| Così nascono i “BACKSTREET BOYS”...
Sicuramente vi sarà capitato, durante quest’estate o in questi
ultimi periodi, di ascoltare una canzone dal ritmo travolgente, che sta
avendo un ottimo suc-cesso.
Talvolta, l’avrete sicuramente canticchiata. La canzone di cui sto
parlando è “EVERY BODY (BACKSTREET’S BACK) ”, un pezzo dal sound
incredibile, in cui sentiamo le voci di cinque artisti emergenti, che conoscia-mo
con il nome di: “BACKSTREET BOYS”.
E’ questo un gruppo che conosciamo già da qualche anno, ma che
soltanto da poco tempo, in seguito all’uscita del secondo album “BACKSTREET’S
BACK”, sta riscuotendo numeroso successo.
I “BACKSTREET BOYS”, sono cinque ragazzi americani, provenienti dalla
Florida, aventi un grande amore per la musica, il teatro e il ballo. Scommetto
che vi sarete chiesti da dove provenga il nome “BACK STREET BOYS”: come
spiega Kevin da “BACKSTREET MAR-KET”, mercatino delle pulci di giorno,
ritrovo per i ragazzi di sera. All’inizio degli anni ’90 AJ, NICK e HOWIE,
suonavano ognuno per conto proprio per sfondare nel campo dello spettacolo.
Nonostante fossero molto giovani, essi avevano avu-to cospicue esperienze
nel mondo del ballo, della te-levisione, della pubblicità, del cinema
e della musica. Attraverso il loro comune maestro di canto, i tre s’incontrano
e iniziano a cantare insieme. In breve il loro sound si mostrò davvero
interessante, tan-to da trovare nella persona di Louis Perman (uomo d’affari
della Florida, con un grande amore per la musica), un aiuto. Ben presto
Kev, che lavorava negli studios Disney MGM, viene a conoscenza del gruppo
nascente e decide di presentarsi. C’era però bisogno di un
quinto elemento, e perciò Kev convocò suo cugino Brian, che
fu chiamato direttamente a scuola durante la lezione: il giorno dopo B-ROK,
era su un aereo di-retto in Florida. Incominciarono le loro esibizioni,
passando da una scuola ad una fiera, e a sviluppare così un gran
numero di fans.
I BSB, oggi sono conosciuti in tutto il mondo per le loro possenti
dotazioni vocali e la loro capacità di esibirsi a “cappella”.
La storia chiaramente non finisce qui, per mezzo del loro secondo album
e dei singoli “EVERYBODY (BACKSTREET’S BACK) ”, e “AS LONG AS YOU LOVE
ME”, (verso la fine di gennaio uscirà il loro terzo singolo “ALL
I HAVE TO GIVE”...), i cinque si sono meritati, nell’ultima manifestazione
degli “MTV music Awards”, l’ambito premio della MTV, superando i favoriti:
Oasis, Spice Girl, Boyzone e Jamiroquai. Il loro primo album, contenente
la bellissima “QUIT PLAYING GAMES (WITH MY HEART) ”, è diventato
platino quattro volte in Canada, due volte in Germania e in gran parte
dell’Asia.
Insomma questi ragazzi, molto semplici nel loro essere e appassionati
veramente del loro mestiere, che portano avanti con tanto impegno, trasmettendoci
una grossa carica d'energia, attraverso le loro melodiose voci, riescono
a farci sognare ogni volta che ascoltiamo una loro canzone, anche se non
è la prima volta.
Tutto ciò avviene, perché quell’energia che ci trasmettono
ci pervade, ci fa scoprire ogni volta un elemento nuovo che molte volte
riesce a caratterizzare un momento particolare della nostra vita.
Kurt Cobain
“Mi dispiace, devo proprio andare” Chi era veramente Kurt Cobain? Un
grandissimo musicista o soltanto un ragazzo troppo fragile per sopportare
di avere addosso gli occhi di mezzo mondo? Ognuno è libero di pensarla
come vuole sul profeta grunge di Seattle, che con la sua voce inconfondibile
ha trasformato gli sconosciuti Nirvana nella cult band che nel 1991 vende
10 milioni di copie dell’album Nevermind. Kurt si è sparato il 7
aprile 1994, a 27 anni, nella sua villetta su Washington Boulevard, a Seattle.
Lascia poche righe per sua moglie Courtney Love (poi crocefissa dai fan,
che la considerano la responsabile indi-retta del suicidio) e per sua figlia
Frances Bean: “Mi dispiace, devo proprio andare”. Poi si porta via mezza
faccia con un colpo di fucile alla tempia. Ave-va cercato di morire già
un mese prima, all’Hotel Excelsior di Roma, mandando giù una quantità
industriale di Roipnol, un sonnifero, e champagne, ma l’ambulanza chiamata
da Courtney era arrivata in tempo. Kurt esce dall’ospedale, torna in America,
ma non ha più voglia di vivere. La noia e tutto il resto finiscono
una mattina d’aprile del 1994; ai fan, che subito si radunano davanti a
casa Cobain, brucia dentro come una beffa atroce, lo spot animalista girato
da Kurt poche settimane prima di morire.
I BEATLES
Che freddo ragazzi! Ho avuto dei problemi con il riscaldamento ho provato
ad aggiustarlo io, ma niente da fare... ora me ne sto qui ad ascoltare
musica aspettando la mia amica Francesca: lei potrebbe intendersene e darmi
una mano. Intanto la temperatura rimane polare e perfino cicciolina
sembra tutta intirizzita; penso che incolpi me per questa situazione: mi
guarda “ in cagnesco” che, per un gatto, non deve essere neanche
facile... Nell’attesa voglio parlarvi di quello che è considerato
il più grande gruppo nella storia del pop: i beatles . I quattro
ragazzi di Liverpool, nel breve periodo che va dal 63’ al 70’, hanno lasciato
una traccia indelebile anche solo come fenomeno di costume e ancora oggi
continuano ad influenzare i movimenti musicali di tutto il mondo; il brit-pop
degli Oasis ne è un esempio.
I Beatles nacquero nei primi anni 60’ quando due adolescenti
appassionati di rock “ n “ roll, John Lennon e Paul Mc- Cartney, decisero
di formare una band unendosi al chitarrista George Harrison; Ringo
Starr in-tervenne come batterista solo in un secondo momento. Il nome della
band dalle fusione dei due termini inglesi “ beat” e “beethe”. Il primo
vuol dire “battito”. “Beethe” invece vuol dire scarafaggio. I Beathes
si presentavano ai loro primi concerti nei pub vestiti di nero e il loro
sound per l’epoca era duro e sporco; il successo in ogni modo arrivò
con pezzi più facili. Nel 63’ il loro primo singolo fu Love Me Do
e subito dopo grazie ai brani come From Me To You o She Loves You i Beathes
erano un fenomeno mondiale. Ai loro concerti si assisteva ad episodi d’isteria
collettiva; continuamente brac-cati dalle fans e dai giornalisti,
riuscirono comunque a comporre album stupendi come Help (tra l’altro
contiene Ye-sterday) e Rubber Soul (Michelle) finché, nel
1966, decisero di farla finita.
Decisione difficile
Paul e John si erano resi conto di essere idolatrati in quanto popstar
e non apprezzati per quello che cantavano. Con coraggio decisero di non
suonare più dal vivo e dedicarsi al lavoro in studio. Si era quasi
alla fine degli anni 60’ e il mondo giovanile era in fermento. I Beatles
risentirono di questo clima e a loro volta, come innovatori, furono al
cen-tro del movimento psichedelico. Revolver White Alsum, Abbey Road, sono
gli stupendi album di questo periodo e Sgt. Pepper, del 67’, è considerato
il disco più importante della storia del pop.
Tragica fine.
Nel 70’ dopo l’uscita di Let It Be, i Beatles si sciolsero: fine annunciata
con un concerto d’addio tenuto sul tetto della loro casa discografica.
Dieci anni dopo, l’8 dicembre 1980, John Lennon fu ucciso da un pazzo davanti
alla sua abitazione di New York. Con lui moriva anche la speranza di vedere
ancora riunito questo fantastico gruppo, della cui musica nessun vero appassionato
può fare a meno.
LIGABUE......POI SEM-PLICEMENTE IL LIGA.
Luciano Ligabue, detto il Liga, nasce a Correggio il 13 Marzo 1960.
Dopo un’infanzia tranquilla si diploma in RAGIONERIA e inizia subito a
lavorare: contadino stagionale (per la raccolta di frutta o per la vendemmia),
metalmeccanico, operaio e ragioniere, e ancora commerciante, promotore
consigliere comunale per l’ex PCI.
Ma il richiamo della musica è troppo forte perché resista.
Il 28 Febbraio 1987 si esibisce per la prima volta in pubblico... ed è
subito un successo!
Ora, il Liga, festeggia i suoi 7 anni di attività con un disco
“LIVE” e con dei concerti in alcuni stadi, che solo le grandi ROCKSTAR
hanno il coraggio di affrontare. Insomma: da 10 anni fa il musicista, da
7 come unica professione. Sono stati senza dubbi anni molto intensi ma
che gli hanno cambiato radicalmente la vita.
Discografia
LIGABUE (1990)
LAMBRUSCO COLTELLI ROSE E POPCORN (1991)
SOPRAVVISUTI E SO-PRAVVIVENTI (1993)
A CHE ORA E’ LA FINE DEL MONDO ? (1994)
BUON COMPLEANNO ELVIS (1995)
SU E GIU’ DA UN PALCO (1997)
La tipica frase del Liga:
“su da un palco me la godo e giù dal palco sono un tipo chiuso,
un po’ diffidente”.
Anche in tv, i concerti di LIGABUE sono sempre un evento. L’ultimo
che abbiamo visto, al Night Express, ha regalato emozioni a non finire.
Basta che il Liga attacchi la versione unplugged di “BALLIAMO SUL MONDO”
che il pubblico va in delirio. Ma è solo l’inizio, perché
seguono i migliori successi. Inoltre il LIGA ha anche scritto un libro
“FUORI E DENTRO IL BORGO”.
Noi giovani amiamo tanto il LIGA, perché, anche noi, come lui:
“SIAMO QUELLI TRA PALCO E REALTA’”.
Freddie Mercury
25 Novembre 1991: muore Frederic Farrow Bulsara, in arte FREDDIE MERCURY,
cantante leader del gruppo rock dei QUEEN. Si spegne con lui una leggenda
del rock, ma si accende, nello stesso momento, il mito di un artista che
ha sempre vissuto al limite, tra atteggiamenti da star e debolezze da uomo
della strada.
Il 1972 vede l’inizio dell’attività vera e propria della
band, che il 20 dicembre di quell’anno suona per la prima volta in uno
dei templi della musica mondiale, il “Marquee”.
Il 6 luglio 1973 esce “KEEP YOURSELF ALIVE”, il primo singolo
del gruppo e il 13 di quello stesso mese vede la luce “QUEEN 1”, il primo
LP della band. Inizia la leggenda. Da quel momento in poi i QUEEN non si
fermano più: dischi d’oro, di platino, concerti mega-galattici,
successo inter-nazionale, un segno in-cancellabile per la storia della
musica.
Ma nel 1987 una brutta notizia giunge a noi fan: Freddie scopre di
avere l’AIDS. Anche quando i segni sul corpo lasciati dalla malattia cominciavano
ad essere sempre più evidenti, Freddie continuava a girare il mondo,
incantando le platee con la sua stupenda voce.
Intanto gli anni passano e Fredde vive i suoi ultimi giorni d'agonia
nella sua casa di Kensington con una lucidità incredibile. Uno degli
ultimi a fargli visita fu Elton John, sfi-dando i paparazzi a riprenderlo.
Alle sei e quarantotto minuti del 25 novembre Freddie muore.
Solo quattro settimane prima era ancora in sala d’incisione per quei brani,
che nel 1995 i restanti QUEEN hanno fatto uscire con il titolo di “MADE
IN NEAVEN”.
“QUEEN ROCK” è la nuova compilation del mitico gruppo e contiene
l’inedita “NO ONE BUT YOU” cantata da Brian May e Roger Taylor.
Questo è l’ultimo disco in cui potremo ascoltare la voce di
Freddie, un mito, che come dice la sua bellissima canzone “THE SHOW MUST
GO ON”, non finirà mai...
ROBERT NESTA MARLEY
Quella di Bob Marley è senza ombra di dubbio una delle parabole
artistiche più affascinanti del nostro secolo: il padre della musica
reggae, partendo dalle meravigliose spiagge di un’isola caraibica, ha conquistato
il mondo intero proponendo una musica solare e ricca di tensioni emotive,
sempre scortata da una fredda e spietata analisi sociale e politica. Al
di là dell’itinerario sonoro proposto dal cantante giamaicano -c’é
da dire che il raggae ha influenzato intere generazioni di musicisti e
ha dato il via alla nascita di nuove tendenze musicali-, è soprattutto
la carica emotiva, che avvolge i testi delle sue canzoni, a provocare enorme
e continuo interesse, da parte del pubblico e della critica. Attorno a
questa figura che, alle soglie del nuovo millennio, non sembra accusare
l’incessante avanzare del tempo. A quasi vent’anni dalla scomparsa del
Profeta “RASTA”, canzoni quali NO WOMAN NO-CRY, GET UP STEND UP, JAMMING,
AFRICA UNITE, BABYLAN SYSTEM, e così via, stanno vivendo una seconda
giovinezza, continuano a far battere il cuore e i piedi a milioni di persone
di ogni latitudine. Il mito di Bob Marley, alle soglie del nuovo millennio,
sembra non conoscere alcun segno di cedimento. Anzi più passa il
tempo, più la musica del poeta giamaicano, conquista, con una melodia,
che non conosce mode e regole. Quando il rock rappresentava soprattutto
il linguaggio delle grandi metropoli mondiali d'origine anglo-americana,
racchiudendo in se tensioni, voglie e tradizioni antiche, da una piccola
località del Mardei Caraibi è venuto fuori un artista solare
capace di unire, sotto un ritmo semplice e profondo della sua musica, persone
di ogni latitudine e culture tra le più disparate. Parlare del musicista
giamaicano, oggi, significa tuffarsi nel detto o nel ridetto. Su Bob Marley
è stato scritto di tutto, senza riuscire a cogliere l’esatta dimensione
della sua arte. Famoso in patria sia dagli esordi, solo dopo alcuni anni
la “fede” Bob Marley ha iniziato a fare il giro del mondo. Valorizzato
da un discografico bianco, Chiris Blackell, che gli mette a disposizione
l’importante etichetta dell'Island, Marley inizia ad incidere dischi a
fare tournée in giro per il mondo. In pochi anni, fino alla sua
scomparsa avvenuta nel 1981, la figura del musicista giamaicano si alza
maestosa sulla scena del rock mondiale fino ad offuscare anche la
più quotata delle rockstar. Scortato da una profondità d’animo
davvero unica, Martelli, con la sua musica, ha indicato a milioni di persone
la strada da seguire, quella che porta sotto un’unica bandiera e che unisce
tutte le razze umane e le differenti culture. Oggi a circa vent’anni di
distanza dalla sua prematura scomparsa, di lui rimangono bellissime canzoni
e la testimonianza di chi ha avuto la fortuna di assistere ad un suo concerto;
ma, soprattutto, di lui, rimane un trono, quello della musica reggae, che
all’orizzonte non intravede che nessun altro “RE”. ROBERT NESTA MARLEY
nacque il 6 Febbraio del 1945 nel villaggio di Nine Miles nel cuore della
Giamaica e muore l’11 Maggio 1981, la morte lo strappa a milioni di per-sone
e ad un mondo, quello della musica, abituato a convivere con gioie e tragedie.
Con l’arrivo del-la morte, Marley non riesce a realizzare il suo ultimo
desiderio, quello di ritornare in Giamaica, ma ne realizza un altro ancora
più grande: quello di vivere in eterno nel cuore di milioni di persone.
MTV awards 1997:
“ IL TRIONFO DELLA MUSICA“
Per la quarta edizione degli MTV Europa Awards, la mitica emittente
musicale ha scelto l’Olanda, il paese dei fiori e dei mulini a vento! Tra
le centinaia di artisti presenti al grande evento c’erano anche famosi
at-tori del cinema americano che si sono divertiti a premiare i cantanti
internazionali.
I VINCITORI 1997 :
Miglior artista maschile: JON BON JOVI
Miglior artista femminile: JANET JACKSON
Migliore canzone: MMMBOP (Hanson)
Migliore artista rap: WILL SMITH
Miglior gruppo dance : The Prodigy
Il video più votato : “As long as you love me” BSB |