DATABASE



RICERCA, GENERALITÀ, AVVERTENZE, VERSIONI




RICERCA

Riconoscere e nominare una specie seguendo una chiave analitica è un problema con risvolti metafisici.
Tolti rari casi in cui le differenze sono veramente impercettibili, qualunque persona che abbia qualche attitudine al collezionismo e spirito di osservazione è in grado di affermare che la specie A è diversa dalla specie B. Ma se si tratta di riconoscere una specie è necessario interpretare le parole di chi per primo l’ha descritta o di chi ci propone una chiave diagnostica. Si tratta di un problema di comunicazione. La soluzione sta nella conoscenza dell’anatomia vegetale e del lessico specialistico collegato.
Purtroppo però la natura si ribella a ogni tentativo di umana catalogazione, e ci accade, con in mano la nostra piantina, di leggere costernati che "Euphorbia terracina L. possiede foglie sessili, da lineari-lanceolate a ovato-lanceolate (4-7 x 15-40 mm), generalmente ottuse o retuse e ± aristate all’apice, dentellate sul bordo". Ma, scherzi a parte, l’uso di una chiave analitica scientifica è l’unico modo per avere qualche certezza. Oggi l’opera di riferimento per il nostro paese è Sandro Pignatti, op.cit. Chi non ha voglia di imbarcarsi in un viaggio appassionante ma con qualche rischio di non ritorno, può rivolgersi alla snella Guida botanica d’Italia, op.cit., continuamente ristampata. Chi, infine, pigro e sedentario, vorrebbe sapere come si chiama il fiore che ha raccolto in giardino, mentre estirpava le erbacce, o nel bosco, mentre cercava funghi, e non si preoccupa troppo dell’accuratezza del risultato finale, può provare a usare le informazioni del nostro Database, con la raccomandazione di leggere con pazienza le Avvertenze.
Nessuno vi garantisce purtroppo dalle due più comuni frustrazioni del botanico dilettante: trovare la denominazione sbagliata, non trovare alcuna denominazione.
Non vi scoraggiate: questa democratica mancanza di garanzie vige anche usando i manuali più accurati; l’intera letteratura fioristica è una continua revisione di errori e interpretazioni.
Solo una cosa è sicura: se cercherete una guida nei nomi scientifici delle specie sbaglierete. Lunaria annua L. è perenne, qualche volta bienne, mai annua.
Consigliamo di usare il nostro Database come un primo approccio; solo il confronto con erbari, iconografie e testi più o meno specializzati può dare conforto alla generale incertezza.



GENERALITÀ

Abbiamo preparato in vari formati un Database delle piante classificate fino ad oggi.
Chi vuole può accedere alle diverse versioni disponibili.

I campi che compaiono nel Database sono:

1. Nomi volgari; nomi volgari più comuni
2. Famiglia; famiglia di appartenenza della specie
3. Genere; genere di appartenenza della specie
4. Specie; specie di appartenenza
5. Autore s; autore della specie
6. Sottospecie; eventuale sottospecie
7. Autore ss; autore della sottospecie
8. Flora Europaea; denominazione secondo Flora Europaea, Cambridge University Press, 1964-93, vv I-V
9. Luogo; località in cui la specie è stata osservata o raccolta
10. Locale; contiene "sì" se la specie vegeta nel nostro territorio
11. Numero; secondo Sandro Pignatti, Flora d’Italia, Bologna, Edagricole, 1982, vv I-III
12. Altro; contrassegni tipografici di vario significato usati nell’opera citata
13. Note; annotazioni di vario genere
14. Fioritura; mesi di fioritura (da noi a volte anticipata) in numerazione romana
15. Forma biologica; sommarie indicazioni sulla forma biologica
16. Infiorescenza; sommarie indicazioni sul tipo di infiorescenza
17. Forma corolla; sommarie indicazioni sulla forma della corolla (o del perianzio)
18. Petali; numero dei petali
19. Colore corolla; sommarie indicazioni sul colore della corolla
20. Foglie; sommarie indicazioni sulla forma delle foglie

Nella versione su CD del nostro lavoro sono stati inseriti nove campi denominati "In vivo (1-9)", quattro campi denominati "In herbario (1-4)" e tre campi denominati "In integro (1-3)", per un accesso diretto alle immagini.

È naturalmente possibile creare filtri di ricerca che possono permettere un tentativo di diagnosi degli esemplari raccolti. Per maggiori delucidazioni sulla costruzione di tali filtri raccomandiamo di leggere le seguenti Avvertenze.


AVVERTENZE

I campi del Database più utili per tentare una diagnosi della specie raccolta sono:

14. Forma biologica; possibilmente sempre
15. Infiorescenza; da usarsi solo in casi inequivocabili
16. Forma corolla; indicare almeno se è centro-simmetrica o irregolare
17. Petali; possibilmente sempre
18. Colore corolla; a dispetto dell’apparente genericità è molto indicativo
19. Foglie; da usarsi sempre
20. Note; da leggere per le discriminazioni finali e per tentare di distinguere le specie appartenenti ad alcuni gruppi critici, come le Composite e le Graminacee

Si possono scegliere alcune caratteristiche della specie raccolta, estrarre dal Database i record che le presentano e proseguire fino a quando il loro numero sarà sceso a livelli umani; poi potrete aiutarvi con le informazioni contenute negli altri campi e con le immagini.
Nel campo Note si fa spesso riferimento, per eventuali confronti, alle descrizioni riportate da Sandro Pignatti, op. cit.; talvolta possono essere usati termini specialistici, la cui definizione si può trovare in un buon dizionario.
Non vi preoccupate se le indicazioni che compaiono nei campi del Database vi sembrano contraddittorie o ridondanti; ci siamo preoccupati di rimediare ai più comuni errori interpretativi e abbiamo cercato, nei limiti del possibile, di coprire i diversi atteggiamenti di indagine di un osservatore profano, ma interessato.
L'uso del Database non richiede conoscenze botaniche di alto livello, né dimestichezza con il lessico specialistico. Naturalmente occorre riconoscere un capolino, o una foglia pennata.

Gli elenchi di possibilità che dovrete usare patiscono della stessa eterogeneità di quel catalogo di animali riportato da J. L. Borges: (a) appartenenti all'imperatore, (b) imbalsamati, (c) ammaestrati, (d) lattonzoli, (e) sirene, (f) favolosi, (g) cani randagi, (h) inclusi in questa classificazione, (i) che s'agitano come pazzi, (j) innumerevoli, (k) disegnati con un pennello finissimo di pelo di cammello, (l) eccetera, (m) che hanno rotto il vaso, (n)che da lontano sembrano mosche.
Non solo; che fare quando un fiore è un po’ bianco e un po’ verde? o quando i raggi di un’ombrella sono così corti che potrebbe trattarsi di un capolino? qual è l’esatto confine fra arbusto e cespuglio? e fra albero e arbusto? A tutti questi interrogativi non c’è una risposta precisa, bisogna percorrere le diverse strade.
Un’ultima cosa. L’intero castello delle nostre chiavi di riconoscimento si basa su una presunzione infondata: avere catalogato tutte le piante che vegetano sul nostro territorio. Ma in questo potete aiutarci, con segnalazioni, campioni, notizie di ogni genere.
Un altro modo per aiutarci è quello di contestarci errori, sciatterie, mancanze.
Grazie e auguri.




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