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breve storia dell'Assemblea Costituente

fonte: Luigi Lacchini, Cinzia Beligni. Cittadini d'Europa. Cedam, Padova, 1994
(con adattamenti a cura di Maria Patrizia Lorenzoni)

[si vedano anche le indicazioni bibliografiche a cura di Ugo De Siervo]


    Il 12 aprile 1944 , il Re comunicava al Paese la decisione di ritirarsi dalla vita politica e nominava Luogotenente il figlio. Il passaggio dei poteri avvenne il 5 giugno 1944 con l'entrata delle truppe alleate a Roma.

    Con il decreto legge 25.6.1944, n.151, il Luogotenente stabilì che, alla liberazione del territorio nazionale, il popolo italiano avrebbe scelto la forma istituzionale dello Stato, eleggendo a tale scopo, un'Assemblea Costituente con il compito di creare la nuova carta costituzionale.

    Nella primavera del 1945 venne costituita la Consulta Nazionale con funzione consultiva riguardo ai problemi della Nazione ed ai provvedimenti ad essa sottoposti dal governo comprendente i sei partiti del C.L.N.

    Successivamente venne istituito il Ministero per la Costituente (attivo negli anni 1945-1946, fino a luglio) al quale vennero assegnati tre incarichi:

Al fine di svolgere in maniera più funzionale quest'ultimo compito, vennero formate tre commissioni: la prima per i problemi economici, la seconda per l'organizzazione della struttura statale e la terza relativa ai problemi del lavoro.

    Queste commissioni non avevano il compito di elaborare progetti costituzionali, ma semplicemente di produrre documentazioni attendibili per consentire all'Assemblea di conoscere la reale situazione del paese.

    Con il d.lg. 16.3.1946, n.98, venne stabilito che la scelta definitiva tra monarchia e repubblica sarebbe stata effettuata tramite referendum popolare.

    Si votò il 2 giugno 1946, sia per eleggere la Costituente che per decidere la forma istituzionale del paese. La monarchia ottenne 10.719.284 voti validi, mentre la repubblica 12.717.923; ci furono 1.498.136 schede bianche o nulle.

    Mentre le funzioni del capo dello Stato venivano assunte temporaneamente dal Presidente del Consiglio Alcide De Gasperi, la Costituente si riunì per la prima volta il 22 giugno 1946 e sei giorni dopo elesse il sen. Enrico De Nicola quale capo provvisorio dello Stato, finché non fosse nominato il primo Presidente della Repubblica secondo le norme della futura Costituzione.

    Entro l'Assemblea Costituente venne creata una commissione redazionale, denominata "Commissione dei 75" con il compito di redigere il progetto da sottoporre all'esame di tutta l'Assemblea. La Commissione dei 75 si suddivise ulteriormente in tre sottocommissioni: diritti e doveri dell'uomo, ordinamento dello Stato repubblicano, rapporti economico-sociali. Per coordinare il materiale prodotto dalle tre sottocommissioni, venne creato il "Comitato dei 18".

    L'Assemblea Costituente iniziò l'esame del progetto il 4 marzo 1947 ed il testo definitivo venne presentato il 22 dicembre.

    La Costituzione, approvata con 453 voti favorevoli e 62 contrari sui 515 membri presenti alla votazione, fu promulgata il 27 dicembre 1947 ed entrò in vigore il 1° gennaio 1948.