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Il castello non è molto importante da vedere da vicino perché è proprietà privata. Esso non è stata l’abitazione principale dei Crespi, era solo la casa di villeggiatura dai primi giorni d’estate fino a ottobre inoltrato. Nella cultura architettonica del castello riecheggia un preciso periodo: la fine del XIII secolo. Per il richiamo a questo periodo ci sono due interpretazioni: una viene data dall’architetto che l’ha progettato, l'architetto Pirovano; in uno dei suoi scritti dice che il Sig. Crespi ha fatto costruire questo castello come simbolo del suo potere, del suo dominio all’interno dell’intero villaggio. Con questa villa il Sig. Crespi si vuole proporre come nuovo feudatario di fine ottocento, ma non dobbiamo dimenticare che a fine ottocento la maggior parte di ville fatte costruire dagli industriali richiamavano appunto lo stile medioevale, la forma artistica e storica del medioevo. Procediamo lungo il percorso. Si vedono i caminoni della fabbrica, alcune villette a schiera, la chiesa. I lavori per la costruzione dell’intero villaggio sono stati affidati a due persone: all’architetto Ernesto Pirovano e l’Ing. Brumano. Nell’arco di una cinquantina d’anni hanno progettato e portato a termine l’intero villaggio. C’è un unico viale centrale che conduce a questo villaggio ed esso lo divide in due parti: sulla destra le prime costruzioni, la fabbrica è stata in seguito ampliata in tutti i suoi reparti per la lavorazione del tessuto, i primi tre palazzi costruiti per la manodopera, la mensa, le scuderie e in seguito è stato costruito il castello, cioè la villa padronale della famiglia Crespi. Sulla sinistra rispetto a questo viale centrale si trovano i servizi per la comunità. Da questa posizione si vede il lavatoio, il dopolavoro, l’albergo, la chiesa e dietro la chiesa, la scuola. Altri servizi sono stati costruiti più a sud del villaggio, sono un secondo lavatoio, le docce, i bagni pubblici, un piccolo ospedale. L’ultimo servizio per la comunità è il cimitero che si trova al punto più a sud vicino alla confluenza dei due fiumi. Da qui si vede la punta del mausoleo e la tomba di famiglia dei Crespi. Più a nord rispetto a queste abitazioni si trovano le case degli impiegati e dirigenti. Dove attualmente ci troviamo ci sono due case importanti per la struttura architettonica e decorativa perché mantengono il mattone a vista, cioè il cotto e il marcapiano e che sono state costruite per il cappellano e il medico.
Queste decorazioni caratterizzavano tutte le costruzioni del villaggio, ma negli anni Trenta sono stati eliminati quando i Crespi hanno ceduto il villaggio alla STI (Stabilimenti tessili italiani). Il proprietario di questa società era Bruno Campo, un fascista, che in quel periodo ha rintonacato tutte le case operaie. Nel periodo dei Crespi le case erano di un colore bianco sporco e rosso mattone, in seguito, dopo gli anni trenta le case sono state ridipinte a strisce rosso, bianco e verde. Attualmente le colorazioni delle case sono cambiate perché ogni proprietario ha deciso il proprio colore.