Alfred Hitchcock
Della sua vita va sottolineata l' educazione cattolica ( presso il
St.Ignatius College dei gesuiti).
Il resto è senza influenza: figlio di un commerciante di pollame
e importatore di frutta e verdura, studia presso un istituto professionale
(tecniche e strumenti della navigazione), trova impiego nella società
del telegrafo, è assunto dalla filiale britannica della Famous Players-Lasky
come estensore delle didascalie.
Fu redattore pubblicitario , titolista, montatore e sceneggiatore alla
Gainsborough Pictures di Londra, da lui fondata nel 1920 con il regista
e produttore V.Saville.
Comincia un'avventura che lo porta quasi di colpo - a 26 anni- alla regia
di un film ( The Pleasure Garden,1925) e gli consente di lasciare un segno
preciso nella produzione britannica fra muto e sonoro ( il muto Il pensatore,
1926, i sonori Blackmail, 1929, e Il club dei trentanove,1935, sono giudicati
i più interessanti).
Già famoso in madre patria viene chiamato negli Stati Uniti da D.O.
Selznick (produttore americano di Via col vento) che lo conduce a Hollywood,
dove tutta l' attività del regista si concentrerà e dove
prenderà forma, progressivamente, il suo mondo narrativo dominato
dai temi delll'angoscia e della colpa (vera e presunta).
La precisione impeccabile ,e implacabile, del meccanismo del suspense ha
indotto molta critica- francese specialmente- ha giudicare H. uno dei maestri
più brillanti dell' arte del mystery cinematografico.
Sono tutti titoli celebri.
Eliminando dal novero dei "capolavori" il primo film americano
che conquistò l'Oscar
(
Rebecca, la prima moglie,1940), rimangono, almeno:
Io ti salverò (1945)storia di un'ossesione infantile che sconvolge
la personalità di un sedicente medico,con Gregory Peck e Ingrid
Bergman;
Notorius,l'amante perduta(1946),il periglioso salvataggio di una spia cacciatasi
volontariamente nella tana del lupo;
Nodo alla gola (1948),un' azione che si svolge tutta in una stanza ed è
raccontata - con prodezza tecnica semplice, ma sbalorditiva - attraverso
un unico piano-sequenza;
L'altro uomo (1951), lo scambio perverso, ma non riuscito fino in fondo,di
due delitti;
La finestra sul cortile (1954), esaltazione della potenza dello sguardo
e, insieme, sua punizione;Il delitto perfetto(1954);
Intrigo internazional e(1959), storia di spionaggio, di identità
scambiata e di incoscienza, tre temi costanti del regista;
Gli uccelli (1963), capovolgimento allucinante del rapporto fra Bene e
Male, fra l'uomo e la natura.
Il regista era rigoroso come un matematico ( usava storyboard meticolosi),
spietato come un sadico (gli attori erano le sue vittime), misogino sino
alla perfidia, ironico e ( mentalmente) macabro. Francois Truffaut gli
strappò una lunga intervista ( Il cinema secondo Hitchcock, 1978),
che è un vero e proprio manuale del film.


