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Vincenzo
Napolillo
è nato a Nusco (AV) il 13 novembre 1941.
Laureato in Pedagogia ed anche in Sociologia, insegna Italiano
e Storia nell'Istituto Commerciale "G. Pezzullo" di Cosenza,
nella città di Telesio, dove vive da molti anni.
Ha diverse pubblicazioni al suo attivo, quasi cinquanta; sarebbe
lungo farne l'elenco; si rimanda. perciò, al saggio di
Luigi Costanzo intitolato: "Profilo intellettuale di Vincenzo
Napolillo" (CS, 1977).
Studioso di Dante, ha pubblicato Lectura Dantis. Itinerari
calabresi nella Divina Commedia (CS, Progetto Ed. 2000)
E' fra i maggiori interpreti di Gioacchino da Fiore ed ha tradotto
dal francese i due volumi monografici anonimi, ma scritti, come
egli ha precisato successivamente, a Parigi, nel 1745, da Gervaise
de la Trappe. Storia dell'Abate Gioacchino si può
leggere nell'elegante volume curato da Orizzonti Meridionali di
Cosenza. Molto apprezzati all'estero sono anche i suoi saggi
su Carlo Levi ( CS, Brenner), su De Sanctis e la Calabria ( CS,
Pellegrini), su Enrico VII e le tombe regie nel Duomo di Cosenza
(CS, Solidarietà e Famiglia).
E' Premio Nazionale di cultura per il volume Guido Dorso e la
rivoluzione meridionale (Napoli, Nuovo Mezzogiorno).
Hanno parlato di lui illustri docenti: da Marjorie Reeves dell'Università
di Oxford a Carlo Muscetta della Sorbona di Parigi, da Aldo Vallone
dell'Università di Napoli a Bernard Mc Gin dell'Università
di Chicago (nell'Illinois), da Giorgio Bàrberi Squarotti
dell'Università di Torino a Luigi Reina dell'Università
di Salerno. In campo storiografico ha prodotto le monografíe
su Rose, materiali storici e artistici (CS, Or. Me.) e su Paola,
storia d'una comunità religiosa (Mendicino, Santelli).
Ha dedicato alla sua terra d'origine le indagini storico-sociologiche:
Riflessioni sull'emigrazione irpina e Il trauma dell'Irpinia per
la grande guerra.
E' socio dell'Accademia Cosentina e dell'Accademia Montaltina.
Ha pubblicato le liriche: Nelle rocce del cuore (CS, Chiappetta)
e Subbuglio nell'anima (CS, Ed. Vecchione).
Discepolo di Giuseppe Passaro, ne ha sottoposto a revisione critica
i venti volumi della storia di Nusco.
Nella poesia lancia un messaggio d'amore, pur mettendo a nudo
le problematiche del mondo attuale, pieno d'incognite e di rapide
trasformazioni. Soprattutto è l'impietosirsi di fronte
al degrado, che esalta l'umanità del poeta e la sua vigorosa
preparazione culturale. Nelle ricerche sottolinea le linee del
tempo ed i valori positivi della gente, con sani intendimenti
e inoppugnabile documentazione.
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