I
FENICI
di Renato Covello I C liceo 1999-2000
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Il territorio e la
Posizione GEOGRAFRICA
IL Territorio dove si stabilirono i Fenici corrisponde
all'odierno Libano, ed è collocato nella REGIONE
SIRO-PALESTINESE. Questa Regione è per molti aspetti una
dei luoghi più ospitali e geograficamente protetti di tutte i Territori
della Mesopotamia e degli Egiziani. Questa buona reputazione ha dovuto
da molti motivi: il TERRITORIO è ricco di sostanze e di MATERIE
PRIME; ma anche dalla buona, anzi, buonissima Posizione
Geografica. Il territorio dove si stabilirono i Fenici era molto
ricco di materie prime come il Legno, che in futuro era per i Fenici una
gran risorsa che sfrutteranno per il commercio, il mare, che porterà
l'estrazione della porpora, ecc. Molto importante per i Fenici, che lo
porteranno in futuro ad una vera e propria economia ricca, fu il commercio,
infatti, questo e situato tra due civiltà come: gli Assiri ed Egiziani,
la Mesopotamia e il MEDITERRANEO. Prime dei Fenici s'insediarono in queste
terre moltissime popolazioni. Nel 7000 a.C. s'insediò una delle
prime popolazioni chiamata GERICO; infatti, nell'entroterra hanno trovato
i resti di una gran città fortificata risalente al 7000 a. C. In
seguito, in questa Regione si formarono delle piccole tribù che
però, dovevano pagare dei tributi alle altre popolazioni come gli
Assiri. Durante questo periodo, però non utilizzato dalle tribù
che lo abitavano per questo le civiltà Egizie e Assiri insieme con
le altre Mesopotamiche, ne presero controllo e la utilizzarono come passaggio
per il commercio. Questo aveva dovuto al fatto che, si trovava in una posizione
molto strategica in altre parole era situata tra la Mesopotamia e il Mediterraneo
ad anche tra gli Egiziani e Assiri Babilonesi. Un indicativo momento di
rottura nella storia di questi popoli fu la comparsa dei cosiddetti e meglio
conosciuti come i "POPOLI DEL MARE". Essi
s'insediarono in queste terre, presero il controllo commerciale, procurarono
prima il crollo e poi la distruzione della popolazione ITTITA. Infine bloccarono
il passaggio del commercio tra le popolazioni Egiziane e Mesopotamiche.

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LA COSTRUZIONE DELLE NAVI LA NAVIGAZIONE
I Fenici s'insediarono in queste terre intorno
al 2000 a. C. Dopo aver tolto le tribù dalla Regione SIRO-PALESTINESE
e provocando l'indebolimento del popolo ITTITA essi s'insediarono nell'odierno
LIBANO. In un primo momento essi si occuparono solo ed esclusivamente d'agricoltura,
ma in seguito capirono che non era la cosa giusta da sfruttare. Si dedicarono
per prima alla pesca e in ultimo al commercio d'ogni materiale. Essi si
dedicarono anche alla navigazione, infatti, dal mare estrassero la PORPORA
dal
mollusco MURICE che se servono per tingere
i tessuti come lino e altri pregiati. Per i Fenici, il Mare divenne una
vera e propria risorsa, non solo per la porpora, ma anche per la NAVIGAZIONE,
infatti, con questa allargarono i loro confini conoscendo nuove popolazioni
che per le altre civiltà erano sconosciute. Essi ricavano il materiale
per costruire le navi dalle loro montagne che più comunemente conosciute
come la Catene del Libano. Le loro navi erano
lunghe e strette, capaci affrontare viaggi faticosi e talvolta molto pericolosi.
Le loro navi erano formate da:
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SCAVO: da una Chiglia,
la loro invenzione che porta grandi vantaggi nella navigazione questo perché
la rendeva più resistente delle altre, dove vi era collegata un'ASSE
CENTRALE che era messa ad intervalli di spazio per determinare la
prua e la poppa. Nello scavo vi c'era anche degli assi trasversali che
fungevano da costole che servivano per rendere più resistenti la
nave.
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PONTE formato da travi,
che permettevano di camminare sopra lo scavo.
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LA VELA: sostenuta al
centro da un ALBERO, ed era di quadrato o
rettangolare capace di sfruttare il vento che proveniva da dietro.
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I REMI essi assicuravano
di spostarsi e quindi di avanzare nella navigazione anche senza vento,
manovrati da persone (SCHIAVI o REMATORI) sui due lati. Avvolte remavano
anche quando c'era il vento questo perché così facendo andavano
più veloci nella sua corsa.
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TIMONE era la più
grande invenzione dei Fenici. Essa serviva per manovrare meglio la neve
durante navigazione. All'epoca era molto primitiva, infatti, erano due
enormi remi che messi a prua consentivano di manovrare la nave in corsa.
Si otteneva così un'imbarcazione alta e robusta,
grado di affrontare il mare aperto. Grazie alla chiglia che affondava nell'acqua,
essa era in grado di mantenere la propria direzione anche alla presenza
d'onde laterali.
La NAVIGAZIONE si formò
molto prima delle costruzioni delle navi, infatti, già conosciuta
specialmente dai pescatori anche se non erano esperti del mare aperto.
In seguito, con la costruzione delle navi, scoprirono altre cose che le
altre popolazioni non conoscevano come orientarsi nella notte oppure come
navigare in campi molto aperti e sapere dove si va. Nel corso dei loro
viaggi i Fenici svilupparono moltissimo le TECNICHE
DI NAVIGAZIONE. Durante il giorno stimavano il PUNTO
in
cui si trovava l'imbarcazione prendendo come riferimento la posizione del
sole e le caratteristiche della costa; di notte si orientavano osservando
le Stelle, in particolare osservando la STELLA
POLARE, conosciuta in antico col nome di STELLA FENICIA. In seguito ai
loro viaggi perfezionarono l'ANCORA, costruita non più da una semplice
pietra, come in precedenza, ma da una sbarra di legno con un braccio di
ferro posto in croce. Essa poteva così affondare nella sabbia o
incastrarsi fra la rocce del fondo.
In precedenza noi avevamo detto prima che i fenici
s'insediassero nei territori dell'odierno Libano. Questa regione era in
una posizione strategica per il commercio perché essendo tra due
grandi civiltà com'Egitto e Assiri, ma anche tra la Mesopotamia
e il Mediterraneo, si poteva commerciare senza alcun problema garantendosi
anche la ricchezza. I Fenici appena insediati non sfruttarono subito questa
risorsa, infatti, essi si dedicarono all'agricoltura, prendendo esempio
dagli Egiziani. Dopo che il loro numero era aumentato, essi capirono che
non era la risorsa da sviluppare cosi si dedicarono ad altro ma specialmente
al commercio. Essi commerciavano di tutto
dalla Porpora, una loro invenzione che spiegava in seguito, ai metalli
fino ad arrivare anche al commercio degli schiavi, infatti, fu la prima
civiltà a commerciare schiavi in tutto il Mediterraneo. In oltre
essi furono i primi a commerciare i METTALLI come
(oro, argento, rame, stagno, ferro,per
le armi, bronzo).
La loro rete di scambi,
che all'inizio non andava più in là dell'Egitto e delle Mesopotamia,
si allargo progressivamente, di pari passo con i progetti tecnici nella
costruzione delle inbarcazioni e nella navigazione, a tutto il Mediterraneo.
Le loro navi arrivavano a superare anche lo stretto di Gibilterra, da un
lato, le coste africane bagnate dall'Atlandico
dall'altra,
probabilmente ragiungendo anche le coste Britanniche.
Questo favoriva un grande sviluppo della società in tutti i punti
di vista, infatti, sia per l'economia perchè si arrichivano non
era una società chiusa perchè commerciavano e quindi sempre
in contatto con nuove popolazioni aquisirono nuove nozioni che non solo
li servirono per la comunicazioni ma li servirono anche per uso belico
come l'invenzione della prima nave da combattimento.

Per disprorre di approdi
sicuri e, soppratutto, di rifornimenti
di viveri e attrezzature nel corso dei loro lunghi viaggi, le città
Fenicie crearono delle Colonie
in vari paesi del Meditarreneo. tali colonie, abitate da Fenici che vi
si erano appositamente trasferiti, tali da controllare stretti di mere.
Sorsero così: Adrumeto, Cartagine,
Utica e Tangeri sulla costa nordAfricana;
Monzia e
Panormo
(oggi
Palermo) in Sicilia; Nora, Sulcis, Tharros
e Caralis
(oggi
Cagliari) in Sardegna; Malta
e
Gozo,
nelle
due isole omonime poste al centro del Mediterraneo; Cadice
in
Spagna. Trasformatesi in veri e propri
PORTI
COMMECIALI tali colonie restarono attive solo
sul mare e non all'inderno. L'unico caso analogo si è avuto con
Cartagine,
fondata
dalla città di Tiro che nel corso del tempo divento anche una rivale
di Roma.
La necessità pratiche del commerciospinsero
i Fenici a cercare un sistema semplice e facile
di scrittura. Infatti, gli artigiani, i navigatori,
gli menrcanti non erano in grado di tracciare e di ricordare tutti i segni
dei geroglifici Egizi o della scrittura cuneiforme mesopotamica e non potevano
certo portare sella gli scribi. In seguito ai suoi numerosi contatti con
gente diverse, i Fenici si resero conto che un certo numero di suoni erano
comuni a tutte le lingue. L'elaborazione di unALFABETO
in cui segni e suoni corrispondevano fra loro non fu comunque una cosa
da poco: probabilmente si tratto di un processo lungo e gradualmente, durato
centinaia di anni. ciò che sappiamo, tuttavia, è che intorno
al 1200 a.C. i Fenici avevano individuato 22
suoni, più meno corrispondenti a quelli
che possono amettere la nostre corde vocali, e li avevano trascritti con
linee semplici da scrivere da leggere e da ricordare. Questi oppurtanemente
compinati davano un numero illimitato di parole. Esso comunque comprendeva
solo le CONSONANTI
più
tardi furono Greci a inserire le vocali e poi i Romani la perfezionarono
scrivendoli in modo più facile.
Ogni città fenicia ebbe proprie divinità,
dai nomi diversi ma dalle caratteristiche simili. Gli dei principali furonoù:
Baal,
il "Signore", dio di Sidone, che a Cartagine era chiamato BAAL
Hammon; EL, il
"Creatore", dio di Biblo; MELQART,
il Re della "città", dio di Tiro. Ma nei loro viaggi essi si sovrapposero
e si fusero le religioni scampiandisi le religioni. Gli studiosi danno
a questo fenomeno il nome di SENCRETISMO RELIGIOSO.
Le divinità femminili più importanti furono
ASTERTE, dea guerriera e della fertilità,
e TANIT il cui
culto si diffuse anche e solo nel Mediterraneo, ma in particolare nel Santuario
detto TOFET.
Si trattava di un santuario all'aperto, dove sono state trovate numerosissime
sepolture
di bambini, che fecero pensare, per molto
tempo, che i Fenici compivano dei Sacrifici umani. Alcuni studi recenti,
però, hanno smendito questa ipotesi.

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