| I.T.C. "G. Pezzullo" Cosenza | Didattica |
L'INQUISIZIONE E LA FEDE DEL FILOSOFO TELESIO
di Vincenzo Napolillo
Nel V Centenario della nascita di Bernardino Telesio (Cosenza, 1508 - 1588), capostipite dei filosofi naturalisti del Rinascimento, ci s'interroga sul suo pensiero, divulgato dall'Accademia Cosentina (fondata nel 1511 da Giano Aulo Parrasio), e soprattutto sulla sua fede cattolica, in quanto alcune proposizioni del defunto filosofo furono iscritte all'Indice affinché fossero corrette.
Si vuole oggi, da più parti, far passare il "pio Telesio" per materialista e accreditare la falsa opinione che egli ammise l'esistenza di Dio e l'immortalità dell'anima dell'uomo soltanto per paura dell'Inquisizione, vale a dire per salvare la propria pelle dal rogo.
Studiando le sue opere senza volontà mistificatrice, ci si accorge che la fede cattolica di Bernardino Telesio fu, senz'ombra di dubbio, consapevolmente salda e sincera.
Egli ebbe la protezione dei pontefici Paolo IV Carafa, Pio V Ghislieri, Gregorio XIII Boncompagni, che lo invitò ad esporre la sua dottrina filosofica a Roma.
Pio IV, zio di Carlo Borromeo, gli offrì, nel 1565, la cattedra arcivescovile di Cosenza; ma Bernardino Telesio rifiutò, sia per applicare la mente alla filosofia della natura con maggiore impegno, come assicurò Giovanni Paolo d'Aquino, sia per non farsi consacrare sacerdote, essendo il suo primo amore quello per la filosofia, come assicurò nel Carme a Giovanna Castriota Carafa. La mitria arcivescovile rimase in famiglia, poiché il papa Pio IV Medici conferì, con bolla pontificia, la dignità di arcivescovo cosentino a Tommaso Telesio, fratello "utrimque" del filosofo.
Bernardino Telesio, implacabile antiaristotelico, respinse la distinzione di materia e forma e concepì i principi o le forze agenti del caldo e del freddo, tra loro contrastanti, come immanenti alla materia o massa corporea. Telesio spiegò, in tal modo, la natura per se stessa (iuxta propria principia), propugnando un metodo di rappresentazione dei fenomeni non ancora quantitativa o scientifica, ma essenzialmente qualitativa o metafisica.
Galileo Galilei segnò, invece, l'inizio della scienza, applicando alla fisica il metodo sperimentale e facendo sorgere "una tragica incomprensione" tra lui e i membri del Tribunale dell'Inquisizione.
Telesio supera il materialismo ammettendo l'esistenza di Dio, creatore e garante dell'ordine e dell'autonomia della natura, e un'anima "superaddita", che trascende la natura e il mondo materiale, creata da Dio e infusa nell'uomo. L'anima umana, che può dominare le tendenze naturali con la sua libera volontà, permette di pensare e volere il soprasensibile e l'eterno.
Telesio si appella alla Rivelazione e dichiara, nel Proemio al volume De natura iuxta propria principia, pubblicato in due libri, che se qualcosa di ciò che è stato da lui affermato contrasta con le Sacre Scritture e con la Chiesa Cattolica "sarà da rigettare", come pure la "sensibilità sarà da posporre alle Sacre Scritture e agli insegnamenti della Chiesa". Questa posizione non fu presa da Giordano Bruno, che fu accusato d'eresia e condannato al rogo dall'Inquisizione.
Gli "errori" presumibilmente commessi da Telesio nel De rerum natura e negli opuscoli De somno e nel Quod animal non furono condannati, ma addirittura cancellati dall'Index recognitus.
Nel 1588, Bernardino Telesio fu sepolto nella cattedrale di Cosenza, dentro una modesta tomba di famiglia, precisamente nella cappella del Crocifisso "negro di pietra ben'antico", come ebbe modo di constatare Giovan Battista Pacichelli alla fine del Seicento.
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