PRIMA BATTAGLIA DI EL ALAMEIN
L'invasione dell'Egitto
L'offensiva che
avrebbe portato le truppe Italo-tedesche sulle dune infuocate di El Alamein,
scattò il 26 maggio del 1942. Dopo tre settimane di duri combattimenti venne
espugnata Tobruch, ultima roccaforte inglese in Libia, presidiata da circa 30000
soldati inglesi sotto il comando del generale Ritchie. Il morale dell'Ottava
Armata non era mai sceso così in basso, tanto che Rommel
dopo una fulminea penetrazione in Egitto, con i suoi pochi mezzi riuscì a
conquistare velocemente Marsa Matruk, nonostante gli Inglesi avessero una netta
superiorità di uomini e mezzi. Basta solo pensare che ai 26 carri tedeschi usati per l'
attacco, gli inglesi ne contrapposero ben 150. l'Ottava Armata però non venne
distrutta ma solo messa in fuga e sotto il comando di Ser Claude Aunchinlek
(comandante in capo inglese del
Medio Oriente), si dispose per l'ultima difesa
nella linea di El Alamein. La decisione di Aunchinlek fu saggia, in questo luogo,
il deserto egiziano si restringe fino a formare un collo largo circa 70 km e
compresa fra il mare e la depressione di Bab el Qattara, vi era una area paludosa al di sotto
del livello del mare. Tutto ciò rendeva molto più facile la difesa di
Alessandria e del Canale di Suez. Il 28 giugno le colonne inglesi iniziarono a
prendervi posizione e giorno 30 la linea di difesa poté essere completata. Il
deserto verso la direzione da cui dovevano giungere i carri tedeschi sembrava
vuoto. Improvvisamente si alzò una nube di sabbia che girava vorticosamente e
si udì in lontananza un sordo rombo di motori. Gli Italo-Tedeschi adesso erano
a soli 88 km da Alessandria, ma in pieno deserto. Rommel
in contrasto con il generale Bastico, comandante
supremo delle forze in Africa Settentrionale e suo diretto superiore ( a livello
nominale ), dopo la presa di Tobruch aveva deciso lo stesso di avanzare,
contravvenendo agli ordini, di sospendere tutte le operazioni per consentire di
attuare l'importante piano della conquista della base inglese di Malta, (
Operazione Ercole ). L'isola
costituiva una spina nel fianco per i convogli italiani diretti in Libia, e
questa decisione come si vedrà in seguito, gli fu fatale.
Fallimento dell'offensiva Italo-Tedesca (mappa)
Auchinleck
in quel momento disponeva di una divisione
sudafricana attorno
El Alamein, di due brigate indiane, di tre brigate neozelandesi schierate lungo
la depressione di Bab el Qattara e di circa 150 carri di cui 60 erano Grant, (la
versione inglese del carro americano Lee) raccolti
sul crinale di Ruweisat. In un luogo chiamato Deir el Shein, aveva lasciato intenzionalmente un varco tra i sudafricani e la nona brigata indiana, in modo di
attirare colà i tedeschi ed attaccarli da entrambi i lati. Le forze dell' Asse
adesso, nonostante le folgoranti vittorie, erano molto spossate, le distanze dalle basi
di rifornimento si erano allungate moltissimo e la RAF aveva il dominio quasi
assoluto dal cielo. A Rommel, dell'Afrikakorps
erano rimasti soltanto 26 carri e 1500 uomini della fanteria motorizzata
tedesca. Nonostante le difficoltà egli era ancora fiducioso nelle sue
possibilità di vittoria. Ordinò così alla 90a Leggera di spingersi
sopra Deir el Shein per poi tagliare a nord in direzione della costa,
circondando così i sudafricani. Contemporaneamente le sue due divisioni di
<<panzer>> più il 20o Corpo italiano, avrebbero travolto a
sud i neozelandesi a Bab el Qattara aggirando il crinale di Ruweisat. Ma l'attacco
della 90a, infiltratasi nel varco lasciato apposta dagli inglesi fallì,
essendo assaliti i tedeschi da tutti lati dai sudafricani, i quali invece dovevano sorprendere.
Mentre a sud gli italiani non riuscirono a sfondare le linee tenute dagli
indiani Sick e Gurka. Solo molto più tardi riuscirono a passare con l'aiuto dei
carri tedeschi, ma ormai l'aggiramento era fallito per il forte ritardo nell'esecuzione del piano. In serata rendendosi conto del fallimento tedesco,
Auchinleck
ordinò un contrattacco sul fronte meridionale con l'appoggio di carri armati,
intendendo adesso accerchiare a sua volta il nemico. Rommel da parte sua
moltiplicò lo sforzo a nord, chiamando in aiuto della
90a tutta
l'Afrikakorps. Gli inglesi comunque ancora sconvolti dalle recenti sconfitte non
riuscirono ad intaccare seriamente lo schieramento difensivo tedesco a sud ed
essi nonostante i furiosi attacchi non riuscivano ad avanzare di mezzo metro.
Durante i combattimenti venne anche distrutta la divisione corazzata italiana
"Ariete", dai neozelandesi e dalla prima divisione corazzata inglese.
Finalmente ci fu una sosta temporanea il 4 luglio e l'America era già entrata
in guerra. I Tedeschi dovevano fare presto. Ma
adesso erano le truppe inglesi ad attaccare tenendo sottopressione le truppe
italiane, che essendo male armate, costringevano i tedeschi ad accorrere da per
tutto, per tamponare le falle che si aprivano nel loro sistema difensivo. In
questo modo non potevano continuare la loro offensiva. La situazione si era
invertita, ora erano gli inglesi ad attaccare i tedeschi. Auchinleck
tentò un ultimo attacco lungo la strada costiera con la nona divisione
australiana il 26 luglio e dopo una prima infiltrazione vennero però respinti
da un furioso contrattacco italo-tedesco. Mancò infatti l'appoggio dei carri,
che non riuscirono a passare tra i campi minati tedeschi e in un attacco
diversivo condotto al centro dello schieramento nemico, ne vennero distrutti
addirittura 96 dai cannoni controcarro 88,
per essersi appunto bloccati in
mezzo alle mine. Finisce così la prima fase
della battaglia di El Alamein, con i due eserciti ormai esausti che pensano ad
riorganizzarsi il più presto possibile. Da parte dell'Asse però vi erano
enormi difficoltà per far giungere i rifornimenti alle truppe, i sommergibili
inglesi facevano strage di piroscafi italiani nel Mediterraneo. Era la benzina
il problema più grosso e lamentava Rommel nel
suo diario, che quando arrivavano i fusti dall'Italia, questi, addirittura, erano
pieni per i due terzi d'acqua. Nell'esercito inglese in questo senso di problemi
ve ne erano molti di meno, data la vicinanza del canale di Suez dove venivano
sbarcati i rifornimenti, anche se le navi che li trasportavano dovevano compiere
l'intero periplo dell'Africa. Un grosso cambiamento ci fu nel comando.
Churchill reputando che ormai le truppe non avevano più fiducia nei loro
comandanti, silurò ingiustamente Auchinleck che
pure aveva brillantemente fermato l'Afrikakorps, sostituendolo con Sir Harold
Alexander, come comandante del Medio Oriente. A capo dell'Ottava Armata fu
designato, invece, dapprima il generale Gott, ma l'aereo che lo stava portando al
fronte fu abbattuto, si scelse così Bernard L.
Montgomery.