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Il cimitero
è stato costruito nel 1904. Il mausoleo e la tomba di famiglia richiamano
un po’ la forma piramidale, ad esempio quella dei Maya. Abbiamo due corpi laterali
a struttura semicircolare. La maggior parte degli abitanti di questo villaggio
e coloro che hanno conosciuto il Sig. Crespi interpretano questa struttura come
un abbraccio, l’ultimo abbraccio paterno che il Sig. Crespi ha voluto dare.
Questo è il loro ricordo. Non vogliamo però dimenticare che questo
abbraccio può significare anche un abbraccio di dominio e che il Sig.
Crespi voglia dominare ancora una volta i suoi dipendenti ricordando che era
stato tutto fatto da lui. Non dimentichiamo la testimonianza degli abitanti
di questa borgata che lo vedono come l’ultimo abbraccio. Il cimitero sembra
molto grande rispetto al villaggio, ma comunque, il villaggio ha sempre avuto
circa 1000 abitanti. Nel mausoleo non si può entrare perché è
l’unica proprietà rimasta ai Crespi. Una scritta in latino all’ingresso:
"Mors et vita duellus conflixeri mirando" significa "La morte e la vita
si sono combattute in un prodigioso duello, la morte è stata sconfitta",
una frase tratta dalla messa pasquale. Tutti i Crespi sono sepolti in questo
mausoleo. Il Sig. Crespi ha fatto scrivere questa frase perché anche
se è morto, ha ottenuto l’eternità nel ricordo delle persone ed
è quello che lui desiderava, perché anche voi oggi siete venuti
per sentir parlare di lui. Tutte le lapidi del cimitero venivano date gratuitamente
alle famiglie dei defunti; coloro che rifiutavano questa lapide, potevano costruirne
una a loro spese e piacere, però dovevano situarla lungo tutto il muro
di cinta del cimitero. Importante è la tomba bianca perché è
quella di un dirigente che l’ha fatta costruire a proprie spese facendo scolpire
gli attrezzi di lavoro che hanno caratterizzato tutta la sua vita terrena, gli
arnesi che l’hanno accompagnato la sua vita terrena, per significare quanto
importante fosse il lavoro in questo luogo, ma anche nella vita. Questo cimitero
è particolare anche per le scritte che riportano le lapidi : "lavoratore
esemplare" "meccanico valente" "capo reparto stimato dai suoi collaboratori",
queste erano le cose importanti al tempo dei Crespi, essere esemplari all’interno
del posto di lavoro. Per una donna era diverso, doveva lavorare in fabbrica
ma sulle loro lapidi si trovano queste scritte "donna dal carattere schietto,
gioviale, madre affettuosa, madre modello", caratteristica molto importante
quella di crescere bene i figli a quel tempo.
Testo
di Francesco Braguti - 3C - aprile '99
Immagini tratte dall'opuscolo illustrativo di Crespi d'Adda