| I.T.C. "G. Pezzullo" Cosenza | Didattica |
Nella Chiesa di “ Santa Maria della Verità”, compiuta e abbellita dai Padri Agostiniani Scalzi, per mezzo delle elemosine, consacrata da Mons. Antonio del Pezzo, Arcivescovo di Sorrento, nel febbraio 1654, fra le molte iscrizioni innalzate dagli Schipani, principalmente dal protomedico ed erudito Mario della stessa famiglia, il quale raccolse e diede alle stampe le “Lettere di viaggio” di Pietro della Valle, quella del 1650 è dedicata all’esimio Nicola Schipani, Cavaliere Gerosolimitano, di Taverna:NICOLAO SCHIPANO TABERNATI I. C. EXIMIO Non fa meraviglia trovare, nel sacro edificio, decorato in stucchi, il quadro di S. Francesco di Paola, che passa il Faro di Messina sopra il mantello, con il suo compagno fra Nicola di Santo Lucito ( S. Lucido), assistito dalla SS. Trinità.
Mattia Preti, “già fatto vecchio”, spedì da Malta il quadro, eseguito con pennellata franca, per la Cappella Schipana, che ha ai laterali i quadri di S. Girolamo e Nicolò da Tolentino.
Nella Cappella a sinistra, di fronte, si trova la tela votiva della Madonna di Costantinopoli, con la firma del Cavaliere Calabrese all’angolo inferiore, quasi nascosta dalla cornice: Eq. Fr. Matt. Preti Cala. La madre di Mattia Preti si chiamava Innocenza Schipani.
Il cartiglio spiegato dall’Angelo reca la data e il testo latino:Divae Mariae Costantinopolitanae ac Divae Rosaliae caeterorumque Protectorum imagines in hac tela expressas, Joan Thomas et Marinus Schipanus pro peste repulsa grato animo sacro huic templo donaverunt. Anno Domini MDCLVI Le immagini di S. Maria di Costantinopoli e di S. Rosalia e di altri Protettori, raffigurate in questa tela, donarono a questo tempio, con animo grato, Gian Tommaso e Marino Schipano, preservati dalla peste, nell’anno del Signore 1656.
Tutta la scena, d’impianto monumentale, esprime sentimenti di fiducia e di delicatezza, intrisi di luce più pura e di angelica grazia.
Il Bambino Gesù e la Madonna seduta in trono porgono, mentre S. Giuseppe indica a tutti il manto della materna misericordia, la corona a S. Rosalia, invocata contro i terremoti, che condivide la gloria con S. Gennaro, S. Sebastiano, S. Nicasio di Reims, splendido nella sua corazza crocesegnata di cavaliere gerosolimitano, implorato contro le infestazioni dei topi, veicoli dell’epidemia, e con S. Rocco, che mostra la piaga procuratagli sulla coscia dalla peste e ai suoi piedi il cane, che lo trasse dalla solitudine e lo fece curare dal suo padrone Gottardo.
La presenza di S. Rocco, che si festeggia il 16 agosto, è indicativa del giorno della cessazione della peste del 1656 in Napoli.
Vincenzo NapolilloLinksRitorna alla pagina di Vincenzo Napolillo
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