grande spontaneità e vivacità. Nel Natale 1789 nasce alla coppia non sposata un figlio, August (che morirà nel 1830). Passeranno ben 17 anni (19 ottobre 1806) prima che Goethe riconosca questa "grassa metà" come sua moglie. Si sposa per un atto di ringraziamento alla compagna, che qualche giorno prima (il 14 ottobre) lo aveva salvato dall''attacco a sorpresa di soldati francesi nella sua casa. Siamo all'epoca di Napoleone e il 14 ottobre segna per la storia la battaglia di Jena. Christiane morirà nel 1816 ( a 50 anni) di uremia. Ma comunque anche in questi anni Goethe conduce un'esistenza da scapolo: tra le donne che ancora suscitano in lui violente passioni ci sono Marianne von Willemer, trentenne maritata, la "Suleika" alla quale inviava lettere firmate con il nome di " Hafis", e Ulrike von Levetzon, il cui matrimonio lascerà il poeta in tale sconforto che alla fine si rifugerà a Weimar, dove muore il 22 marzo 1832.