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| A CURA DI: MARIA FRANCESCA IMBROGNO, MANUELA FALVO, VALENTINA NOCE, FRANCESCA CORTESE, FRANCESCA CERSOSIMO, FRANCESCA PREITE. |
| BRANDON LEE
Brandon nasce il primo febbraio 1965 ad Oakland, in California. Suo padre è il famoso Bruce Lee, eroe del Kung-fu star e del cinema di Hong Kong. Già da bambino, quindi, Brandon non può fare a meno di essere un piccolo talento delle arti marziali, ma quando nel 1973 Bruce Lee muore per un infarto (provocato, pare, dallo stress per il super-allenamento), Brandon ha un rifiuto per le dottrine insegnategli dal padre e delude tutti quelli che insistono perché sia lui a portare avanti la sua gloriosa tradizione. Studente all’Emerson College di Baston, Brandon si appassiona ai corsi di teatro e di recitazione e s'iscrive alla prestigiosa Strasberg Academy. Ma il primo ruolo lo ottiene proprio grazie alla sua abilità nelle arti marziali. Nel 1993 con The Crow - Il Corvo gli si presenta la grande occasione. Il 31 marzo 1993, sul set di The Crow - Il Corvo Carolco studias di Wilmington, la pistola che Brandon ha in mano per una scena esplode uccidendolo a soli 28 anni, un'altra versione dei fatti dice invece che Lee viene colpito da un proiettile a salve che si rivela mortale. Il giornalista Gus Payne sosterrà invece la tesi dell’omicidio. Il film sarà completato con l’ausilio di una controfigura e del computer. Comunque siano andate le cose, la figura di Brandon Lee è tuttora circondata dal mistero e si è fusa con quella di Erie, protago-nista de Il Corvo. Animale che, nella cultura anglosassone, è associato alla morte ed al destino. Cinema da non perdere. “La vita è bella”. Succedevano cose strane in Italia. C’erano dei ragazzi che se ne andavano in giro a sfasciare tutto. Avete presente il maître del Grand Hotel ? Gli hanno preso il cavallo, l’hanno dipinto tutto di verde e sopra vi hanno scritto «Achtung, cavallo ebreo». Il pover’uomo, tranquillo, paziente, ha subìto fino all’ultimo. Suo nipote Guido (Roberto Benigni), quel matto di un cameriere, si ostinava a non voler vedere. «Ma cosa vuoi che mi facciano, zio ?», gli diceva. «Al massimo mi prendono, mi dipingono di giallo e mi scrivono addosso “Cameriere ebreo”». E però, quando suo figlio Giosuè lesse sulle vetrine dei negozi «Vietato l’ingresso ai cani e agli ebrei», Guido aveva ormai capito come andava a finire. Quel giorno rispose al piccolo che se gli andava, anche lui poteva mettere un cartello all’ingresso della sua libreria. «Vietato l’ingresso ai ragni e ai visigoti», per esempio, perché no ? Un giorno due signori vennero a prenderli e li misero dentro un treno. Risparmiarono mamma Dora (Nicoletta Braschi), ma la donna non pensò neanche per un momento a rimanere lontano dal marito e dal figlio. Si presentò al comando tedesco e pretese di salire sullo stesso convoglio. Iniziarono insieme un viaggio verso il nulla, verso una dimensione di dolore grande e sconosciuto. Giosuè, almeno lui, bisognava salvarlo. Ma come ? Guido ebbe un’idea delle sue : gli fece credere che fosse tutto un gioco. Un gioco lungo e duro, da ometti corag-giosi : mai chiedere le merendine, mai piangere, vivere nascosti, in baracche fredde e puzzolenti : tutte cose che fanno guadagnare un sacco di punti. Il premio finale, unico e indivisibile, è un carro armato, uno grande, vero, ma per vincerlo ci vogliono mille punti. Così, mentre Guido tra-scinava incudini tutta la giornata, mentre Dora ripiegava i vestiti abbandonati sulla soglia delle camere a gas, Giosuè si mise a giocare. Ma quanti ostacoli ! Zitto, perché se parlava avrebbe perso d’un colpo un sacco di punti ; soprat-tutto nascosto, in attesa che il punteggio si alzasse e arrivasse il giorno della vittoria. E il giorno arrivò. Un enorme carro armato entrò nel campo, ormai deserto. Sulla corazza c’era disegnata una grande stel-la...“L’avvocato del diavolo” Un giovane avvocato riceve un’offerta da favola da parte di uno studio legale newyorchese. Tutto sembra andare per il meglio finché il ragazzo non si accorge che, a capo dell’impresa, c’è un individuo ambiguo e quasi diabolico. In questo film un’aggiornata versione del Faust, l’avvocato è interpretato da Keanu Reves, l’affascinante moglie da Charlize Theron, mentre in quella del capo c’è un Al Pacino più ispirato che mai. “Il matrimonio del mio migliore amico” Negli USA questo film è stato un vero successo. Com-plici sono un cast ben scelto e una storia intrigante, in cui due amici fanno un patto: se al compimento dei 28 anni non si saranno sposati con qualcun altro, vorrà dire che sono fatti l’uno per l’altro. Solo che lui, alla vigilia della fatidica data, trova l’anima gemella e decide di sposarla. Così la vecchia amica del cuore (Julia Roberts), ancora segretamente innamorata, tenta di ri-conquistarlo...con ogni mezzo! “The Peacemaker” George Clooney e Nicole Kidman sono al centro di un avvincente film d’azione intitolato “The Peacemaker”, Il pacificatore, ispirato ai film di spionaggio alla 007. I nostri eroi, in una lotta contro il tempo, devono recuperare delle tostate nucleari rubate e dirette pericolosamente verso il centro di New York. Geoge Clooney è un dongiovanni indisciplinato, ma anche un soldato d’acciaio; Nicole Kidman se ne sta in disparte per tutto il film, fino al tesissimo finale, che la vede grande protagonista. Tra alti e bassi, assicura due ore di buon divertimento. “Auguri professore” Dopo il successo di “La scuola”, in “Auguri professore” ritroviamo il simpatico Silvio Orlando nel ruolo di un idealista e volente-roso prof. di liceo, che si trova ad un bivio della propria vita. Da giovane pensava che la scuola potesse rivoluzionare il mondo e soprattutto che lo studio potesse cambiare l’esistenza di ragazzi cresciuti in condizioni sociali difficili. Ora invece è in crisi con se stes-so, ha ormai perso fiducia nel suo lavoro e non riesce neppure a compilare il piano didattico per il nuovo anno scolastico. A farlo riconciliare con se stesso saranno i suoi studenti di oggi, i suoi ricordi felici di ieri e un'ex allieva, neo insegnante nella sua stessa scuola, che gli parla di tutto il bene che ha rice-vuto da lui quando è stata sua alunna. Leo a tutto...Ciak Per la prima edizione di questo giornalino, abbiamo deciso di parlare del mitico Leonardo Di Caprio. Leonardo è nato a Los Angeles l’11 novembre 1974 da mamma tedesca e papà italiano. Nel 1981 ha debuttato in pubblicità e nel 1988 ha avuto la prima parte nel serial “Santa Barbara”; nello stesso anno prese parte al telefilm “Genitori in Blue Jeans”, al fianco di Dirk Cameron, interpretando la parte di Luke Brower. A questi primi successi si aggiunsero in seguito: “Buon compleanno Mr. Grope” con Jhonny Depp e Winona Ryder; “ Voglia di ricominciare” con Robert De Niro; “Pronti a morire” con Sharon Stone; “Ritorno dal nulla” “Poeti dall’inferno” al fianco di David Thewlis. Ma il vero talento di Leo è esploso grazie ai film: “Romeo e Giulietta” con Claire Danes uscito nel marzo 1997; “La stanza di Marvin” con Maryl Streep. Grazie a questi film è diventato l’idolo delle teen-ager. Non si può certo dire che Leonardo ami stare con le mani in mano, ultimamente la giovane promessa di Hollywood gira, un film dopo l’altro, e mentre in Italia aspettiamo con grande impazienza i film: Titanic e La maschera di ferro, in America Leo ha già ter-minato le riprese del thriller “Slay the dreamer”. “Titanic” parla della famosa nave da crociera affondata nel 1912, dopo il duro impatto con un iceberg. In questo film Leo impersona James, un artista che durante il viaggio s’innamora di una ragazza (Kate Winslet). “La maschera di ferro” è un film d’epoca, ambientato in Francia alla maestosa corte di Luigi XI\/. Ve-dremo Leo nella parte del Re Sole e del suo gemello. “Slay the Dreamer” con Samuel Lilee Jackson, è ambientato all’epoca dell’assassinio di Marvin Luter King. Titanic e La maschera di ferro, arriveranno presto nelle sale italiane, per farci vivere nuove emozioni. Ora, il giovane “Romeo” (noi preferiamo ricordarlo in queste vesti) è impegnato sul set di un film diretto dal grande Woody Allen. La pellicola dal titolo “Celebrity” vanta un cast d’eccezione, tra gli interpreti: Winona Ryder, Kenneth Branogh e Melanie Griffith per non parlare di una decina di bellissime modelle, “rubate” per qualche settimana alle passerelle d’alta moda. Il film è concentrato sulla nevrosi di un uomo che, fissato con il sesso, tenta in tutti i modi d’inserirsi nel mondo della moda per conoscere belle ragazze. La pellicola sarà ultimata entro Dicembre e concorrerà alla “notte degli oscar”, chissà che Leo non si porti a casa una bella statuetta, certo a lui non dispiacerebbe, noi intanto gli auguriamo “Buona fortuna”! SEI UN MITO! Sempre più spesso sentiamo dire dai grandi che i giovani non hanno valori, ideali o miti. Che a loro mancano i punti di riferimento, che non sanno a chi credere, chi imitare o chi prendere come modello. Ma tutto questo è vero? Lo abbia-mo chiesto a ragazzi e a ragazze d'età compresa fra i 13 e i 19 anni ed ecco cosa abbiamo scoperto. Per me esiste solo lui. Nessun altro potrà prendere il suo posto. Parlo di Jim Morrison dei Doors”. (Luciano, 13 anni). “Io non ho alcun dubbio dice Walter, 16 anni “Il mio mito in assoluto è Kurt Cobain, dei Nirvana. “Per me è come se non fosse mai morto. Rivive attraverso le sue canzoni e continua a farmi emo-zionare!. “Ho visto al cinema il Corvo e da quel momento il favoloso Brandon Lee è entrato nel mio cuore e ci rimarrà per sempre” (Lia, 17 anni). “Il mio mito"? Il grande Freddie Mercury, che con la sua voce magica mi fa venire la pelle d’oca. Niente e nessuno riuscirà più a darmi certi brividi...” (Emy, 18 anni). Non vorrei sembrare un esaltato - confessa Luigi, 18 anni - ma farei di tutto per poter, anche solo per due minuti, incontrare Jean Clode Van Damme. In una parola posso, dire che è semplicemente perfetto: ma co-me farà dico io!. “Quando lo vedo gareggiare, mi si gela il sangue nelle vene. E ho i bri-vidi. Perché Michael Schumacher è il mio idolo e tiferò sempre per lui; anche se lasciasse la Ferrari!” (Fabio, 14 anni).”Fino a qualche tem-po fa avrei risposto di non avere miti” dice Stefania 15 anni. “Ma ora le cose sono cambiate. Se in TV mandassero in onda X - Files e all’improvviso andasse via la luce, o i miei s'impazzissero e m'impedissero di vederlo, potrei anche uccidere qualcuno! Adoro questa serie e soprattutto gli interpreti, David Duchovny e Gillian Anderson. “Se esistesse davvero, credo che per lui morirei. Per Dylan Dog, ovviamente. Purtroppo non è reale...” (Chiara, 14 anni). “Sono fortissime, uniche, inimi-tabili. Parlo delle Spice Girls: siete d’accordo con me?” (Luana 13 anni).”Mi fa impazzire. E’ stupendo e bravissimo. E’ Brad Pitt!” (Serena, 14 anni). “Mi è successo lo stesso per entrambi: dalla prima volta che ho visto Raoul Bova e Raz Degan, infatti, sono quasi impazzita! Mi ipnotizzano, vorrei entrare nei loro occhi e annegare in quei laghetti azzurri. E ora girano pure un film insieme! ( Lisa, 16 anni). LA MODA Il mondo di oggi è molto diverso da quello in cui sono vissute le generazioni precedenti. I giovani, gli adolescenti moderni vivono e agiscono in maniera non sempre facile a comprendersi. Prendiamo ad esempio il linguaggio: i ragazzi, per comunicare tra loro, spesso si servono di un GERGO, di una lingua speciale, nota all’interno del gruppo e quasi in-comprensibile agli adulti. E’ di moda andare in discoteca; si sta’ insieme, si discute, ci si diverte insieme al ritmo travol-gente della musica (musiche assordanti)! Che dire, poi, della moda del motorino? E’ da “sballo” aver il Rally o lo Scooter ed infilarsi fra le macchine, superarle. Che cos’è per noi ragazzi la moda? E’ in un certo senso, l’espressione di quell'autonomia che vorremmo iniziare ad acquistare. Infatti, il più delle volte, vestiamo in maniera diversa da quella che ci viene suggerito dalla mamma. Indossiamo spesso i jeans? Sì, ormai il jeans, per noi giovani, è diventato il nostro compagno preferito, il nostro simbolo, anche perché indossato con differenti camicie, maglioni, T-shirt, sta bene e ci fa sentire a nostro agio. |
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