CD3FI

Circolo Didattico Nº 3

Facciamo Scuola
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30 novembre 2005

Serata dedicata al Gemellaggio

tra il III Circolo Didattico e la scuola di Rapadama

Interventi dei relatori

Apre l'incontro la Dirigente Scolastica, dott. Mariella Rovetti Marzuoli

Presentare oggi il gemellaggio della nostra scuola con la scuola Rapadama T. nel Burkina Faso è una felice coincidenza in quanto proprio oggi si celebra la festa della Toscana per la ricorrenza del 30 novembre 1786 quando fu abolita della pena di morte. L'abolizione della pena di morte è stato un atto di civiltà come atto di civiltà è la solidarietà.

La nostra scuola ha da diversi anni intrapreso un percorso educativo volto al dialogo interculturale e alla solidarietà spinta dalla sua stessa utenza che è ormai rappresentata dal quasi 15% di bambini provenienti da altri paesi più o meno lontani.

L'atteggiamento professionale ed umano di tutti i docenti e degli operatori scolastici è sempre stato caratterizzato, durante questa lunga esperienza, dall'accoglienza e dalla tolleranza nel rispetto dei diritti e dei doveri da parte di tutti. L'accoglienza e la tolleranza solidale sono stati assunti come obiettivi formativi della scuola.

Siamo consapevoli, come educatori ed insegnanti, che solo attraverso la conoscenza e lo scambio le varie culture possono trovare un punto di incontro e arricchirsi reciprocamente.

Educare alla solidarietà è educare a costruire e rendere possibile la pace: compito comune della scuola e della famiglia nei confronti delle nuove generazioni.

Con il lavoro degli alunni e dei loro docenti, con il contributo dei genitori e degli operatori scolastici, sono state realizzate diverse iniziative per autofinanziare la scuola: è stato così possibile destinare fondi in beneficenza a varie associazioni ed enti con scopi umanitari, in particolare a favore dei minori malati svantaggiati comunque in difficoltà.

Da anno scorso è stato attivato uno specifico progetto didattico "Educare alla solidarietà" che ci ha messo in contatto con una realtà molto lontana da noi: il Burkina Faso.

Il progetto da questo anno presenta un'ulteriore azione: il gemellaggio della nostra scuola con la scuola di Rapadama; questa iniziativa, con un impegno di tre anni, deliberata dagli organi collegiali e patrocinata dal comune di Firenze, coinvolge tutti gli alunni del circolo didattico dando loro la possibilità concreta di dialogare e di confrontarsi con coetanei in un processo di reciproca conoscenza e crescita culturale e umana.

Presentazione del Progetto "Educazione alla solidarietà", insegnante Maria Teresa Ciampolini

Come insegnante vorrei precisare il perché dell'educazione alla solidarietà, fatti salvi i principi generali già espressi dalla dirigente.

In primo luogo, nelle indicazioni dei nuovi ordinamenti scolastici alla voce educazione alla cittadinanza si suggerisce di impegnarsi in iniziative di solidarietà.
Pensiamo che la solidarietà non sia un fatto spontaneo e quindi riconosciamo l'importanza di formare l'alunno a questo tipo di sensibilità. Ciò naturalmente senza operare forzature eccessive perché il bambino, essendo un essere in fieri, deve prima di tutto trovare la strada per affermare se stesso; per questo si è scelto di far leva principalmente su due aspetti che i bambini sentono con maggior spontaneità: l'amicizia con loro coetanei e la conoscenza di usi e tradizioni di un altro popolo.
Il motivo, infine, del Burkina Faso, è ci è stata suggerito da un'insegnante del nostro circolo, ora in pensione, Mirella Gavioli, che ha portato a scuola la sua esperienza di volontariato nei confronti di un paese del quale, come ha detto un alunno, Alessio, non si parla mai alla televisione.

Mirella Gavioli ha presentato, già dallo scorso anno, ad alcune classi del circolo (quest'anno 20 tra scuola dell'infanzia e scuola primaria), la storia, la geografia, le tradizioni, la cultura, la narrativa, la musica, avvalendosi di testi originali provenienti dal Burkina, Gli insegnanti hanno collaborato a queste attività, ognuno con le proprie competenze. I bambini hanno avviato scambi epistolari con i loro coetanei burkinabé, mediante la loro naturale freschezza.
Con il gemellaggio il progetto si arricchisce di contenuti poiché le classi del nostro circolo e la scuola di Rapadama hanno lavorato intorno a dei temi comuni al fine di un vero scambio culturale di cui i bambini sono i protagonisti. Si trattava, per i nostri alunni, di rappresentare le case, il cibo a mensa, le fiabe, gli animali e le piante, il paesaggio, i giochi, la città e le feste di Firenze, ed altro. Adesso i nostri alunni attendono i disegni dei loro coetanei africani.
Vorrei portare qui brevemente l'esperienza che ho fatto nella mia classe, che è quella che conosco. Ed è una considerazione che si dispiega più generalmente sul piano della didattica. I bambini che hanno l'abitudine all'ascolto, che dimostrano interesse nei confronti di tutto ciò che non conoscono, che lasciano che le esperienze si depositino dentro di loro senza digerirle con la velocità del consumatore moderno, sono quelli che più hanno fatto tesoro di questa attività portandola su un piano di riflessione e, addirittura, di iniziativa personale. Invito questi bambini a coltivare questo atteggiamento nell'accostarsi al mondo e a fare della loro sensibilità, la loro forza.
Ho proposto ai miei alunni la lettura di un libro di Mino Milani Un angelo, probabilmente, ambientato nell'Africa preda dei conflitti tribali: l'ho scelto per l'asciuttezza narrativa con la quale svolge il racconto di guerre dimenticate. Ed i bambini hanno colto analogie e differenze: nel Burkina non ci sono guerre, ma dai paesi vicini lì si rifugiano coloro che fuggono lo sterminio; il desiderio di aiutare i meno fortunati non è necessariamente un principio astratto da perseguire ma, più naturalmente, come succede al protagonista, un fatto che scaturisce da un incontro.

L'esperienza nelle classi del circolo, Mirella Gavioli


Il mio intervento quest'anno è aumentato a 20 classi, comprese 3 sezioni della materna, rispetto alle 10 classi dello scorso anno.
L'intervento è finalizzato a far conoscere una realtà povera con cui comunicare, con cui avere contatti, dato che ho la possibilità di raccontare esperienze, modi di vivere, abitudini che io stessa vado apprendendo ed arricchendo nei miei contatti diretti con le persone burkinabés.
Dunque, a parte la conversazione con i bambini su amicizia, simpatia, pace, solidarietà, condivisione, che sono concetti da non lasciare aridi su una scheda di sintesi, mi è sembrato di avere il dovere di avviare alla pratica dei suddetti valori (del resto già suscitati dagli insegnanti con cui c'è un'ottima intesa). Questo ho pensato di poterlo fare attraverso la presentazione ai bambini della realtà del secondo paese più povero al mondo: il Burkina Faso. In tal modo arriveranno a superare certi pregiudizi razziali ed a prendere atto dell'esistenza di realtà diverse dalla loro, ma pur sempre costituita da bambini come loro: intelligenti, che hanno diritto di studiare, di curarsi, di lavorare: il diritto alla vita. L'intervento nelle classi è stato di tipo ciclico, per cui il materiale da me preparato su schede (che restano a ciascun bambino) è stato rapportato all'età. Le cassette di musica burkinabé e i libri da cui ho tratto spunto provengono direttamente dal Burkina. Tra gli altri: ANALYSE DE LA PAUVRETE' AU BURKINA HISTOIRE CE2 INSTITUT PEDAGOGIQUE BURKINABE'.
I bambini hanno reagito positivamente e con molto interesse dimostrando una sensibilità sorprendente di fronte al racconto di esperienze di umanità, di condivisione che accomunano nella diversità e nella conoscenza reciproca (mamme africane ed italiane che condividono la stessa preoccupazione per i figli). Racconto di riti per festeggiare il raccolto. Le adozioni compiute nelle classi delle famiglie hanno contribuito ad approfondire i rapporti affettivi. Ho raccontato di bambini che muoiono anche per una banale infezione per mancanza di disinfettanti; le foto che riproducono persone disperate in cerca di acqua, o di alunni che percorrono Km a piedi per raggiungere la scuola(dove possono avere almeno un pasto al giorno) hanno veramente colpito i nostri bambini. Molte sono state le reazioni di condivisione, di voler porgere il loro aiuto spontaneo, portando garze, medicinali, aspirine da mandare ai loro amici, oppure album, pennarelli perché il disegno inviato dalla bambina africana non era colorato. Tra l'altro in una classe i bambini decidono, a prezzo del loro sacrificio personale di inviare un contributo per Nathalie, la loro amica perché deve avere una bicicletta, invece di percorrere molti Km a piedi per raggiungere la scuola. Quello che mi ha colpito e che è importante il gesto di generosità che abitua ad essere sensibili al problema dell'altro o a condividerne non solo la gioia, ma anche la difficoltà. Questi gesti sono di esempio anche agli adulti. I lavori mandati ai bambini di Rapadama e le lettere al bambino adottato, dal Circolo (Firmin) sono originali e dimostrano l'affetto e il desiderio di incontro.
E' così che i nostri bambini, a poco a poco, cominciano a rendersi conto dell'esistenza di altri esseri in necessità non per colpa loro o per pigrizia, ma per mancanza di risorse naturali nel loro paese. E' attraverso una più approfondita conoscenza dell'altro che si riesce ad instaurare un clima di rispetto della usanze, delle tradizioni, della religione).
E' questo lo scopo della mia "goccia" di intervento: avviare i nostri bambini del 2000 ad essere capaci di solidarietà, di condivisione, di partecipazione, di rispetto reciproco, nonostante gli stimoli non sempre positivi della realtà che ci circonda.
Penso che non è con la visione di un filmino o con la predica occasionale che si arriva a coinvolgere i bambini di tutto il mondo in un abbraccio fraterno, ma attraverso l'esempio dato, prima di tutto da noi adulti.
Ringrazio moltissimo l'assessore dott.ssa Lastri, la direttrice, l'ins. Ciampolini valida collaboratrice, la rappresentante ed i membri del Consiglio , gli insegnanti, i genitori, il personale tutto della scuola per la collaborazione e la condivisione e soprattutto ringrazio tutti i bambini.

Lettera a Firmin, Presidente del Consiglio di Circolo Carla Svani

Caro Firmin,

mi chiamo Carla e sono la rappresentante dei genitori delle scuola Don Minzoni e Cadorna di Firenze. Volevo dirti, a nome di tutti i genitori dei bambini italiani, che siamo molto contenti di averti adottato e che speriamo tu possa crescere sereno e imparare quante più cose possibile nella tua scuola.
È la stessa cosa che noi genitori diciamo spesso ai nostri bambini: andare a scuola è bello e importante, perché l'istruzione e l'educazione faranno di te un uomo migliore.
Sappiamo che per andare a scuola tutti i giorni devi fare molti sacrifici. Affrontali con coraggio e forza d'animo, perché sono sforzi che un giorno ti saranno ripagati. Abbi rispetto per i tuoi insegnanti che devono affrontare altrettante difficoltà e sacrifici, considerali le guide e i custodi della tua crescita.
Un caro saluto e un grande abbraccio da parte di tutte le tue "mamme" italiane, e… ti prego di farci avere tue notizie,

Carla

L'intervento dell'assessore Daniela Lastri ha chiuso la serata. Essa ha voluto ricordare la situazione drammatica nella quale vive questo popolo, l'emergenza fame, ma anche quella del propagarsi di infezioni che non trovano l'ostacolo di cure tempestive e ben somministrate. Purtroppo il paese, già soggetto a carestie per ragioni climatiche, soffre della mancanza di sfruttamento delle materie prime, che il sottosuolo potrebbe fornire, a causa di una politica iniqua perpetuata dai dittatori locali, che hanno interesse a mantenere nell'ignoranza e nella privazione la loro base sociale.
L'assessore ha avuto parole di apprezzamento per il Progetto di Educazione alla Solidarietà che vede coinvolte le scuole del nostro circolo e si è impegnata a sostenere le iniziative verso il Burkina, dimostrando la sua volontà di rispondere ai bisogni che la scuola di Rapadama renderà manifesti.

 

A cura della redazione fiee00300a@istruzione.it

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Pubblicato nel dicembre 2005 Aggiornato al dicembre 2005 Copyright © 1996-2005 Circolo Didattico N° 3 Firenze
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