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Abbiamo case di due tipi: il primo è con un unico portone d’ingresso mentre l’altro tipo è con due entrate. Un tipo unifamiliare e un tipo bifamiliare, una cinquantina in tutto. Ogni famiglia aveva a disposizione quattro locali, due a pian terreno e due al primo piano. A pian terreno, cucina e soggiorno e camere al primo piano. I servizi erano esterni e sul retro. Per i bagni e docce pubbliche si recavano alla struttura costruita vicino all’acquedotto. Tutte le case sono a due piani a pianta quadrata e una struttura molto semplice. Esse sono state private del marcapiano. I proprietari del STI hanno deciso di eliminare tutte le decorazioni perché nel periodo fascista non venivano apprezzate. Ogni casa ha un giardino sul davanti e un orto sul retro.
Un
giardino per dare uno spazio in cui rilassarsi dopo il lavoro e inoltre per
rendere più grazioso l’aspetto estetico del villaggio. Perché
fornire le case di orti? Per curare il rachitismo. Lavorare in un ambiente molto
umido come quello tessile procurava la malattia delle ossa, cioè il rachitismo.
Lavorare nell’orto e curare il giardino era l’occupazione del tempo libero e
per dare benefici alla cura del rachitismo. Il Sig. Crespi premiava l’operaio
che aveva il giardino più curato di tutto il villaggio. Le staccionate
che recintavano il villaggio erano state costruite con
i materiali di scarto della produzione. Il Sig. Crespi ha abbandonato successivamente
l’idea dei tre palazzi per costruire case singole per ogni famiglia, per eliminare
ogni tipo di disturbo, fastidio e malumori. Le case non venivano assegnate gratuitamente
agli operai, ma pagavano l’affitto, un affitto simbolico, esiguo rispetto a
quel che si pagava nei paesi vicini, per le famiglie numerose venivano facilitate.
Anche agli operai che si comportavano bene nelle fabbriche veniva diminuito
l’affitto o dato un premio, questi erano incentivi per far funzionare meglio
la produzione.
Nella costruzione del dopolavoro c’erano varie sezioni: musicale, sportiva, teatrale. Si riunivano gli operai per giocare a carte, bocce. L’edificio vicino era l’albergo che ospitava persone di un certo ceto sociale che venivano al villaggio per la fabbrica perché la parte più importante era la fabbrica, l’industria. Venivano imprenditori, banchieri per trattare con il Sig. Crespi.