CD3FI

Circolo Didattico Nº 3

Insieme a scuola per crescere
 
[Tove Jansson] [Vivere su un'isola] [Natura inospitale in Finlandia] [E finalmente... la primavera] [Tove, ovvero magia] Dall'album della famiglia Moumin

[Dall'album di famiglia]

Famiglia Moumin


Racconta Tove:

"...benchè non l'abbia mai notato i miei genitori dettero ai loro bambini l'impressione di crescerli in una casa ricca, generosa e senza problemi. Tutto era importante, ma niente necessario, tutto poteva essere trattato come un gioco, però mai come una cosa insignificante. Mia madre, specialmente, aveva una qualità rara: un misto di rigida morale e una quasi infinita incomparabile tolleranza..."
Simbolo della famiglia D

La famiglia Moumin ha le caratteristiche della famiglia di Tove... una famiglia in cui tutti si volevano un gran bene, ma dove era rispettata la libertà di ognuno...

Mamma Moumim

Disordine D

In una famiglia speciale e un po' strampalata com'è la famiglia Moumin la più speciale e strampalata è proprio lei: mamma Mumin.
Nelle immagini che vedi è sempre ritratta con la sua borsa dalla quale mai si separa (un po' come anche Mary Poppins): dentro vi regna incontrastato un caotico disordine, ma vi si trova tutto quello che può servire.

Sempre impegnata a cucinare per far contenti i suoi bambini, sa preparare squisiti manicaretti. I suoi piatti forti? La marmellata d'arance, budino d'uva passa, purè di zucca e carriole di frittelle quando invita gli amici.
Sa preparare dei panini speciali, li incarta con carta velina e scrive qualcosa di suo nell'involto. Per esempio può scrivere "salame di quello caro", ma anche "questo da parte di papà", ma anche "buongiorno"...

E' affettuosa con papà e con i suo i figli che cercano in lei, oltre le immancabili coccole, quella protezione e sicurezza che solo lei sa dare. Ma non pensare che sia una mamma di quelle che soffocano i figli con il loro affetto: ama ogni tanto essere lasciata in pace per fare un sonnellino e ascoltare nel silenzio la voce della natura e quindi non esita a dare il permesso ai bambini di vivere in libertà le loro avventure come esplorare isole e grotte.

La qualità migliore di Mamma è l'ottimismo con cui affronta la vita: niente la sconvolge e riesce a trovare il lato comico anche nelle situazioni più catastrofiche come nel caso dell'inondazione della valle.

Vignette: famiglia Moumin D

Papà Moumin

È il capofamiglia indiscusso, a lui spettano le decisioni più importanti, ma in tutte le vicende rimane sempre un po' in disparte.
Se mamma Moumin è sempre allegra e pimpante, lui è spesso triste e depresso, ama la solitudine nella quale può pensare e scrivere: infatti è uno scrittore e un filosofo.
Ricordando la sua infelice, ma avventurosa, infanzia ha scritto un libro di memorie; da piccolo è stato abbandonato avvolto in un carta di giornale sulle scale di un Istituto per trovatelli e qui allevato da un Emulo.
Potete immaginare com'è stata triste l'infanzia di papà costretto a rispettare regole e orari (lavarsi il collo, non potersi alzare di notte, neanche per fare pipì, non potere portare animaletti in casa e non poterli tenere sotto il letto, tenere la coda a 45 gradi per salutare le persone e così via...).

Ma un bel giorno ha scelto la libertà: fuggito dal collegio ha avuto molte avventure in compagnia di incredibili amici con i quali ha condiviso l'amore per il mare.
Ora che si è formato una famiglia non è severo e rigido nell'educazione dei figli, ma molto affettuoso e permissivo.

Vive nella casa che ha sempre desiderato, una casa piena di angoli sorprendenti con stanze segrete, scale, torri.
Naturalmente l'ha costruita con le proprie mani, visto che ha l'hobby della falegnameria: un talento innato che ha avuto da sempre nelle "zampe"...

In casa ha degli angoli preferiti dove stare: in giardino sdraiato sull'amaca a leggere il giornale, nella veranda seduto sulla sedia a dondolo a guardare il ruscello davanti a un grandioso bicchiere di succo di frutta e tanti panini, in camera, quando non ne può più del baccano che c'è.

Infatti la casa è piena di amici che vanno e vengono a piacimento: ben presto il babbo ha scoperto l'importanza dell'amicizia; infatti nel libro "Le Memorie di papà", afferma, a proposito della sua giovinezza: "l'unica cosa importante era che avevo trovato il mio primo amico e quindi avevo iniziato a vivere sul serio"...

L'incontro con mamma Moumin è stato poi determinante: lei è affettuosa e comprensiva, lo coccola come coccola i suoi bambini, non litigano mai. Si sono conosciuti in circostanze un po' particolari.

Un incontro segnato dal destino:

Incontro con Mamma

(Notare l'enfasi con cui è stato raccontato a sottolineare l'importanza dell'avvenimento.)

- Vado a guardare la tempesta - mormorai e uscì fuori, sottovento. Stetti un attimo fermo ad ascoltare il tuono minaccioso delle onde che riempiva il buio intorno. Mentre camminavo, gli orecchi mi si piegavano all'indietro e fiutavo il mare. La tempesta mi assalì con un urlo e chiusi gli occhi per non accorgermi di tutto quello che di inesorabilmente terribile può esserci nel camminare in una tempestosa notte d'autunno.
Cose lugubri alle quali è meglio non pensare. Comunque questo fu uno dei pochi momenti in cui io non pensavo affatto. Sapevo soltanto che dovevo arrivare giù alla spiaggia con le sue onde spumeggianti: era un presentimento magico che anche più tardi nella vita mi ha dato risultati stupefacenti.
La luna spuntò dalle nuvole notturne e la sabbia bagnata risplendette come metallo. Le onde rimbombavano contro la costa come una fila di draghi bianchi, si alzavano con gli artigli tirati fuori e tornavano giù sulla spiaggia rumoreggiando nel buio e ritornavano e ritornavano di nuovo. Sono così preso dai miei ricordi! Che cosa fu che mi fece resistere contro il buio e il freddo (la cosa più terribile che esista per un troll Moumin) e mi fece vagabondare giù fino alla spiaggia proprio quella notte in cui la mamma sbarcò su quell'isola (ahi, libertà, cosa straordinaria !).

Incontro con mamma

Aggrappata ad un asse arrivò con le onde volando come una palla nel golfo e allontanadosi poi nel mare.
Mi precipitai a fior d'acqua e gridai con tutte le mie forze: - Sono qui!
Ora arrivò di nuovo. Aveva abbandonato l'asse e navigava capovolta con le gambe all'aria. Senza chiudere gli occhi vedevo il muro nero d'acqua avvicinarsi. Acchiappai la naufraga per il collo e in un attimo fummo ingoiati dai flutti nel mare spumeggiante.
Con una forza sovrumana riuscì a piantare le gambe nella sabbia, resistei più forte che potevo cercando di trascinarmi verso la spiaggia, mentre le onde affamate cercavano di prendere la mia coda, barcollavo, sgobbavo, lottavo, ma alla fine potei posare il mio prezioso carico sulla spiaggia al sicuro dal crudele mare selvaggio.
Ahi, era una cosa ben diversa che salvare la zia dell'Emulo!
Un troll Mumin, uguale a me, ma ancora più bella, una piccola troll femmina che avevo salvato io!
Si alzò a sedere e gridò:
- Salva la borsa! Salva la borsa!
- Ma ce l'ha già - dissi.
- Oh, ce l'ho sempre - esclamò - Grazie a Dio... - e aprì la sua grande borsa nera e cominciò a razzolare. lnfine tirò fuori la sua scatola di cipria.
- Credo che la cipria si sia sciupata. - disse tristemente.
- Comunque lei è bella lo stesso - rilevai, galante.
Allora mi guardò con uno sguardo indescrivibile e arrossì...

Amici

Insieme agli amici si possono fare giochi meravigliosi. Già abbiamo parlato della gioia di esplorare grotte e isole insieme...
Naturalmente con gli amici è possibile camminare nel buio della notte, ma anche più semplicemente è bello stare in posti segreti, come per esempio sotto il cespuglio del gelsomino, in una verde e rotonda grotta di foglie, a farsi confidenze; si può far finta di rapirsi, sposarsi ecc...

C'è un linguaggio segreto che è bene avere e che i genitori, anche i più comprensivi come mamma e papà Moumin, non devono conoscere.

Ma fra tutti gli amici il più caro è certamente TABACCO.
E' un vagabondo che come gli uccelli migratori arriva in primavera e se ne va alla fine d'Agosto.
Non abita mai nella casa dei Moumin, ma in una tenda vicino al fiume e la sera seduto sull'argine ad osservare lo scorrere lento del fiume, fuma la sua pipa...

Nella letteratura nordica incontriamo spesso questo figure di vagabondi nomadi: un personaggio estremamente poetico è Oscar del Paradiso in Rasmus di A. Lindgren.
ln realtà fin dai tempi più antichi esistevano delle persone che suonando e raccontando storie andavano di villaggio in villaggio...

Così Tabacco si sposta in compagnia della sua armonica che è l'unica cosa che possiede e tutti gli anni torna a visitare la Valle dei Moumin, a raccontare agli amici quello che ha visti in altre valli.

È un'amicizia affettuosissima e tenera quella che lega Moumin a Tabacco.
Tempeste, eruzioni, maremoti, tutto Moumin affronta con spensieratezza e allegria, ma la partenza di Tabacco lo fa sempre piangere...

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A cura dell'ins. Angela Torniai torniaiangela@yahoo.it

 
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Pubblicato l'11 marzo 2002 Aggiornato all'11 marzo 2002 Copyright © 2002 Circolo Didattico N° 3 Firenze
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