LA GUERRA NEL DESERTO DAL 1940 AL 1942
Le prime sconfitte italiane
Le operazioni in Africa Settentrionale
iniziarono il 10 giugno 1940, al momento della dichiarazione di guerra. I
soldati italiani, al comando del generale Rodolfo Graziani, più numerosi, ma
peggio armati ed organizzati, dopo un'iniziale offensiva nel settembre-ottobre
dello
stesso anno, si spinsero fino a Sidi-el-Barrani a 90 Km dalla frontiera egiziana. Un deciso
contrattacco inglese, appoggiato da mezzi corazzati e da una forte aviazione,
travolse le divisioni italiane in Egitto, riuscendo persino ad invadere la
Cirenaica e conquistarla. Il morale delle truppe italiane, scosse e
disorganizzate, scese molto in basso, ma il comando inglese non poté
approfittarne per tentare la conquista della Tripolitania. Uomini e mezzi
dovettero essere trasferiti in Grecia, perché fu attaccata nel frattempo dalle
forze dell'Asse. Mussolini constatando la gravità in cui si trovavano i soldati
italiani in Libia, accettò l'offerta d'aiuto di Hitler. Un'armata
tedesca, totalmente corazzata e meccanizzata, addestrata per la guerra nel
deserto, fu inviata in Africa sotto il nome di Afrikakorps. Il comando dei
reparti fu affidato a Erwin Rommel, un brillante
ufficiale che si era distinto in Francia, al comando di una divisione corazzata.
L'arrivo dell'Afrikakorps
Rommel,
con le poche forze che aveva al momento, iniziò subito una serie di abili
contrattacchi, che gli permisero di riconquistare il territorio perduto dagli
Italiani. Utilizzò per lo scopo vari stratagemmi, come il truccare delle
macchine Volkswagen a carri armati, in modo da far credere al nemico di trovarsi
davanti a forze superiori. Furono così riconquistate tutte le città della
Cirenaica, tranne Tobruch dove la guarnigione inglese resistette agli assalti
nemici. Seguì poi un'altro attacco inglese (Operazione Crusader), che
costrinse
gli Italo-Tedeschi ad abbandonare nuovamente la regione. In questo modo
all'inizio del gennaio del 1942, la situazione si presentava così: gli inglesi
attestati saldamente nella parte orientale della Libia e gli Italo-Tedeschi
rimasti in Tripolitania con pochi mezzi, schierati sulla difensiva. Rommel
però ricevette di nuovo cospicui aiuti, grazie alle rotte dei convogli nel
Mediterraneo rese più sicure, per il continui bombardamenti a cui era
sottoposta Malta, i quali ridussero l'isola all'impotenza. Incominciò così una nuova
potente offensiva, che colse le forze inglesi totalmente impreparate. Le
posizioni perdute furono riconquistate e anche Tobruch venne presa di
slancio, senza approntare un lungo assedio. Le truppe nemiche furono costrette
alla ritirata, ma non annientate come si sperava, nonostante ciò in campo
tedesco e italiano si era sicuri in quel momento di poter raggiungere al più
presto il Canale di Suez. Perfino Mussolini arrivò in Libia per fare l'entrata
trionfale ad Alessandria. Con questo ottimismo dunque, l'esercito Italo-Tedesco
si preparò ad assaltare le ultime linee di difesa nemiche ad El
Alamein.