CHARLIE CHAPLIN
attore e regista

MANIFESO ESEGUITO DAGLI ALUNNICharles Spenser Chaplin nasce il 16 aprile 1889 a Londra, nella tipica periferia suburbana.
Il padre , guitto del musuc-hall detito al bere morì quando C. era bambino; la madre, mediocre cantante, in difficoltà nel trovare lavoro, affida Charles e Sidney (fratello di 4anni più vecchio) ad un orfanotrofio dove restano due anni.Venuto da un’infanzia povera e dolorosa e da esperienze nel mondo del circo, a meno di vent’anni era già celebre quale “fantasista” della troupe ambulante di Fred Karno.
Durante una tournée a Hollywood, notato da Mack Sennett recitò per lui in una serie di brevi comiche nelle quali trasformò la macchietta di “Chas”-perdigiorno petulante e donnaiolo-nell’ umanissimo personaggio di “Charlie”-un vagabondo non privo di dignità- che più tardi traformerà in Charlot -piccoli baffi neri,la bombetta, la giacchetta stretta e corta, i pantaloni larghi e sformati e il bastoncino di bambù-.

Regista di se stesso a partire dal suo dodicesimo film (1914) perfezionò gradualmente il suo personaggio arricchendolo di note polemiche contro la società.
Divenuto ricco e famoso diresse tra il 1923 e il 1952 i suoi capolavori: La donna di Parigi (1923); La febbre dell’ oro(1925); Il circo(1928) ;Le luci della città(1931) e Tempi moderni (1936) in cui Chaplin rifiutò l’ invenzione del sonoro( “ il sonoro guasta l’ arte più antica ,la pantomima, e annienta la grande bellezza del silenzio”) e attaccò, con immagini di radicale e quasi profetica denuncia, la società dello sfruttamento e della macchinizzazione; Il grande dittatore (1940), travolgente satira del nazismo e del fascismo; Monsieur Verdoux (1947) Luci della ribalta (1952).Un re a NewYork (1957) e La contessa di HongKong(1966) -girati entrambi in Gran Bretagna dove riparò nel 1953 per sottrarsi a una indegna persecuzione politica- non aggiungono molto, pur recando il segno inconfondibile della sua pungente grazia rappresentativa , alla grandezza della sua figura: che è quella di un mimo delizioso e trascinante- diviso tra una conicità psicologica e una comicità fatta di amplificazioni della gag- e insieme , di un grande poeta tragico.


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