A CURA DI : MARIA FRANCESCA IMBROGNO, MANUELA FALVO, FRANCESCA PREITE, VITTORIO BRUNI, LUCIA SICOLO, ALESSANDRA SETTINO
 
Così nascono i “BACKSTREET BOYS”... 

Sicuramente vi sarà capitato, durante quest’estate o in questi ultimi periodi, di ascoltare una canzone dal ritmo travolgente, che sta avendo un ottimo suc-cesso. 
Talvolta, l’avrete sicuramente canticchiata. La canzone di cui sto parlando è “EVERY BODY (BACKSTREET’S BACK) ”, un pezzo dal sound incredibile, in cui sentiamo le voci di cinque artisti emergenti, che conoscia-mo con il nome di: “BACKSTREET BOYS”. 
E’ questo un gruppo che conosciamo già da qualche anno, ma che soltanto da poco tempo, in seguito all’uscita del secondo album “BACKSTREET’S BACK”, sta riscuotendo numeroso successo. 
I “BACKSTREET BOYS”, sono cinque ragazzi americani, provenienti dalla Florida, aventi un grande amore per la musica, il teatro e il ballo. Scommetto che vi sarete chiesti da dove provenga il nome “BACK STREET BOYS”: come spiega Kevin da “BACKSTREET MAR-KET”, mercatino delle pulci di giorno, ritrovo per i ragazzi di sera. All’inizio degli anni ’90 AJ, NICK e HOWIE, suonavano ognuno per conto proprio per sfondare nel campo dello spettacolo. Nonostante fossero molto giovani, essi avevano avu-to cospicue esperienze nel mondo del ballo, della te-levisione, della pubblicità, del cinema e della musica. Attraverso il loro comune maestro di canto, i tre s’incontrano e iniziano a cantare insieme. In breve il loro sound si mostrò davvero interessante, tan-to da trovare nella persona di Louis Perman (uomo d’affari della Florida, con un grande amore per la musica), un aiuto. Ben presto Kev, che lavorava negli studios Disney MGM, viene a conoscenza del gruppo nascente e decide di presentarsi.  C’era però bisogno di un quinto elemento, e perciò Kev convocò suo cugino Brian, che fu chiamato direttamente a scuola durante la lezione: il giorno dopo B-ROK, era su un aereo di-retto in Florida. Incominciarono le loro esibizioni, passando da una scuola ad una fiera, e a sviluppare così un gran numero di fans. 
 
 I BSB, oggi sono conosciuti in tutto il mondo per le loro possenti dotazioni vocali e la loro capacità di esibirsi a “cappella”. 
La storia chiaramente non finisce qui, per mezzo del loro secondo album e dei singoli “EVERYBODY (BACKSTREET’S BACK) ”, e “AS LONG AS YOU LOVE ME”, (verso la fine di gennaio uscirà il loro terzo singolo “ALL I HAVE TO GIVE”...), i cinque si sono meritati, nell’ultima manifestazione degli “MTV music Awards”, l’ambito premio della MTV, superando i favoriti: Oasis, Spice Girl, Boyzone e Jamiroquai. Il loro primo album, contenente la bellissima “QUIT PLAYING GAMES (WITH MY HEART) ”, è diventato platino quattro volte in Canada, due volte in Germania e in gran parte dell’Asia. 
 Insomma questi ragazzi, molto semplici nel loro essere e appassionati veramente del loro mestiere, che portano avanti con tanto impegno, trasmettendoci una grossa carica d'energia, attraverso le loro melodiose voci, riescono a farci sognare ogni volta che ascoltiamo una loro canzone, anche se non è la prima volta. 
Tutto ciò avviene, perché quell’energia che ci trasmettono ci pervade, ci fa scoprire ogni volta un elemento nuovo che molte volte riesce a caratterizzare un momento particolare della nostra vita. 

Kurt Cobain 
“Mi dispiace, devo proprio andare” Chi era veramente Kurt Cobain? Un grandissimo musicista o soltanto un ragazzo troppo fragile per sopportare di avere addosso gli occhi di mezzo mondo? Ognuno è libero di pensarla come vuole sul profeta grunge di Seattle, che con la sua voce inconfondibile ha trasformato gli sconosciuti Nirvana nella cult band che nel 1991 vende 10 milioni di copie dell’album Nevermind. Kurt si è sparato il 7 aprile 1994, a 27 anni, nella sua villetta su Washington Boulevard, a Seattle. Lascia poche righe per sua moglie Courtney Love (poi crocefissa dai fan, che la considerano la responsabile indi-retta del suicidio) e per sua figlia Frances Bean: “Mi dispiace, devo proprio andare”. Poi si porta via mezza faccia con un colpo di fucile alla tempia. Ave-va cercato di morire già un mese prima, all’Hotel Excelsior di Roma, mandando giù una quantità industriale di Roipnol, un sonnifero, e champagne, ma l’ambulanza chiamata da Courtney era arrivata in tempo. Kurt esce dall’ospedale, torna in America, ma non ha più voglia di vivere. La noia e tutto il resto finiscono una mattina d’aprile del 1994; ai fan, che subito si radunano davanti a casa Cobain, brucia dentro come una beffa atroce, lo spot animalista girato da Kurt poche settimane prima di morire. 

I BEATLES 
Che freddo ragazzi! Ho avuto dei problemi con il riscaldamento ho provato ad aggiustarlo io, ma niente da fare... ora me ne sto qui ad ascoltare musica aspettando la mia amica Francesca: lei potrebbe intendersene e darmi una mano. Intanto la temperatura rimane polare e perfino cicciolina  sembra tutta intirizzita; penso che incolpi me per questa situazione: mi guarda  “ in cagnesco” che, per un gatto, non deve essere neanche facile... Nell’attesa voglio parlarvi di quello che è considerato il più grande gruppo nella storia del pop: i beatles . I quattro ragazzi di Liverpool, nel breve periodo che va dal 63’ al 70’, hanno lasciato una traccia indelebile anche solo come fenomeno di costume e ancora oggi continuano ad influenzare i movimenti musicali di tutto il mondo; il brit-pop degli Oasis  ne è un esempio. 
 I Beatles  nacquero nei primi anni 60’ quando due adolescenti appassionati di rock “ n “ roll, John Lennon e Paul Mc- Cartney, decisero di formare una band unendosi al chitarrista  George Harrison; Ringo Starr in-tervenne come batterista solo in un secondo momento. Il nome della band dalle fusione dei due termini inglesi “ beat” e “beethe”. Il primo vuol dire “battito”. “Beethe” invece vuol dire  scarafaggio. I Beathes si presentavano ai loro primi concerti nei pub vestiti di nero e il loro sound per l’epoca era duro e sporco; il successo in ogni modo arrivò con pezzi più facili. Nel 63’ il loro primo singolo fu Love Me Do e subito dopo grazie ai brani come From Me To You o She Loves You i Beathes erano un fenomeno mondiale. Ai loro concerti si assisteva ad episodi d’isteria collettiva; continuamente brac-cati dalle fans  e dai giornalisti, riuscirono comunque a comporre album stupendi come Help  (tra l’altro contiene Ye-sterday) e Rubber Soul  (Michelle) finché, nel 1966, decisero di farla finita. 

Decisione difficile 
Paul e John si erano resi conto di essere idolatrati in quanto popstar  e non apprezzati per quello che cantavano. Con coraggio decisero di non suonare più dal vivo e dedicarsi al lavoro in studio. Si era quasi alla fine degli anni 60’ e il mondo giovanile era in fermento. I Beatles risentirono di questo clima e a loro volta, come innovatori, furono al cen-tro del movimento psichedelico. Revolver White Alsum, Abbey Road, sono gli stupendi album di questo periodo e Sgt. Pepper, del 67’, è considerato il disco più importante della storia del pop. 

Tragica fine. 
Nel 70’ dopo l’uscita di Let It Be, i Beatles si sciolsero: fine annunciata con un concerto d’addio tenuto sul tetto della loro casa discografica. Dieci anni dopo, l’8 dicembre 1980, John Lennon fu ucciso da un pazzo davanti alla sua abitazione di New York. Con lui moriva anche la speranza di vedere ancora riunito questo fantastico gruppo, della cui musica nessun vero appassionato può fare a meno. 

LIGABUE......POI SEM-PLICEMENTE IL LIGA. 
Luciano Ligabue, detto il Liga, nasce a Correggio il 13 Marzo 1960. Dopo un’infanzia tranquilla si diploma in RAGIONERIA e inizia subito a lavorare: contadino stagionale (per la raccolta di frutta o per la vendemmia), metalmeccanico, operaio e ragioniere, e ancora commerciante, promotore consigliere comunale per l’ex PCI. 
Ma il richiamo della musica è troppo forte perché resista. Il 28 Febbraio 1987 si esibisce per la prima volta in pubblico... ed è subito un successo! 
Ora, il Liga, festeggia i suoi 7 anni di attività con un disco “LIVE” e con dei concerti in alcuni stadi, che solo le grandi ROCKSTAR hanno il coraggio di affrontare. Insomma: da 10 anni fa il musicista, da 7 come unica professione. Sono stati senza dubbi anni molto intensi ma che gli hanno cambiato radicalmente la vita. 

Discografia 

LIGABUE (1990) 

LAMBRUSCO COLTELLI ROSE E POPCORN (1991) 

SOPRAVVISUTI E SO-PRAVVIVENTI (1993) 

A CHE ORA E’ LA FINE DEL MONDO ? (1994) 
BUON COMPLEANNO ELVIS (1995) 

SU E GIU’ DA UN PALCO (1997) 
La tipica frase del Liga: 
“su da un palco me la godo e giù dal palco sono un tipo chiuso, un po’ diffidente”. 
Anche in tv, i concerti di LIGABUE sono sempre un evento. L’ultimo che abbiamo visto, al Night Express, ha regalato emozioni a non finire. 
Basta che il Liga attacchi la versione unplugged di “BALLIAMO SUL MONDO” che il pubblico va in delirio. Ma è solo l’inizio, perché seguono i migliori successi. Inoltre il LIGA ha anche scritto un libro “FUORI E DENTRO IL BORGO”. 
Noi giovani amiamo tanto il LIGA, perché, anche noi, come lui: 
“SIAMO QUELLI TRA PALCO E REALTA’”. 

Freddie Mercury 
25 Novembre 1991: muore Frederic Farrow Bulsara, in arte FREDDIE MERCURY, cantante leader del gruppo rock dei QUEEN. Si spegne con lui una leggenda del rock, ma si accende, nello stesso momento, il mito di un artista che ha sempre vissuto al limite, tra atteggiamenti da star e debolezze da uomo della strada. 
 Il 1972 vede l’inizio dell’attività vera e propria della band, che il 20 dicembre di quell’anno suona per la prima volta in uno dei templi della musica mondiale, il “Marquee”. 
 Il 6 luglio 1973 esce “KEEP YOURSELF ALIVE”, il primo singolo del gruppo e il 13 di quello stesso mese vede la luce “QUEEN 1”, il primo LP della band. Inizia la leggenda. Da quel momento in poi i QUEEN non si fermano più: dischi d’oro, di platino, concerti mega-galattici, successo inter-nazionale, un segno in-cancellabile per la storia della musica. 
Ma nel 1987 una brutta notizia giunge a noi fan: Freddie scopre di avere l’AIDS. Anche quando i segni sul corpo lasciati dalla malattia cominciavano ad essere sempre più evidenti, Freddie continuava a girare il mondo, incantando le platee con la sua stupenda voce. 
Intanto gli anni passano e Fredde vive i suoi ultimi giorni d'agonia nella sua casa di Kensington con una lucidità incredibile. Uno degli ultimi a fargli visita fu Elton John, sfi-dando i paparazzi a riprenderlo. 
 Alle sei e quarantotto minuti del 25 novembre Freddie muore. Solo quattro settimane prima era ancora in sala d’incisione per quei brani, che nel 1995 i restanti QUEEN hanno fatto uscire con il titolo di “MADE IN NEAVEN”. 
“QUEEN ROCK” è la nuova compilation del mitico gruppo e contiene l’inedita “NO ONE BUT YOU” cantata da Brian May e Roger Taylor. 
Questo è l’ultimo disco in cui potremo ascoltare la voce di Freddie, un mito, che come dice la sua bellissima canzone “THE SHOW MUST GO ON”, non finirà mai... 

ROBERT NESTA MARLEY 
Quella di Bob Marley è senza ombra di dubbio una delle parabole artistiche più affascinanti del nostro secolo: il padre della musica reggae, partendo dalle meravigliose spiagge di un’isola caraibica, ha conquistato il mondo intero proponendo una musica solare e ricca di tensioni emotive, sempre scortata da una fredda e spietata analisi sociale e politica. Al di là dell’itinerario sonoro proposto dal cantante giamaicano -c’é da dire che il raggae ha influenzato intere generazioni di musicisti e ha dato il via alla nascita di nuove tendenze musicali-, è soprattutto la carica emotiva, che avvolge i testi delle sue canzoni, a provocare enorme e continuo interesse, da parte del pubblico e della critica. Attorno a questa figura che, alle soglie del nuovo millennio, non sembra accusare l’incessante avanzare del tempo. A quasi vent’anni dalla scomparsa del Profeta “RASTA”, canzoni quali NO WOMAN NO-CRY, GET UP STEND UP, JAMMING, AFRICA UNITE, BABYLAN SYSTEM, e così via, stanno vivendo una seconda giovinezza, continuano a far battere il cuore e i piedi a milioni di persone di ogni latitudine. Il mito di Bob Marley, alle soglie del nuovo millennio, sembra non conoscere alcun segno di cedimento. Anzi più passa il tempo, più la musica del poeta giamaicano, conquista, con una melodia, che non conosce mode e regole. Quando il rock rappresentava soprattutto il linguaggio delle grandi metropoli mondiali d'origine anglo-americana, racchiudendo in se tensioni, voglie e tradizioni antiche, da una piccola località del Mardei Caraibi è venuto fuori un artista solare capace di unire, sotto un ritmo semplice e profondo della sua musica, persone di ogni latitudine e culture tra le più disparate. Parlare del musicista giamaicano, oggi, significa tuffarsi nel detto o nel ridetto. Su Bob Marley è stato scritto di tutto, senza riuscire a cogliere l’esatta dimensione della sua arte. Famoso in patria sia dagli esordi, solo dopo alcuni anni la “fede” Bob Marley ha iniziato a fare il giro del mondo. Valorizzato da un discografico bianco, Chiris Blackell, che gli mette a disposizione l’importante etichetta dell'Island, Marley inizia ad incidere dischi a fare tournée in giro per il mondo. In pochi anni, fino alla sua scomparsa avvenuta nel 1981, la figura del musicista giamaicano si alza maestosa sulla scena del rock mondiale fino ad offuscare  anche la più quotata delle rockstar. Scortato da una profondità d’animo davvero unica, Martelli, con la sua musica, ha indicato a milioni di persone la strada da seguire, quella che porta sotto un’unica bandiera e che unisce tutte le razze umane e le differenti culture. Oggi a circa vent’anni di distanza dalla sua prematura scomparsa, di lui rimangono bellissime canzoni e la testimonianza di chi ha avuto la fortuna di assistere ad un suo concerto; ma, soprattutto, di lui, rimane un trono, quello della musica reggae, che all’orizzonte non intravede che nessun altro “RE”. ROBERT NESTA MARLEY nacque il 6 Febbraio del 1945 nel villaggio di Nine Miles nel cuore della Giamaica e muore l’11 Maggio 1981, la morte lo strappa a milioni di per-sone e ad un mondo, quello della musica, abituato a convivere con gioie e tragedie. Con l’arrivo del-la morte, Marley non riesce a realizzare il suo ultimo desiderio, quello di ritornare in Giamaica, ma ne realizza un altro ancora più grande: quello di vivere in eterno nel cuore di milioni di persone. 

MTV  awards 1997: 
“ IL TRIONFO DELLA  MUSICA“ 
Per la quarta edizione degli MTV Europa Awards, la mitica emittente musicale ha scelto l’Olanda, il paese dei fiori e dei mulini a vento! Tra le centinaia di artisti presenti al grande evento c’erano anche famosi at-tori del cinema americano che si sono divertiti a premiare i cantanti internazionali. 
I VINCITORI 1997 : 
Miglior artista maschile: JON BON JOVI 
Miglior artista femminile: JANET JACKSON 
Migliore canzone: MMMBOP (Hanson) 
Migliore artista rap: WILL SMITH 
Miglior gruppo dance : The Prodigy 
Il video più votato : “As long as you love me” BSB


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