| I.T.C. "G. Pezzullo" Cosenza | Didattica |
Due ritratti nel Museo di Tavernadi Vincenzo Napolillo
Una lettura lacunosa ha creduto che due quadri di distinti monaci domenicani, attribuiti dalla tradizione al pennello di Mattia Preti e recentemente a Gregorio Preti, conservati nel Museo civico di Taverna, raffigurassero S. Giacinto ( Spike- Valentino) e S. Vincenzo Ferreri (Savona).
In mancanza dell’aureola della santità sulla testa per personaggio, raffigurato nel seicentesco quadro, si può ipotizzare che l’immagine dipinta in preghiera, sotto le figure (che potrebbero risultare successivamente aggiunte) della Madonna e del Bambino, sia di Giacinto Preti, lettore e archivista ("lector et archivarius"). Infatti, la Madonna regge il seguente cartiglio: "Gaude fili Hiacinte quia orationes tuae gratae sunt Filio meo"; Godi, o figlio Giacinto, perché le tue orazioni sono gradite al Figlio mio.
Il secondo personaggio, con le borsette gonfie sotto gli occhi e le articolazioni della mano colpite da una forma rara di gotta, detta chiragra, mostra, nell’altro quadro, con il medesimo stile, il passo del libro aperto: "Timete Deum. Date illi honorem quia veniet hora judicii vestri"; Temete Dio e date onore a Lui, poiché verrà nell’ora del vostro giudizio".
Dai sintomi della malattia di podagra e dall’atto notarile del 30 novembre 1678, scritto a Taverna, si ricava che l’immagine del ritratto è di Fra Girolamo da Gerace, morto verso il 1599, in concetto di santità, nel convento domenicano di Taverna..
L’atto notarile, pubblicato nell’originale manoscritto da John T. Spike e non interamente interpretato per l’esistenza di alcune parole incomprensibili, parla di Frate Girolamo da Gerace, facendo riferimento al primo libro di Paolo Gualtieri, che colloca Frate Antonino Tripodi da Reggio, cappuccino e "vero servo di Dio", nella schiera dei Santi di Calabria.
Frate Antonino ebbe spirito di profezia, prosegue Gualtieri, come quando in Gerace "una gentil donna che non haveva figli lo pregò che l’intercedesse dal Signore un figlio, a cui disse: Rallegratevi, perché havrete un figlio, e lo chiamerete Francesco; lo che seguì, e perciò quella pianta, come prodotta per intercession di sì perfetto Religioso, menò vita molto spirituale vestendosi in Napoli della riforma di S. Domenico, nella quale finì santamente i suoi giorni. Giudichiamo che questo fusse Fra Girolamo da Gieraci, il qual finì la vita caduca nella Real città di Taverna con fama di santità".
Fra Girolamo da Gerace, che fu cantore e maestro di novizi, spirò a 90 anni circa, a Taverna, dopo avere ottenuto da Dio diversi miracoli.
Il prezioso documento precisa: Havendo poscia nel medesimo convento patito un’infermità di anni venticinque, attratto da podagre e chiragre et ulcere nelle gambe, per le quali passò tutto il tempo al letto, per somma pazienza e bontà di vita, se ne morì in opinione di santità.
L’atto notarile attesta che, il 20 ottobre 1678, i mastri Paolo Ferro e Francesco Antune videro nel suolo dell’altare maggiore, costruito di "fabbrica e tufi", in Cornu Evangelii, una cassa, metà della quale era fabbricata nel medesimo altare e l’altra metà veniva a star sotto la predella. Essi la aprirono, per ordine del Priore e del Baccelliere, e vi trovarono il cadavere di Fra Girolamo da Gerace, con un ceramile (= embrice) sotto la testa, con le mani poste a modo di croce sopra il petto, il corpo tutto intiero e con la carne, et con interiori seccati, assolutamente apparse, conforme appare, havere la parte della gamba destra consumata la carne, di che è manifesto segno dell’ulcere, che si nota nella Cronica suddetta, haver havuto nella gamba e le mani attratte dalla chiragra conforme ocularmente si vede, videro di poi essere stato seppellito con l’habito bianco e negro.
I frati, in attesa di ricevere da S. Maestà nuove disposizioni per collocare il cadavere del religioso in altro luogo, stipulano, alla presenza del notaio, il pubblico strumento, "per chiarezza della verità e ancor che tutto ciò si sappia in futuro".
Il ritratto, che si conservava nell’Oratorio del Rosario, è attualmente custodito nel Museo civico di Taverna. Privo dell’alone di mistero intorno all’esemplare figura del B. Girolamo da Gerace.
Links
- PROPOSTA DI LEGGE: Celebrazione del terzo centenario della morte di Mattia Preti
- Le opere di Mattia Preti sul sito CGFA di Carol L. Gerten
- Indice delle immagini al Museo Nazionale d'Abruzzo
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