CD3FI

Circolo Didattico Nº 3

Insieme a scuola per crescere
 
[Tove Jansson] Vivere su un'isola [Natura inospitale in Finlandia] [E finalmente... la primavera] [Tove, ovvero magia] [Dall'album della famiglia Moumin]

[Vivere su un'isola]

Racconta Tove:

"Se qualcosa ha influenzato i mei libri possono essere le isole e, naturalmente il mare.
D'estate il babbo ci portava in una desolata isola dove affittava una capanna di pescatori e ci faceva uscire in mare con la barca solo quando il tempo era cattivo; nelle insenature egli recuperava canestri di liquore di contrabbando e pezzi di legno portati dalla corrente; amava le tempeste sopra ogni altra cosa..."
Nel mare in tempesta D

I personaggi creati da Tove, cioè la famiglia MOUMIN con parenti ed amici, vivono in questo ambiente fatto di acqua, anzi in un libro, "il babbo e il mare" (non tradotto in italiano), papà Moumin decide di lasciare la tranquilla baia dell'Abete per trasferirsi in un'isola con faro...
Anche in un altro libro "Le memorie del babbo" anche questo non tradotto in italiano, il babbo da giovane, con la sua barca, l'"Avventura " decide di affrontare il mare aperto e la scrittrice esprime così la sua felicità nello scoprire il mare:

da "Le memorie del babbo"

Gettammo l'ancora lungo la costa rocciosa!
Per la prima volta nella mia vita vedevo rocce rosse e delle meduse trasparenti, questi strani piccoli palloncini che respirano e che hanno i cuori formati da un fiore. Sbarcammo per raccogliere conchiglie. Fredrilson affermò, però, che sbarcava perchè voleva studiare il fondo marino per l'ancora, ma qualcosa mi dice che anche lui era interessato alle conchiglie anche se di nascosto. Tra le rocce trovammo piccole spiaggette di sabbia e immaginatevi la gioia dell'animale Rod quando scoprì che ogni sasso era completamente liscio e tondo come una pallina o un uovo.
Pieno della incomparabile felicità del collezionista, si tolse la pentola che portava sulla testa e raccoglieva, raccoglieva, raccoglieva. La sabbia era pettinata in piccole belle onde sotto l'acqua verde trasparente e la roccia era calda di sole. Il vento andava in quel momento a letto e non c'era nessun orizzonte, solamente una grande chiara trasparenza. Stava ritornando il crepuscolo. Si stendeva molto lentamente e prudentemente per dare al giorno tutto il tempo di andare a letto. Piccole nuvole apparvero, come gettate, sul cielo ad Ovest; sembravano fiocchi di panna montata e tutte si specchiavano nel mare. Era un mare lucido come uno specchio e non sembrava per niente pericoloso.
- Hai mai visto le nuvole da vicino? - chiese Fredrilson
- Sì - dissi - in un libro.
- Credo che sia purè di cielo - notò Pasticcione.
Stavamo seduti sulla roccia, uno accanto all'altro. C'era un buon odore di alghe e di qualcosa che forse era l'odore del mare. Mi sentivo così felice che non avevo neppure paura che finisse.

Continua Tove:

"Al largo della costa c'era un'isola disabitata che io pensavo fosse la più pericolosa delle altre.
I moumin sull'isola D

Ogni volta che mio padre ci portava in mare, io speravo che si dirigesse là.
E ogni volta che ci andavamo, il vento aumentava o c'era una tempesta e mio padre diceva, guardando compiaciuto: "Ora dobbiamo passarci la notte"

Noi tiravamo la barca e quando faceva scuro strisciavamo la vela e cercavamo di dormire.
La tempesta era piena di rumori, grida, mormorii e qualcosa sgambettava sulla stoffa delle vele ed io sono sicura che l'isola fosse piena di troll.

Molto più tardi traslocai in quell'isola e stavo ad ascoltare le tempeste nella mia capanna e un giorno sentii l'impulso di scrivere dei troll. Li chiamai troll Moumin"

In questi brani tratti dal "Il Babbo e il mare" e da "Il cappello del Gran Bau" a chi paragona un'isola?

da "Il babbo e il mare"

Mi stava seduta sulla scala del faro guardando arrivare la mattina. Là sotto c'era l'isola in controluce; sembrava un grande gatto grigio che si stirava tirando fuori gli artigli, le zampe anteriori riposavano nel mare e la coda un lungo e stretto promontorio lontano. Il gatto drizzava i peli sulla schiena, ma aveva nascosto gli occhi.
- Ah - disse la piccola Mi - Questa non è un'isola qualsiasi. Va in fondo al mare in maniera diversa dalle isole normali. Qui succederà qualcosa, lo sento.
Si arrotolò e aspettò. II sole si levò come un disco dal mare. Nell'isola arrivarono le ombre e il colorirsi trasformò e tirò in dentro gli artigli. Tutto cominciò a brillare e gli uccelli marini navigavano bianchissimi sopra il promontorio e il gatto iniziò a sparire. Ma l'ombra del faro si stendeva come un largo nastro scuro attraverso l'isola fino alla spiaggia.

da "Il cappello del Gran Bau"

Dall'altra parte dell'isola le rocce millenarie emergevano dal mare con lucidi dorsi levigati, tra una parete e l'altra si stendevano le spiaggette ricche di conchiglie preferite dalle sirene per le loro danze segrete, o spuntavano scogli neri, misteriosi, contro cui le onde bussavano cupamente come contro un portone di ferro. A volte le rocce si aprivano in una piccola grotta, oppure scendevano a picco su conche gorgoglianti.
Il gruppo si sciolse e ognuno se ne andò per conto suo a cercare eccitanti resti di naufragi.
Mamma Mumin scese fino a un piccolo spiazzo sabbioso riparato da altissime pareti di roccia. Tra la sabbia crescevano azzurri garofani di mare e canne fruscianti tra cui il vento sibilava quando penetrava nello stretto canale. Mamma Moumin si stese, al riparo del vento. Non riusciva a vedere che uno spicchio di cielo e i garofani di mare che le ondeggiavano sul capo. Faccio solo un riposino, pensò. Ma presto era bell'e che addormentata nella sabbia tiepida.
Grugnino si arrampicò sulla roccia più alta e si guardò in giro. Poteva abbracciare con lo sguardo da una costa all'altra l'isola, che pareva galleggiare sulle onde come una gigantesca ninfea.

Il mare di cui parla Tove ti potrà sembrare caldo e assolato come quello che vedi e godi durante le tue vacanze nel Mar Mediterraneo.

In effetti devi pensare, quando leggi i suoi libri, ad un gelido mare: di bagni ed abbronzatura neppure l'ombra.
È un mare spesso buio e tempestoso, ma chi affronta le terribili tempeste dei mari del Nord sa che presto passeranno e anche nelle situazioni più disperate non dobbiamo perdere la speranza...

Certo un bambino abituato a sguazzare ed a giocare in assolate spiagge potrebbe domandarsi come si possa trovare divertente ed eccitante un freddo mare...
eppure i personaggi di Tove hanno moltissime cose con cui divertirsi al mare come:

  • collezionare conchiglie e sassolini perfettamente rotondi
  • osservare le tempeste in arrivo
  • esplorare isole disabitate
  • prendere il sole al riparo
  • cercare sulla spiaggia cose preziose o utili che ha portato la tempesta
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A cura dell'ins. Angela Torniai torniaiangela@yahoo.it

 
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Pubblicato l'11 marzo 2002 Aggiornato all'11 marzo 2002 Copyright © 2002 Circolo Didattico N° 3 Firenze
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