

Il cinema è nato un secolo fà. Le prime proiezioni dei fratelli Lumiere vennero accolte dagli spettatori con l' emozione di chi assiste ad un evento del tutto nuovo e sorprendente, a mezza strada fra la meraviglia tecnica e la magia.
Oggi, in piena civiltà delle immagini, il cinema è diventato una componente essenziale e quotidiana della vita. Ogni giorno milioni di persone si affollano davanti agli schermi delle sale cinematografiche. In ogni casa la televisione propone senza sosta alla nostra attenzione la riproduzione visiva della realtà. Viviamo veramente in un fiume inesauribile di immagini, che ci documentano i problemi e le vicende del nostro tempo, o ci invitano allo svago, al divertimento.
Un tempo la comunicazione fra gli uomini era essenzialmente parlata e scritta. Ci si intendeva e ci si informava scambiando dei messaggi verbali , scrivendo lettere , leggendo giornali o libri. Chi non sapeva leggere - e allora accadeva di fraquente - era praticamente tagliato fuori da tutto il flusso di conoscenze, che rimanevano patrimonio di pochi fortunati .
Con l' immagine , si è aperto un nuovo calnale, lungo il quale scorre una quantità di informazioni e di cultura che sono praticamente a disposizione di tutti, perchè l' immagine, almeno apparentemente , si fa capire subito , da chiunque. Cinema e televisione hanno operato un' autentica rivoluzione sociale, una maggiore consapevolezza generale in ogni campo. Vi è però, nel rapporto fra spettatore e schermo cinematografico o televisivo, un pericolo: che si accetti passivamente qualsiasi tipo di proposta,, senza saper distinguere ciò che è valido da ciò che non lo è , assorbendo tutto quello che viene propinato dall' industria dell' immagine.
Saper operare scelte, saper giudicare è quindi fondamentale se vogliamo trarre veramente profitto dalle possibilità che ci sono offerte dalla comunicazione visiva. Per poter giudicare bisogna però conoscere. Occorre allora approfondire il discorso su come è fatto un film, su come si costruisce , di come , attraverso un particolare uso delle immagini e del sonoro, si possono raccontare vicende, esprimere determinati stati d' animo o giudizi.
Le componenti essenziali della struttura filmica, cioè gli elementi che enrtano a costituire l' insieme del film sono:
una COMPONENTE VISIVA : il cinema si serve infatti di immagini. Questa componente visiva è dinamica, in quanto si sviluppa e trasforma nel tempo; a campo variabile, in quanto si può variare a piacere la porzione di realtà rappresentata; bidimensionale in quanto presenta solo la lunghezza e la larghezza, non la profondità.
una COMPONENTE VERBALE : essa può essere presente come didascalia scritta, come avveniva nei primi film muti, o come parlato
una VICENDA O INTRECCIO : cioè dei fatti che vengono narrati.
dei PERSONAGGI
una COMPONENTE SONORA : musiche e rumori.
Di questi elementi , solo il primo però è essenziale . Vi possono essere film senza sonoro e senza parole ( film muti ), senza personaggi e senza intreccio ( come alcuni documentari ). Ciò che caratterizza il Cinema è soprattutto la visibilità, cioè la presenza di immagini, il dinamismo o movimento di queste immagini, la varietà di campo, cioà di ampiezza, con cui la realtà può essere ripresa.
Il cinema esercita sul pubblico una particolare suggestione, per l' illusione di realtà che lo caratterizza. Se noi leggiamo un romanzo, ci rendiamo conto della presenza dello scrittore, che ha ricistruito e narrato una vicenda con il mezzo della parola. Nel cinema , invece, la presenza della fotografia e del movimento in genere, crea l' impressione che non ci si trovi di fronte ad una finzione : la realtà sembra direttamente trasferita sullo schermo.Si tratta solo di un' illusione di cui è bene essere consapevoli per affrontare in modo critico e cosciente lo spettacolo filmico e non lasciarsene trascinare passivamente.
Il cinema è soprattutto un' industria. Il film un prodotto industriale che nasce con una scopo ben preciso : lo spettacolo. Il film è un prodotto che esce da una " catena di montaggio ", dove gruppi di collaboratori lavorano insieme e in successione ordinata. Di tutte queste persone , i titoli che compaiono all' inizio del film, ne danno lunghi elenchi . Per convenzione, essi si dividono in due parti: il cosiddetto " credit " che è il complesso delle maestranze tecniche il " cast " che è l' insieme degli attori. Perciò come nasce un film ? Attraverso quali fasi un' idea finisce per trasformarsi in una pellicola pronta per la visione ? Ecco una breve , sintetica illustrazione dei cicli attraverso cui nasce un film.
CICLO ECONOMICO CICLO NARRATIVO CICLO ESECUTIVO
PRODUTTORE : responsabile finanziario è la persona ( se rappresenta una società , viene detto " delegato alla produzione) che decide la realizzazione di un film e la dirige in quanto provvede al suo finanziamento e pensa al lancio commerciale .Il reperimento dei fondi è fatto con anticipi da società di produzione o tramite banche.E' spesso coadiuvato da un/a segretario/a di produzione.
COMPRATORE : L' operatore economico che acquista il prodotto filmico ai fini del pubblico sfruttamento sul mercato.La figura del compratore è spesse vote costiutita direttamente dal produttore o dal distributore.
DISTRIBUTORE : colui che , tramite agenzie debitamente dislocate, nolleggia le varie copie di film alle sale di proiezione.
ESERCENTE : la persona che , disponendo di sala di proiezione e della debita licenza di esercizio , pubblicizza e proietta al pubblico la pellicola.
Prima di essere " scritto " in immagine, un film viene scritto sulla carta. Dalla prima idea alla sceneggiatura, un soggetto cinematografico subisce alcune evoluzioni.
IDEA : lo punto che accende la fantasia. Può essere " di contenuto " ( narrativo, ideologico, ecc. ) o " di forma " ( espressione di un particolare stile ).
SOGGETTO : è la prima fase di stesura del film .che consiste in un breve racconto per grandi linee della vicenda del film , di alcune pagine ,in cui si impostano il tema, la storia, i personaggi.
SCALETTA : è una specie di promemoria che serve al regista e agli sceneggiatori per procedere al lavoro : consiste in una serie di brevi frasi , ognuna delle quali indica sommariamente, e per ordine gli episodi fondamentali del film.
TRATTAMENTO : significa elaborazione , stesura. Gli episodi vi sono raccontati per esteso , i personaggi vengono seguiti passo passo negli atteggiamenti che assumono e nelle parole che pronunciano.
SCENEGGIATURA :stabilisce inquadratura per inquadratura , l' azione del film e fa corrispondere ad ogni inquadratura un numero. Ogni pagina è divisa per il lungo in due colonne : nella colonna di sinistra vi sono le annotazioni che riguardano tutto ciò che si vede nel film ( ambienti, azioni, gesti, movimenti dei personaggi ). Nella colonna di destra sta scritto tutto ciò che si sente ( dialoghi, rumori , musica ).
Alla esecuzione di un film collaborano mote persone,ognuna delle quali sovrintende ad una o più fasi della lavorazione. DIRETTORE DI PRODUZIONE : finanzia attraverso prestiti bancari e minimi garantiti. Concilia le esigenze artistiche del lavoro e gli obblighi finanziari imposti dal preventivo del film. Organizza la troupe .Stabilisce i giorni di lavoro,le inquadrature che devono essere girate giorno per giorno, i luoghi delle riprese, il numero degli attori e delle comparse che saranno presenti scena per scena.
SOGGETTISTA : individua l' argomento e presenta la prima fase di stesura del soggetto
SCENEGGIATORE : è colui che scrive la sceneggiatura, cioè il documento che riporta i dialoghi e le annotazioni di ripresa per tutte le scene del film.
REGISTA : è il responsabile della realizzazione ed esprime in immagini un tema o racconta una storia. Dirige gli attori ,controlla il lavoro dei tecnici, coordina e guida tutti i collaboratori . Prepara il lavoro con lo sceneggiatore, segue le riprese e il montaggio. Dà unità e stile al film. Può essere affiancato da uno o più AIUTOREGISTI ( chiamati anche ASSISTENTI ) SEGRETARIA DI EDIZIONE : è incaricata di redigere il diario di lavorazione e di notare i dettagli di ogni piano.In collegamento con il regista , annota le sequenze realizzate, i tempi, i particolari delle scene, le posizioni degli attori in caso di interruzione,ecc.
DIRETTORE DELLA FOTOGRAFIA : ha la responsabilità della fotografia.
OPERATORE : è colui che manovra la camera seguendo le indicazioni del regista. Possono esserci più operatori (AIUTO OPERATORE). Si avvale della collaborazione di MACCHINISTI, CIACCHISTI, FOTOGRAFI DI SCENA, TECNICO LUCI che organizza l' illuminazione delle varie scene secondo la sceneggiatura e le richieste del regista. E' affiancato dagli ELETTRICISTI,GRUPPISTI TECNICO AUDIO ( FONICO ) : è il responsabile della corretta registrazione delle voci e dei suoni, della musica.
MICROFONISTA : colui che dirige , a volte aiutato da assistenti, il microfono verso chi parla , seguendo le indicazioni del tecnico audio.
SCENOGRAFO:ha il compito di allestire la scenografia . Ideatore del complesso delle costruzioni che vengono allestite per creare gli ambienti necessari alla ripresa del film secondo le indicazioni della sceneggiatura e del regista.Si avvale dell' opera dell' ATTREZZISTA, del PITTORE DI SCENA, dell' ARREDATORE. COSTUMISTA :è il responsabile dei costumi degli attori e delle comparse , ha l'incarico di disegnare i bozzetti dei figurini e di sorvegliarne la realizzazione.
TRUCCATORE e PARRUCCHIERE:curano l' aspetto, soprattotto il volto, degli attori.
SARTI : realizzano i costumi degli attori.
TROVAROBE .è incaricato di ricercare e provvedere tutti gli oggetti, grandi e piccoli, richiesti dal copione.
MUSICISTI : COMPOSITORE scrive la musica del film ; ESECUTORI, DIRETTORI .
ATTORI : interpreti del film, diretti dal regista . Si distinguono in PROTAGONISTI,CARATTERISTI,GENERICI , COMPARSE. MONTATORE : nella produzione è una dei personaggi più importanti per la riuscita del film, suo compito è quello di creare un giusto ritmo tra le diverse parti girate, facendo un vero e proprio lavoro di " ricucitura ".
DIRETTORE DI EDIZIONE : cura l' edizione del film. Fa stampare i titoli di testa e gli speciali trucchi di stampa,rivavandomne uno speciale negativo ( copia campione ) da cui derivano le copie positive per la distribuzione commerciale.
Normalmente usiamo il termine " linguaggio " per indicare la facoltà che hanno gli uomini di parlare con i propri simili. L' uomo può però comunicare in molti altri modi: con i segni, con i colori. La pittura , la poesia, la musica sono altrettanti modi di comunicare, di trasmettere i messaggi. Il cinema può essere considerato anch'esso un sistema di comunicazione . Come il linguaggio è composto da una serie di " segni " ( le parole ) che vengono combinate secondo determinate norme grammaticali, così anche per il cinema possiamo parlare di segni ( le immagini ) che sono combinati in successione logica.
Il segno tipico del cinema è l' inquadratura; è l' unità minima del linguaggio cinematografico e corrisponde al comlesso di azioni e di suoni contenuti tra uno stacco di montaggio e l' altro , quindi al pezzo di pellicola compreso fra due tagli. Sotto l' aspetto stilistico equivale a ciò che la macchina da presa ( m.d.p. ) ci mostra senza soluzione di continuità. Può essere fissa o mobile Nel primo caso, senza movimento, l' immagine filmica è assimilabile a quella fotografica.dove rimane invariato l' angolo di campo Nel secondo caso la m.d.p. si muove seguendo l' azione (movimenti di macchina ) L' inquadratura è scelta dal regista, che determina il punto di vista in cui va collocata la m.d.p. , ma non è determinata solo dal regista ,perchè anche l' illuminazione è importante e con essa anche il compito del direttore di fotografia. Come per la fotografia numerosi sono i codici tecnico - linguistici Quindi l' inquadratura può variare per
1) FORMATO DEL FOTOGRAMMA: varia in rapporto alla larghezza della pellicola ( 8, 9.5, 16, 35, 65, 70 mm) e possone essere definiti in base alla loro dimensione geometrica in standard ( altezza 1, base 1,33 ) nel cinema muto la superficie del fotogramma è occupata interamente dall' immagine, mentre in quello sonoro comprende anche la colonna sonora stampata sul lato sinistro panoramico 1,66 ( altezza 1, base 1,66 ) panoramico 1,85 ( altezza 1, base 1,85 ) cinerama che utilizza tre pellicole contigue che proiettano le immagini su un gigantesgo shermo concavo ( 146°) cinemascope ( altezza 1 , base 2,35 ) tale dimensione non riguarda direttamente il fotogramma ( stampato sulla pellicola compresso ai lati ) ma solo la sua proiezione su largo schermo leggermente concavo ( 2,35:1),ottenuta tramite un' apposita lente anamorfica.
2) PUNTI DI VISTA : luogo dove viene collocata la m.d.p.. Variato in modo adeguato movimenta il discorso filmico.Questo concetto può essere interpretato in due modi : a)il p.d.v. in senso strettamente spaziale,come posizione della m.d.p. sulla scena; b)il p.d.v. in senso ideologico o sentimentale del narratore che si riflette nelle posizioni della m.d.p.( simpatia per il personaggio,disprezzo,atteggiamento distaccato,etc,) E' anche legittimo parlare si punto di vista in relazione alla struttura narrativa di un film : cioè, come il racconto può avvenire in prima o terza persona, anche nel cinema si distinguono: un punto di vista oggettivo dove la m.d.p. assume il ruolo di un narratore senza identificarsi in alcun personaggio ( ripresa oggettiva ); un punto di vista soggettivo (soggettiva spaziale ) tutto il racconto si svolge sullo schermo dal p.d.v. di uno specifico personaggio ( caso estremo "Una donna nel lago " di R.Montgomery), sia quando , direttamente o attraverso un flash-back, un personaggio racconta la propria versione dei fatti (ripresa soggettiva ) oppure tramite una visione fuori fuoco o l' oscillare della m.d.p. si simula il punto di vista del personaggio ( soggettiva stilistica ). Esiste anche la semi-soggettiva corrispondente ad una inquadratura in cui vediamo un personaggio e ne partecipiamo il suo stato d' amimo mentra la m.d.p. lo segue da vicino
Le posizioni di ripresa che determinano la prospettiva sono determinate da
- INCLINAZIONE : per lo più con l' orizzontale parallela rispetto ai margini del quadro,ma anche variamente inclinata ,a destra e a sinistra.
- ANGOLAZIONE : p.d.v. della cinepresa che determina l' inquadratura e la classifica in: normale o oggettiva ( cioè con p.d.v. orizzontale in faccia ai personaggi e alla loro altezza ): utilizzata con esiti realistici,documentaristici o oggettivanti; obliqua dall' alto utilizzate spesso nel ccinema dell' orroreper sottolineare il terrore e lo stato d' animo di impotenza di un personaggio difronte al pericolo; obliqua dal basso servono per rappresentare stati d' animo estremamente soggettivi o per indurre una sensazione di inquietudine nello spettatore; supina (cioè dall' basso verso l' alto): esprimono il particolare punto di vista di un personagio o l' incombere di un pericolo dall' alto; a piombo (cioè dall' alto verso il basso): molo usate nei film musicali ,ma anche per sottolineare l' incombere di un pericolo:
3) CONTENUTO : l'inquadratura è diretta quando rappresenta in modo immediato e realistico persone, oggetti, ambienti. E' invece indiretta quando allude ad una realtà, magari sgradevole e difficilmente rappresentabile.
4)DISTANZA : tra la m.d.p. e la scena rappresentata, secondo una successione di CAMPI DI RIPRESA ( quando ci si riferisce all' ambiente ) PIANI DI RIPRESA( quando ci si riferisce alla figura umana)
Campo lunghissimo ( C.L.L . ) porzione più ampia che si possa inquadrare ; paesaggi con linea d' orizzonte, il soggetto si perde nello spazio dell' inquadratura. Campo lungo ( C.L. ) l' inquadratura abbraccia un' ampia zona in cui il soggetto è ben idividuabile ,ma è messo in rapporto con lo spazio circostante ( m.d.p. oltre i 30 m ) Campo medio ( C.M. ) il soggetto domina l' inquadratura , ma ha ancora un pò di " aria" sopra e sotto ( m.d.p. a meno di 30 m ) Campo totale ( C.T. ) tutte le persone che agiscono sulla scena sono comprase nella stessa inquadratura. Figura intera ( F.I. ) il soggetto sfiora i bordi superiore ed inferiore dell' inquadratura. Piano americano ( P.A. ) l' attore è inquadrato dalle ginocchia alla testa. Mezza figura o piano medio ( M.F. o P.M. ) l' attore è ripreso dalla vita in sù. Primo piano ( P.P. ) l' attore è ripreso all' altezza delle spalle Primissimo piano ( P:P:P: ) l' inquadratura delimita la sola testa dell' attore Dettaglio o particolare ( Dett.o Part . ) viene ripresa una parte di un corpo o di un oggetto.
5) ILLUMINAZIONE - di fronte, con luce frontale rispetto a ciò che si riprende; - di taglio ,con luce laterale - controluce; - filtrata, attraverso grate, reti, tessuti, etc.
6) MOVIMENTI NEL QUADRO :
- movimento apparente della cinepresa ottenuto con un obiettivo a fuoco variabile: grandangolare ( con angolo di ritresa allargato ), normale ( con campo visivo corrispondente al nostro occhio ), teleobiettivo ( con angolo di ripresa stretto)
- per movimento delle figure
- per movimento della macchina ( Camera movement ) : quasiasi movimento della cinepresa che conncorre a dare profondità e a determinare il ritmo del film : panoramica (è una rotazione prevalentemente orizzontale e ha funzione descrittiva, di ricerca , di relazione o di passaggio intermedio detta a schiaffo, crea un sespense ovvero una forte attesa nello spettatore ); carellata (movimento compiuto dalla m.d.p. lungo un carrello o su altra piattaforma mobile e può essere avanti, indietro, laterale o " in farrovia ", verticale o " in ascensore ", aereo quando scorre sul soffitto, a seguire quando pedina un personaggio,combinato ); gru ( la m.d.p. viene piazzata su di una gru ed è in grado di spostarsi in tutti i sensi ); dolly (movimeento della m.d.p.verso l'alto e verso il basso utilizzando un meccanismo a forma di leva ).
L' inquadratura infine può essere < a fuoco > cioè nitida o fuori fuoco detta < flou > effetto ottico di diffusione dei dettagli dell' immagine sfumando i contorni. Si ottiene con diffusori.
E' definita l' unità spaziale. Può essere composta da una o più inquadrature e termina quando gli < attanti >, cioè i personaggi, cambiano luogo.il cambiamento di luogo quindi dà origine ad un' altra scena.La scana è infatti un' unità cinematografica proveniente dal teatro, e come tale ne ha conservato la caratteristica fondamentale , l' unità di spazio.
La sequenza invece è caratterizzata da una fondamentale unità di azione, cioè una serie di atti successivi che fanno parte di un' azione complessivamente unica e può comprendere molte inquadrature ma anche molte scene.Uno o più personaggi possono compiere un' azione trasportandosi da un luogo ad un' altro.La sequenza può essere quindi anche molto lunga.
L' unità di azione è il tratto caratteristico che definisce la sequenza, ed è quindi un elemento di stretta pertinenza narrativa, non teatrale, nè verbale.