A CURA DI : MARIA TERESA IMPROTA, PAMELA NARDI
 
Pronti ad interrogare, a controllare, a correggere i nostri errori, i nostri prof sembrano più cattivi di quanto non siano in realtà. C’è sempre una cosa che abbiamo sbagliato o che non abbiamo detto o che potevamo fare meglio. E questi sono i normali problemi di tutti. Ma la cosa si aggrava quando sembra che il nostro prof abbia puntato proprio noi. Ci scruta in continuazione, ci riprende ogni momento. 

Riflettiamoci su 
Ma abbiamo ancora molti mesi di scuola avanti: quest’incubo non può durare a lungo. Prima di tutto riflettiamo un momen-to e analizziamo la situazione cercando di frenare il panico che ci assale. Ma siamo proprio sicuri che il prof l’abbia proprio con noi? In fondo, il suo lavoro è proprio quello di insegnare, interrogare, correggere i compiti ed anche di controllare. Confrontiamoci con i nostri compagni di classe (sempre che la classe sia un gruppo classe) e forse riusciremo a capirci meglio. 
Insomma, forse non siamo per lui un obiettivo da distruggere, ma una classe da portare avanti. 

Come neutralizzarlo 
Qualche volta, però, la nostra impressione è giusta: al prof non andiamo giù! 
Sarà il colore dello smalto o magari il modo di vestirci, fatto sta che ci massacra ed ogni occasione è buona per affibbiarci note e brutti voti. 
 Per sconfiggerlo, evitiamo tutti quei comportamenti che possono danneggiarci, come il chiacchierare con il compagno di banco durante le spiegazioni, passare o accettare foglietti quando c’è un compito in classe o arriva-re sistematicamente in ritardo. 

Oltre i libri 
A scuola le cose da imparare sono tante e non si imparano tutte dai libri: saper gestire i rapporti con gli altri è importante e non facilissimo. Ma le difficoltà che incontriamo con i professori, e con i compagni sono un alle-namento che giorno dopo giorno ci insegna a riconoscere gli ostacoli da aggirare e quelli da affrontare.


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