A CURA DI : MARIA FRANCESCA IMBROGNO
 
Non vogliamo tutto, ma almeno.......“Lasciateci liberi!”. E` con questa esclamazione che gli adolescenti inviano un messaggio semplice e lapidario al mondo degli adulti. Il 56% degli intervistati vorrebbe andare in giro per il mondo in compagnia, o quantomeno aver la libertà e la possibilità economica di poter viaggiare con gli amici. Un desiderio più forte di quello di fare l`amore (39%), di vivere da soli (34%), perfino di poter saltare ogni tanto la scuola (30%). In gene-rale, dal sondaggio effettuato da noi ragazzi risulta che il 50% degli intervistati reclama più libertà; segue il desiderio di essere più responsabilizzati (48%), più ascoltati (45%) e più rispettati (45%). Niente di nuovo, quindi? Davvero si tratta soltanto delle solite ri-chieste di indipendenza dei ragazzi che si scontrano con le apprensioni dei genitori? “Io sono figlia unica e quando esco devo sempre telefonare a casa. Mia madre, casalinga, è sempre preoccupata per me, vuole sapere in ogni momento dove sono e cosa faccio. Più che una perseguitata mi fa sentire una scema”, racconta Claudia 17 an-ni. Aggiunge Emanuela, 16 anni, figlia di un mobiliere: “ Non mi lasciano libera di andare dove voglio, mi ripetono sempre le stesse raccomandazio-ni: insomma, non hanno fiducia in me.” E allora? I “ ragazzi Novanta” come reagiscono alla protezione soffocante delle famiglie deboli e alla sfiducia nei loro confronti? Spesso con una piccola trasgressione, non dire la verità. Malesseri: poco cibo e molte bugie E’ vero. Gli adolescenti sono bugiardi. Con reticenza, ma lo ammettono loro stessi. Ma lo sono per difendersi dalle intrusioni degli adulti nella loro vita privata. “Non so bene perché, ma le bugie mi vengono spontanee. Anche quando non servirebbe. Mi capita a volte di dire che vado a giocare a calcio quando sto andando al cinema. E so benissimo che mai lo vie-terebbero”, spiega Sergio, 16 anni, figlio di medici e studente in un liceo scientifico. Bugie anche inutili, ma indispensabili per creare una piccola privacy, impossibile per esempio nelle vicende scolastiche: i brutti voti sono una delle grandi paure per il 29% degli adolescenti italiani. Elena, allieva sedicenne di un liceo classico, racconta la vicenda di una sua compagna di classe: “ I genitori esigono da lei voti ottimi, dall’otto in su, perché  il padre è  un famoso professore di latino. E lei a furia di stare sotto stress è diventata anoressica...”. Una sem-plificazione eccessiva? Forse, fatto sta che l’anoressia, secondo gli esperti, è quasi sempre frutto di un difficile rap-porto con i genitori. Amicizia: l’importante è fare gruppo L’amicizia, dopo l’amore, è la parola più ricorrente nel diario dei “ragazzi Novanta” che hanno risposto al sondaggio condotta dai ragazzi della II C igea “Voglio essere giudicato per quello che sono e che dico, mai per com'è in disordine la mia stanza o per i voti a scuola”, dice Massimo, 16 anni, di Cosenza, “e con i  miei  genitori non è possibile. Loro stanno in ufficio tutto il giorno e quando ci troviamo a casa per mangiare non si riesce a parlare che delle solite cose. Allora è chiaro che posso contare solo sugli amici”. Aggiunge Maria Francesca, 16 anni, di Andreotta: “Solo con uno della tua età puoi capirti, perché ha gli stessi tuoi problemi. E poi, se confesso ai miei le mie cose più intime, loro mi prendono in giro o fanno i soliti commenti...”. Nel sondaggio, il 4% degli adolescenti indica, la solitudine come la peggiore delle paure. “Il timore è quello di avere bisogno di aiuto e di non trovarlo. Ma io non cerco gli altri solo per non essere isola-to”, spiega Giovanni, 15 anni, grande appassionato di skateboard, “il gruppo è anche un modo di affermare la mia di-versità dal mondo degli adulti”. Così come lo è la trasgressione, che proprio nel “branco” trova il palcoscenico adatto per andare in scena. Continua Giovanni: “Senza il gruppo non sei nessuno, tra amici troviamo il coraggio di fare cose che da soli non faremmo. In gruppo si beve, si fuma, si “fa la spesa”, ci si “imbuca” alle feste (presentarsi senza invi-to), si fa casino”. Sesso ? Solo baci e languide carezze. Gli adolescenti del 1998, tra le parole per definire il sesso, mettono la tenerezza (43%) e l’amore (41%) ai primi due posti. Questo non significa certo che non prendano in considerazione le “storie” passeggere. Un altro dato, for-nito dall’Organizzazione mondiale della sanità, è rivelatore della mancanza di un'educazione sessuale adeguata. La percentuale di gravidanze fra le adolescenti sta aumentando in tutto il mondo, così come il numero degli aborti e l’età più colpita è quella compresa fra i 15 e i 17 anni. E comunque il 20% degli intervistati, maschi e femmine, dichiara di non saperne abbastanza di cose sessuali, una percentuale molto alta per una generazione che si dimostra informatissima su tutti gli altri temi. La scuola ? Meglio del bar.L’aula scolastica è forse il più importante luogo di socializzazione, come risulta evidente dal nostro sondaggio. Chiamati a dare una defini-zione della scuola, il 54% degli intervistati risponde che è il posto dove s'incontrano gli amici. Ma, a giudicare dai ri-sultati, si direbbe che i giovani non amino studiare. Il 30% degli adolescenti intervistati afferma senza ipocrisia che ama bigiare la scuola. Colpa dei professori ? Sostiene Francesca : “Durante la lezione, ognuno è isolato nella propria noia...”. E un recente sondaggio tra gli studenti ha assegnato al corpo insegnante una risicata sufficienza (6,3) per “capacità di interrogare” e un (6,6) sia per “rapporti di studio e lavoro” sia per “rapporti umani”. E così la scuola diventa l’occasione per incontrare gli amici. Il futuro ? Paura di in-vecchiare. Rimane un ultimo dato eloquente. Un dato che raccoglie probabilmente tutto il senso dell’essere adolescente oggi. I “Ragazzi Italiani” sono terrorizzati dall’idea di diventare vecchi : lo dice esplicitamente il 36% di loro, oltre al 25% che teme l’incertezza del futuro. E’ la vita dietro l’angolo che li spaventa, forse perché non hanno voglia di vivere così come stanno vivendo oggi i loro genitori. E allora che futuro si immaginano per sé ? Nessuno. Nei diari la parola “futuro” è la meno ricorrente, raccoglie solo l’1% delle citazioni. E loro colgono solo l’attimo. Il qui e ora. 
  
Esami di maturità
Dopo la mobilitazione degli studenti, la legge sulla “nuova maturità” è slittata al prossimo anno scolastico. Ecco come sa-ranno strutturate le prove e come sarà formata la commissione d’esame: a) L’esame di Stato comprenderà tre prove scritte ed un colloquio. La prima prova è intesa ad accertare la padronanza della lingua italiana; la seconda ha per oggetto una delle materie carat-terizzanti il corso di studio per il quale l’ordinamento vigente prevede verifiche scritte; la terza, a carattere plu-ridisciplinare, verte sulle materie dell’ultimo anno di corso e consiste nella trattazione sintetica di argomenti e nella risposta a questi singoli o multipli. b) Il colloquio si svolge su argomenti d’interesse multidisciplinare attinenti ai programmi e al lavoro didattico dell’ultimo anno di corso. c) La commissione d’esame è nominata dal Ministero della Pubblica Istruzione ed è composta da non più di 8 membri, 50% interni,  50% esterni all’istituto, più il presi-dente esterno.
  
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