DECRETO LEGISLATIVO 20 dicembre 1993, n.533.

Testo unico delle leggi recanti norme per l’elezione del Senato della Repubblica.

 

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

Visti gli articoli 76 e 87 della Costituzione;

Visto l’articolo 9 della legge 4 agosto 1993, n. 276;

Visto l’articolo 14 della legge 23 agosto 1988, n. 400;

Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella riunione del 18 dicembre 1993;

Sulla proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri, di concerto con il Ministro dell’interno, con il Ministro di grazie e giustizia e con il Ministro per le riforme elettorali e istituzionali;

 

E M A N A

il seguente decreto legislativo:

 

Titolo I

DISPOSIZIONI GENERALI

Art. 1.

(Legge 4 agosto 1993, n.276, art. 1;

legge 27 febbraio 1958, n. 64, art. 1, secondo comma)

1. Il Senato della Repubblica è eletto su base regionale. I seggi sono ripartiti tra le regioni a norma dell’articolo 37 della Costituzione sulla base dei risultati dell’ultimo censimento generale della popolazione, riportati dalla più recente pubblicazione ufficiale dell’Istituto nazionale di statistica, con decreto del Presidente della Repubblica, da emanarsi, su proposta del Ministro dell’interno, previa deliberazione del Consiglio idei Ministri, contemporaneamente al decreto di convocazione dei comizi.

2. Il territorio di ciascuna regione, con eccezione del Molise e della Valle d’Aosta, è ripartito in collegi uninominali, pari a tre quarti dei seggi assegnati alla regione, con arrotondamento per difetto. Per l’assegnazione degli ulteriori seggi spettanti, ciascuna regione è costituita in unica circoscrizione elettorale.

3. La regione Valle d’Aosta è costituita in unico collegio uninominale. Il territorio della regione Molise è ripartito in due collegi uninominali.

4. I collegi uninominali della regione Trentino-Alto Adige sono definiti dalla legge 30 dicembre 1991, n. 422.

Art. 2.

(Legge 4 agosto 1993, n. 276, art. 1)

1. Il Senato della Repubblica è eletto a suffragio universale, favorendo l’equilibrio della rappresentanza tra donne e uomini con voto diretto, libero e segreto, sulla base dei voti espressi nei collegi uninominali. I seggi nei collegi uninominali sono attribuiti con sistema maggioritario. Gli ulteriori seggi sono attribuiti proporzionalmente in circoscrizioni regionali tra i gruppi di candidati concorrenti nei collegi uninominali.

 

Art. 3.

(Legge 4 agosto 1993, n. 276, art. 1)

1. Le elezioni per il Senato della Repubblica si svolgono in un solo giorno.

 

Art. 4.

(Legge 6 febbraio 1948, n. 29, art. 4;

legge 23 aprile 1976, n.136, art. 2, lettera i)

1. I comizi elettorali sono convocati con decreto del Presidente della Repubblica, su deliberazione del Consiglio dei Ministri.

2. Il decreto di convocazione dei comizi per l’elezione dei senatori deve essere pubblicato nella Gazzetta Ufficiale non oltre il quarantacinquesimo giorno antecedente quello della votazione.

 

Art. 5.

(Legge 6 febbraio 1948, n. 29, art. 5)

1. Sono eleggibili a senatori gli elettori che, al giorno delle elezioni, hanno compiuto il quarantesimo anno di età e non si trovano in alcuna delle condizioni d’ineleggibilità previste dagli articoli 7, 8, 9 e 10 del testo unico delle leggi recanti norme per l’elezione della Camera dei deputati, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 30 marzo 1957, n. 361.

 

Titolo II

DEGLI UFFICI ELETTORALI CIRCOSCRIZIONALI E REGIONALI

 

Art. 6.

(Legge 6 febbraio 1948, n. 29, art. 6)

1. Il tribunale nella cui giurisdizione si trovano uno o più collegi previsti dalla tabella delle circoscrizioni si costituisce in tanti uffici elettorali circoscrizionali quanti sono i collegi medesimi.

2. Se in un collegio si trovano le sedi di due o più tribunali, l’ufficio si costituisce nella sede avente maggiore popolazione.

3. Ogni ufficio elettorale circoscrizionale esercita le sue funzioni con l’intervento di tre magistrati, di cui uno presiede, nominati dal presidente entro dieci giorni dalla pubblicazione del decreto di convocazione dei comizi.

 

Art. 7.

(Legge 6 febbraio 1948, n. 29, art. 7;

legge 23 aprile 1976, n. 136, art. 2, lettera a)

1. La corte d’appello o il tribunale del capoluogo della regione si costituisce in ufficio elettorale regionale con l’intervento di cinque magistrati, dei quali uno presiede, nonché di quattro esperti con attribuzioni esclusivamente tecniche, nominati dal primo presidente o dal presidente entro tre giorni dalla pubblicazione del decreto di convocazione dei comizi.

 

Titolo III

DELLE CANDIDATURE DEI DELEGATI, DEI RAPPRESENTANTI DEI CANDIDATI E DEI RAPPRESENTANTI

DEI GRUPPI DI CANDIDATI.

 

Art. 8.

(Legge 23 aprile 1976, n. 136, art. 2, lettera b);

legge 4 agosto 1993, n.276, art. 2, comma 1, lettera a)

1. I partiti o gruppi politici organizzati nonché i singoli candidati che intendono presentare candidature per la elezione del Senato debbono depositare presso il Ministero dell’interno il contrassegno o i contrassegni con i quali dichiarano di voler distinguere le candidature medesime, con l’osservanza delle norme di cui agli articoli 14, 15, 16 e 17 del testo unico delle leggi recanti norme per l’elezione della Camera dei deputati, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 30 marzo 1957, n. 361.

 

Art. 9

(Legge 23 aprile 1976, n. 136, art. 2, lettera c);

legge 11 agosto 1991, n. 271, art. 3, comma 3, e art. 4, comma 5;

legge 4 agosto 1993, n. 276, art. 2, comma 1)

1. La presentazione delle candidature per i singoli collegi è fatta per gruppi ai quali i candidati aderiscono con l’accettazione della candidatura. Ciascun gruppo deve comprendere un numero di candidature non inferiore a tre e non superiore al numero dei collegi della regione. La presentazione può avvenire anche per singoli candidati che non partecipano al riparto dei seggi in ragione proporzionale.

2. A pena di nullità dell’elezione, nessun candidato può accettare la candidatura in più di un collegio uninominale o la candidatura contestuale al Senato e alla Camera dei deputati.

3. Per ogni candidato deve essere indicato cognome, nome, luogo e data di nascita, il collegio per il quale viene presentato e con quale dei contrassegni depositati presso il Ministero dell’interno si intenda contraddistinguerlo.

4. Le candidate, all’atto dell’accettazione della candidatura, possono scegliere se indicare il proprio cognome solo o con l’aggiunta di quello del coniuge.

5. La dichiarazione di presentazione del gruppo dei candidati deve contenere l’indicazione dei nominativi di due delegati effettivi e di due supplenti. La dichiarazione di presentazione delle candidature individuali può contenere l’indicazione di un delegato.

6. Tale dichiarazione deve essere sottoscritta: a) da almeno 1.000 e da non più di 1.500 elettori iscritti nelle liste elettorali di comuni compresi nelle regioni fino a 500.000 abitanti; b) da almeno 1.750 e da non più di 2.500 elettori iscritti nelle liste elettorali di comuni compresi nelle regioni con più di 500.000 abitanti e fino al 1.000.000 di abitanti; c) da almeno 3.500 e da non più di 5.000 elettori iscritti nelle liste elettorali di comuni compresi nelle regioni con più di 1.000.000 di abitanti. In caso di scioglimento del Senato della Repubblica che ne anticipi la scadenza di oltre centoventi giorni, il numero delle sottoscrizioni di cui alle precedenti lettere a), b) e c) è ridotto alla metà. Per le candidature individuali la dichiarazione di presentazione deve essere sottoscritta da almeno 1.000 e da non più di 1.500 elettori iscritti nelle liste elettorali del collegio.

7. L’accettazione della candidatura deve essere accompagnata da apposita dichiarazione dalla quale risulti che il candidato non ha accettato candidature in altri collegi.

8. La documentazione relativa ai gruppi dei candidati ed alle candidature individuali deve essere presentata per ciascuna regione alla cancelleria della corte d’appello o del tribunale sede dell’ufficio elettorale regionale dalle ore 8 del trentacinquesimo giorno alle ore 20 del trentaquattresimo giorno antecedente quello della votazione.

9. La presentazione del gruppo di candidature va fatta, nel caso di pluralità di contrassegni, congiuntamente dai rispettivi rappresentanti di cui all’art. 17 del testo unico delle leggi recanti norme per l’elezione della Camera dei deputati, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 30 marzo 1957, n. 361.

 

Art. 10.

(Legge 23 aprile 1976, n. 136, art. 2, lettera d)

1. L’ufficio elettorale regionale verifica se le candidature siano state presentate in termini e nelle forme prescritte.

2. I delegati di ciascun gruppo di candidati possono prendere cognizione, entro la stessa giornata, delle contestazioni fatte dall’ufficio elettorale regionale e delle modificazioni da questo apportate.

3. La stessa facoltà è concessa al singolo candidato o al suo delegato.

4. L’ufficio elettorale regionale si riunisce nuovamente il giorno successivo alle ore 12 per udire eventualmente i delegati ed ammettere nuovi documenti nonché correzioni formali e deliberare in merito.

5. Le decisioni dell’ufficio elettorale regionale in ordine all’ammissione dei gruppi di candidati e delle candidature individuali sono comunicate, nella stessa giornata, ai delegati.

6. Contro le decisioni di eliminazione dei gruppi di candidati o delle candidature, i delegati possono ricorrere all’ufficio centrale nazionale previsto dall’articolo 12 del testo unico delle leggi recanti norme per l’elezione della Camera dei deputati, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 30 marzo 1957, n. 361.

7. Per le modalità ed i termini per la presentazione dei ricorsi nonché per le decisioni degli stessi e per le conseguenti comunicazioni ai ricorrenti ed agli uffici elettorali regionali si osservano le norme di cui all’articolo 23 del predetto testo unico.

 

Art. 11.

(Legge 6 febbraio 1948, n. 29, art. 13, terzo e quarto comma;

legge 23 aprile 1976, n. 136, art. 2, lettera f);

legge 21 marzo 1990, n. 53, art. 13, comma 2;

legge 13 marzo 1980, n. 70, art. 7, secondo comma;

legge 4 febbraio 1992, n. 70, art. 2)

1. L’ufficio elettorale regionale, appena scaduto il termine stabilito per la presentazione dei ricorsi o, nel caso in cui sia stato presentato ricorso, appena ricevuta la comunicazione della decisione dell’ufficio centrale nazionale, compie le seguenti operazioni:

a) stabilisce mediante sorteggio, da effettuarsi alla presenza dei delegati appositamente convocati, il numero d’ordine da assegnarsi ai candidati ammessi. I nominativi dei candidati ed i relativi contrassegni saranno riportati sulle schede di votazione e sul manifesto di cui alla lettera d) secondo l’ordine risultato dal sorteggio;

b) assegna per ciascun collegio un numero d’ordine a ciascun candidato secondo l’ordine di ammissione;

c) comunica ai delegati le definitive decisioni adottate;

d) procede, per ciascun collegio, per mezzo della prefettura nel cui ambito ha sede l’ufficio elettorale circoscrizionale: 1) alla stampa delle schede di votazione, recanti le generalità dei candidati ed i relativi contrassegni, i quali devono essere riprodotti sulle schede medesime con i colori depositati presso il Ministero dell’interno ai sensi dell’articolo 8; 2) alla stampa del manifesto con il nome dei candidati, con i relativi contrassegni e numero d’ordine ed all’invio del manifesto ai sindaci dei comuni del collegio, i quali ne curano l’affissione nell’albo pretorio ed in altri luoghi pubblici entro il quindicesimo giorno antecedente quello della votazione.

2. I nominativi dei candidati ed i relativi contrassegni saranno riportati nelle schede di votazione e sul manifesto secondo l’ordine di cui alla lettera b) del comma 1.

3. Le schede sono di carta consistente, di identico tipo e colore per ogni collegio, sono fornite a cura del Ministero dell’interno, hanno le caratteristiche essenziali del modello descritto nelle tabelle A e B allegate al presente decreto e riproducono le generalità dei candidati ed i contrassegni secondo l’ordine di cui alla lettera a) del comma 1.

4. Le schede devono pervenire agli uffici elettorali debitamente piegate.

 

Art. 12.

(Art. 2, lettera g), della legge 23 aprile 1976, n. 136)

1. La designazione dei rappresentanti dei gruppi di candidati presso gli uffici elettorali regionali e dei rappresentanti dei candidati presso l’ufficio elettorale circoscrizionale e le singole sezioni è effettuata dai delegati con le modalità e nei termini previsti dall’articolo 25 del testo unico delle leggi recanti norme per l’elezione della Camera dei deputati, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 30 marzo 1957, n. 361.

2. I rappresentanti presso gli uffici elettorali regionali devono essere iscritti nelle liste elettorali di un comune della regione; i rappresentanti dei candidati presso i seggi e presso l’ufficio elettorale circoscrizionale devono essere iscritti nelle liste elettorali del collegio.

 

 

Titolo IV

DELLA VOTAZIONE

 

Art. 13.

(Legge 6 febbraio 1948, n. 29, art. 15, primo e secondo comma;

legge 11 agosto 1991, n. 271, articoli 7, comma 1, ed 8, comma 1;

legge 23 gennaio 1992, n. 33, art. 3, commi 1 e 2)

1. All’elezione dei senatori partecipano gli elettori che hanno compiuto il venticinquesimo anno di età.

2. Il presidente, gli scrutatori e il segretario del seggio, nonché i militari delle Forze armate e gli appartenenti a Corpi organizzati militarmente per il servizio dello Stato, alle Forze di polizia ed al Corpo nazionale dei vigili del fuoco, sono ammessi a votare, rispettivamente, nella sezione presso la quale esercitano le loro funzioni o nel comune in cui si trovano per causa di servizio.

3. I rappresentanti dei candidati nelle elezioni del Senato della Repubblica votano nella sezione presso la quale esercitano il loro ufficio, purché siano elettori del collegio.

4. I rappresentanti dei candidati nei collegi uninominali e delle liste dei candidati alle elezioni della Camera dei deputati votano per l’elezione del Senato della Repubblica nella sezione presso la quale esercitano le loro funzioni, purché siano elettori del collegio senatoriale.

 

Art. 14.

(Legge 6 febbraio 1948, n. 29, art. 16)

1. Il voto si esprime tracciando un segno con la matita copiativa sul contrassegno o, comunque, sul rettangolo che lo contiene o sul nominativo del candidato prescelto.

2. Il voto è valido anche se espresso in più di uno dei modi predetti.

 

Titolo V

DELLE OPERAZIONI DELL’UFFICIO ELETTORALE CIRCOSCRIZIONALE

 

Art. 15.

(Legge 6 febbraio 1948, n. 29, art. 17;

legge 4 agosto 1993, n. 276, art. 3)

1. L’ufficio elettorale circoscrizionale, costituito ai termini dell’art. 6, procede con l’assistenza del cancelliere alle operazioni seguenti:

a) effettua lo spoglio delle schede eventualmente inviate dalle sezioni;

b) sommai voti ottenuti da ciascun candidato nelle singole sezioni, come risultano dai verbali.

2. Il presidente dell’ufficio elettorale circoscrizionale, in conformità ai risultati accertati, proclama eletto per ciascun collegio il candidato che ha ottenuto il maggior numero di voti validi. In caso di parità di voti, è proclamato eletto il candidato più anziano di età.

3. Dell’avvenuta proclamazione il presidente dell’ufficio elettorale circoscrizionale invia attestato al senatore proclamato e da immediata notizia alla segreteria del Senato, nonché alla prefettura o alle prefetture nelle cui circoscrizioni si trova il collegio, perché, a mezzo dei sindaci, sia portata a conoscenza degli elettori.

4. L’ufficio elettorale circoscrizionale da immediata comunicazione della proclamazione del senatore eletto all’ufficio elettorale regionale, a mezzo del verbale.

 

Art. 16.

(Legge 6 febbraio 1948, n. 29, art. 18)

1. Di tutte le operazioni dell’ufficio elettorale circoscrizionale viene redatto, in triplice esemplare, apposito verbale; uno degli esemplari è inviato subito alla segreteria del Senato, che ne rilascia ricevuta; il secondo è trasmesso alla cancelleria della corte dei appello o del tribunale sede dell’ufficio elettorale regionale.

2. Il terzo esemplare è depositato nella cancelleria del tribunale; dove ha sede l’ufficio elettorale circoscrizionale. Gli elettori del collegio hanno facoltà di prenderne visione nei successivi quindici giorni.

 

Titolo VI

DELLE OPERAZIONI DELL’UFFICIO ELETTORALE REGIONALE

 

Art. 17.

(Legge 4 agosto 1993, n. 276, art. 4)

1. Per l’assegnazione dei seggi spettanti a ciascuna regione non assegnati nei collegi uninominali, l’ufficio elettorale regionale, costituito presso la corte d’appello o il tribunale ai sensi dell’articolo 7, appena in possesso delle comunicazioni o dei verbali trasmessi da tutti gli uffici elettorali circoscrizionali della regione, procede, con l’assistenza del cancelliere e alla presenza dei rappresentanti dei ruppi di candidati, alla determinazione della cifra elettorale di ciascun gruppo di candidati e della cifra individuale dei singoli candidati di ciascun gruppo non risultati eletti ai sensi dell’articolo 15.

2. La cifra elettorale dei gruppi di candidati è data dalla somma dei voti ottenuti dai candidati presenti nei collegi uninominali della regione con il medesimo contrassegno sottratti i voti dei candidati già proclamati eletti ai sensi dell’articolo 15. La cifra individuale dei singoli candidati viene determinata moltiplicando per cento il numero dei voti validi ottenuti da ciascun candidato, non risultato eletto ai sensi dell’articolo 15, e dividendo il prodotto per il totale dei voti validi espressi nel collegio.

3. Per l’assegnazione dei seggi, l’ufficio elettorale regionale divide la cifra elettorale di ciascun gruppo successivamente per uno, due, tre, quattro ..., sino alla concorrenza del numero dei senatori da eleggere, scegliendo quindi fra i quozienti così ottenuti i più alti in numero eguale ai senatori da eleggere, disponendoli in una graduatoria decrescente. I seggi sono assegnati ai gruppi in corrispondenza ai quozienti compresi in questa graduatoria. A parità di quoziente il seggio è attribuito al gruppo che ha ottenuto la minore cifra elettorale. Se a un gruppo spettano più seggi di quanti sono i suoi candidati, i seggi esuberanti sono distribuiti secondo l’ordine della graduatoria di quoziente.

4. L’ufficio elettorale regionale proclama quindi eletti, in corrispondenza ai seggi attribuiti ad ogni gruppo, i candidati del gruppo medesimo che abbiano ottenuto la più alta cifra individuale, esclusi i candidati eletti ai sensi dell’articolo 15.

5. Dell’avvenuta proclamazione il presidente dell’ufficio elettorale regionale invia attestato al senatore proclamato e da immediata notizia alla segreteria del Senato, nonché alla prefettura o alle prefetture della regione, perché, a mezzo dei sindaci, sia portata a conoscenza degli elettori.

 

Art. 18.

(Legge 6 febbraio 1948, n. 29, art. 20)

1. Di tutte le operazioni dell’ufficio elettorale regionale viene redatto, in duplice esemplare, apposito verbale; un esemplare è inviato alla segreteria del Senato, che ne rilascia ricevuta; l’altro è depositato nella cancelleria della corte d’appello o del tribunale sede dell’ufficio elettorale regionale, con facoltà agli elettori della regione di prenderne visione nei successivi quindici giorni.

 

Art. 19.

(Legge 4 agosto 1993, n. 276, art. 5, comma 1;

legge 14 febbraio 1987, n. 31, art. 1, commi 2 e 3, e art. 3)

1. Quando, per qualsiasi causa, resti vacante il seggio di senatore in uno dei collegi in cui la proclamazione abbia avuto luogo con sistema maggioritario, il presidente del Senato ne da immediata comunicazione al Presidente del Consiglio dei Ministri ed al Ministro dell’interno perché si proceda ad elezione suppletiva nel collegio interessato, con le modalità di cui all’articolo 15.

2. I comizi sono convocati con decreto del Presidente della Repubblica, su deliberazione del Consiglio dei Ministri, purché intercorra almeno un anno fra la data della vacanza e la scadenza normale della legislatura.

3. Le elezioni suppletive sono indette entro novanta giorni dalla data della vacanza dichiarata dalla giunta delle elezioni.

4. Il senatore eletto con elezione suppletiva cessa dal mandato con la scadenza costituzionale o l’anticipato scioglimento del Senato.

5. Nel caso in cui si proceda ad elezioni suppletive, le cause di ineleggibilità previste dall’articolo 7 del testo unico approvato con decreto del Presidente della Repubblica 30 marzo 1957, n. 361, non hanno effetto se le funzioni esercitate siano cessate entro i sette giorni successivi alla data di pubblicazione del decreto di indizione delle elezioni.

6. Quando, per qualsiasi causa, resti vacante il seggio di senatore attribuito con calcolo proporzionale nelle circoscrizioni regionali, l’ufficio elettorale regionale proclama eletto il candidato del medesimo gruppo con la più alta cifra individuale.

 

Titolo VII

DISPOSIZIONI SPECIALI PER IL COLLEGIO DELLA VALLE D’AOSTA

 

Art. 20.

(Legge 6 febbraio 1948, n. 2, art. 22;

legge 11 agosto 1991, n. 271, art. 3, comma 4, e art. 4, comma 3)

1. L’elezione uninominale nel collegio della Valle d’Aosta è regolata dalle disposizioni dei precedenti articoli, in quanto applicabili, e dalle norme seguenti:

a) la candidatura deve essere proposta con dichiarazione sottoscritta da non meno di 300 e non più di 600 elettori del collegio. In caso di scioglimento del Senato della Repubblica che ne anticipi la scadenza di oltre centoventi giorni, il numero delle sottoscrizioni della candidatura è ridotto della metà;

b) la dichiarazione di candidatura è depositata, insieme con il contrassegno, dalle ore 8 del trentacinquesimo giorno alle ore 20 del trentaquattresimo giorno antecedenti quello della votazione, presso la cancelleria del tribunale di Aosta.

 

Art. 21.

(Legge 6 febbraio 1948, n. 29, art. 23)

1. Il tribunale di Aosta, costituito in ufficio elettorale circoscrizionale ai sensi dell’art. 6, esercita le sue funzioni con l’intervento di tre magistrati.

2. E’ proclamato eletto il candidato che ha ottenuto il maggior numero di voti validi.

3. In caso di parità di voti, è eletto il candidato più anziano di età.

 

Titolo VIII

DISPOSIZIONI FINALI

 

Art. 22.

(Legge 6 febbraio 1948, n. 29, art. 26, primo, secondo, quarto, quinto, sesto, settimo e ottavo comma;

legge 23 aprile 1976, n. 136, art. 2, lettere m), n) ed o), e art. 6)

1. Nel caso di coincidenza delle elezioni della Camera dei deputati con quelle del Senato, esse sono indette per il medesimo giorno.

2. Lo svolgimento delle operazioni elettorali è regolato dalle disposizioni seguenti.

3. L’elettore iscritto nelle liste elettorali per le elezioni delle due Camere, dopo che è stata riconosciuta la sua identità personale, ritira dal presidente del seggio le schede relative alle due votazioni, che devono essere di colore diverso e, dopo aver espresso il voto, le riconsegna contemporaneamente al presidente il quale le pone nelle rispettive urne.

4. Le operazioni di votazione proseguono fino alle ore 22 in tutte le sezioni elettorali; gli elettori che a tale ora si trovano ancora nella sala sono ammessi a votare.

5. Le operazioni di cui all’articolo 67 del testo unico delle leggi per l’elezione della Camera dei deputati, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 30 marzo 1957, n. 361, devono essere effettuate immediatamente dopo la chiusura della votazione.

6. Il presidente procede quindi alle operazioni di scrutinio, con precedenza di quelle relative all’elezione del Senato. Tali operazioni devono svolgersi senza interruzione ed essere ultimate entro le ore ventiquattro del giorno successivo a quello della votazione; se non sono compiute entro tale ora, si applicano le disposizioni dell’articolo 73 del testo unico delle leggi per l’elezione della Camera dei deputati, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 30 marzo 1957, n. 361.

7. I verbali delle operazioni per l’elezione del Senato devono essere compilati distintamente da quelli per l’elezione della Camera dei deputati e redatti in duplice esemplare.

8. Se non è possibile l’immediato recapito, i plichi contenenti i verbali e di documenti allegati devono rimanere nella sala della votazione, che viene chiusa e custodita secondo le prescrizioni di cui all’articolo 64 del testo unico sopra richiamato, per essere recapitati con ogni urgenza, a cura del presidente, al mattino.

Art. 23.

(Legge 6 febbraio 1948, n. 29, art. 27;

legge 30 giugno 1989, n. 244, art. 2, comma 3)

1. Nell’ipotesi prevista dall’articolo 22, comma 1, la commissione elettorale comunale, entro quindici giorni dalla data di pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale del decreto di convocazione dei comizi, appone sull’esemplare della lista di sezione, depositato presso il comune, apposita annotazione, mediante stampigliatura, a fianco dei nominativi degli elettori che possono votare soltanto per l’elezione della Camera dei deputati. L’elenco di detti nominativi è trasmesso, a cura del sindaco, immediatamente alla commissione elettorale circondariale, che provvede ad apporre analoga annotazione stampigliata sull’esemplare della lista destinato all’ufficio elettorale di sezione.

 

 

 

 

Art. 24.

(Legge 6 febbraio 1948, n. 29, art. 29)

1. Se le due elezioni per il Senato e per la Camera dei deputati non sono contemporanee, il membro della Camera ancora in funzione, che accetta la candidatura per l’altra Camera, decade dal mandato.

 

Art. 25.

(Legge 6 febbraio 1948, n. 29, art. 30)

1. Per le aperture di credito inerenti al pagamento delle spese per l’elezione del Senato della Repubblica e della Camera dei deputati è autorizzata la deroga alle limitazioni previste dall’articolo 56 del regio decreto 18 novembre 1923, n. 2440.

 

Art. 26.

(Legge 6 febbraio 1948, n. 29, art. 31)

1. Gli emigrati per motivi di lavoro, che rimpatriano per le elezioni, hanno diritto al trasporto ferroviario gratuito dalla stazione di confine al comune in cui votano e viceversa.

 

Art. 27.

(Legge 6 febbraio 1948, n. 29, art. 25, primo comma;

legge 27 febbraio 1958, n.64, art. 2, primo comma;

legge 23 aprile 1976, n. 136, art. 3, lettera a);

legge 4 agosto 1993, n. 276, art. 2, comma 2)

1. Per l’esercizio dei diritto di voto e per tutto ciò che non è disciplinato dal presente decreto si osservano, in quanto applicabili, le disposizioni del testo unico delle leggi per l’elezione della Camera dei deputati, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 30 marzo 1957, n. 361, e successive modificazioni.

 

Art. 28.

Entrata in vigore

1. Le disposizioni del presente decreto legislativo entrano in vigore il giorno successivo a quello della loro pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana.

Il presente decreto, munito di sigillo dello Stato, sarà inserito nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica italiana. E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo osservare.

 

Dato a Roma, addì 20 dicembre 1993

 

SCALFARO

CIAMPI, Presidente del Consiglio dei Ministri

MANCINO, Ministro dell’interno

CONSO, Ministro di grazia e giustizia

ELIA, Ministro per le riforme elettorali e istituzionali

Visto, il Guardasigilli: CONSO

 

AVVERTENZA:

In supplemento ordinaria alla Gazzetta Ufficiale - serie generale - del 10 gennaio 1994 si procederà alla ripubblicazione del testo del presente decreto corredato delle relative note, ai sensi dell’art. 8, comma 3, del regolamento di esecuzione del testo unico delle disposizioni sulla promulgazione delle leggi, sulla emanazione dei decreti del Presidente della Repubblica e sulle pubblicazioni ufficiali della Repubblica italiana, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 14 marzo 1986, n. 217.

93G0613

 

DECRETO LEGISLATIVO 20 dicembre 1993, n. 534.

Modificazioni al testo unico delle leggi recanti norme per l’elezione della Camera dei deputati, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 30 marzo 1957, n. 361.

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

Visti gli articoli 76 e 87 della Costituzione;

Visto l’articolo 7, comma 5, della legge 4 agosto 193, n. 277;

Visto l’articolo 14 della legge 23 agosto 1988, n. 400;

Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella riunione del 18 dicembre 1993;

Sulla proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri, di concerto con il Ministro dell’interno, con il Ministro di grazia e giustizia e con il Ministro per le riforme elettorali e istituzionali:

 

E M A N A

il seguente decreto legislativo:

Art. 1.

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1. Al titolo III del testo unico delle leggi recanti norme per l’elezione della Camera dei deputati, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 30 marzo 1957, n. 361, e successive modificazioni, sono apportate le seguenti modificazioni:

a) all’articolo 13, primo comma, le parole: "capoluogo del collegio" sono sostituite le seguenti: "capoluogo della circoscrizione";

b) all’articolo 14, primo comma, dopo le parole: "di voler distinguere" sono inserite le seguenti: "le candidature nei collegi uninominali o";

c) all’articolo 16, quarto comma, le parole: "depositanti delle liste" sono sostituite dalle seguenti: "depositanti delle candidature e delle liste";

d) all’articolo 17, primo comma, dopo le parole: "al rispettivo ufficio centrale circoscrizionale," sono inserite le seguenti: "delle candidature nei collegi uninominali e";

e) all’articolo 20:

1) al secondo comma, dopo le parole: "la dichiarazione di presentazione" sono inserite le seguenti: "delle candidature nei collegi uninominali e";

2) al terzo comma, è aggiunto, in fine, il seguente periodo: "e, per le candidature nei collegi uninominali, la iscrizione nelle liste elettorali di comuni del collegio o, in caso di collegi ricompresi in un unico comune, di sezioni elettorali di tali collegi.";

f) all’articolo 21, secondo comma, dopo le parole: "oltre alla indicazione" sono inserite le seguenti: "delle candidature nei collegi uninominali e"; dopo le parole: "dalla cancelleria stessa " sono inserite le seguenti: "a ciascuna candidatura nei collegi uninominali e";

g) all’articolo 22:

1) al primo comma, dopo le parole: "per la presentazione" sono inserite le seguenti: "delle candidature nei collegi uninominali e";

2) al n. 1 del primo comma, dopo la parola: "ricusa" sono inserite le seguenti: "le candidature nei collegi uninominali e";

3) al n. 2 del primo comma, dopo la parola "ricusa" sono inserite le seguenti: "le candidature nei collegi uninominali e";

4) il n. 3 del primo comma è sostituito dal seguente:

"3) verifica se le candidature nei collegi uninominali e le liste siano state presentate in termine e siano sottoscritte dal numero di elettori prescritto, dichiarandole non valide se non corrispondono a queste condizioni; riduce al limite prescritto le liste contenenti un numero di candidati superiore a quello stabilito al comma 2 dell’art. 18-bis, cancellando gli ultimi nomi";

5) al n. 4 del primo comma, sono premesse le seguenti parole: "dichiara non valide le candidature nei collegi uninominali e";

6) al n. 5 del primo comma, sono premesse le seguenti parole: "dichiara non valide le candidature nei collegi uninominali e";

7) dopo il n. 6 del primo comma, è inserito il seguente:

"7) dichiara non valide le candidature nei collegi uninominali di candidati già presentati in altro collegio.";

8) al secondo comma. Dopo le parole: "I delegati" sono inserite le seguenti: "di ciascun candidato nei collegi uninominali e";

9) al terzo comma, dopo le parole "i delegati" sono inserite le seguenti: "dei candidati nel collegi uninominali e";

h) all’articolo 23:

1) al primo comma, dopo le parole: "i delegati" sono inserite le seguenti: "dei candidati nei collegi uninominali e";

2) al secondo comma, dopo le parole: "i delegati" sono inserite le seguenti: "dei candidati nei collegi uninominali e";

i) l’articolo 24 è sostituito dal seguente:

"Art. 24. - L’ufficio centrale circoscrizionali, non appena scaduto il termine stabilito per la presentazione dei ricorsi, o, nel caso in cui sia stato presentato reclamo, non appena ricevuta la comunicazione della decisione dell’ufficio centrale nazionale, compie le seguenti operazioni:

1) stabilisce, per ciascun collegio, mediante sorteggio da effettuarsi alla presenza dei delegati dei candidati nei collegi uninominali e delle liste, appositamente convocati, il numero d’ordine da assegnare a ciascun candidato nel rispettivo collegio. I candidati nei collegi uninominali saranno riportati sulle schede e sul manifesto del relativo collegio secondo l’ordine risultato dal sorteggio:

2) stabilisce, mediante sorteggio da effettuarsi alla presenza dei delegati di cui al n. 1), il numero d’ordine da assegnarsi ai contrassegni dei candidati e delle liste presentati. I contrassegni di ogni candidato saranno riportati sulle schede di votazione e sui manifesti, accanto al nominativo del candidato stesso, secondo l’ordine progressivo risultato dal suddetto sorteggio; analogamente si procede per la stampa delle schede e del manifesto delle liste e dei relativi contrassegni;

3) comunica ai delegati di lista e di candidato nei collegi uninominali le definitive determinazioni adottate:

4) trasmette immediatamente alla prefettura capoluogo della circoscrizione i nominativi dei candidati nei collegi uninominali e le liste ammessi, con i relativi contrassegni i quali devono essere riprodotti sulle schede di votazione con i colori del contrassegno depositato presso il Ministero dell’interno ai sensi dell’articolo 14, per la stampa delle schede medesime e per l’adempimento di cui al numero 5);

5) provvede, per mezzo della prefettura capoluogo della circoscrizione, alla stampa - su distinti manifesti riproducenti i rispettivi contrassegni - dei nominativi dei candidati nei singoli collegi uninominali e delle liste nonché alla trasmissione di essi ai sindaci dei comuni del collegio per la pubblicazione nell’albo pretorio ed in altri luoghi pubblici entro il quindicesimo giorno precedente la data delle elezioni. Tre copie di ciascun manifesto devono essere consegnate ai presidenti dei singoli uffici elettorali di sezione; una a disposizione dell’ufficio e le altre per l’affissione nella sala della votazione.";

l) all’articolo 25:

1) al primo comma, le parole: "di cui all’art. 20, " sono sostituite dalle seguenti: "di cui all’art. 18 e all’articolo 20."; dopo le parole: "due rappresentanti" sono inserite le seguenti: "del candidato nel collegio uninominale o";

2) al terzo comma, primo periodo, dopo le parole: "i delegati" sono inserite le seguenti: "dei candidati nei collegi uninominali e"; dopo le parole: "del deposito delle" sono inserite le seguenti: "candidature nei collegi uninominali e delle". Al secondo periodo, dopo le parole: "dei rappresentanti" sono inserite le seguenti: "dei candidati nei collegi uninominali e"; dopo le parole: "del deposito delle " sono inserite le seguenti: "candidature nei collegi uninominali e delle ";

m) all’articolo 26, primo comma, dopo la parola: "rappresentante" sono inserite le seguenti: "di ogni candidato nel collegio uninominale e";

n) all’articolo 30:

1) al n. 4, dopo le parole: "tre copie" sono inserite le seguenti: "del manifesto contenente i nominativi dei candidati nel collegio uninominale e tre copie";

2) al n. 6, dopo le parole: "dei rappresentanti" sono inserite le seguenti: "dei candidati nel collegio uninominale e";

3) al n. 7, le parole: "il pacco delle schede che al sindaco è stato trasmesso sigillato" sono sostituite dalle seguenti: "i pacchi delle schede che al sindaco sono stati trasmessi sigillati";

o) all’articolo 31, primo comma, le parole da: "Le schede sono" fino a: "per ogni collegio;" sono sostituite dalle seguenti: "Le schede sono di carta consistente, di tipo e colore diverso per i collegi uninominali e per la circoscrizione"; dopo le parole: "i contrassegni di tutte" sono aggiunte le seguenti: "le candidature nei collegi uninominali e di tutte"; le parole: "secondo il numero progressivo di cui all’art. 24, n. 1" sono sostituite dalle seguenti: "secondo le disposizioni di cui all’articolo 24";

p) all’articolo 33, ultimo comma, le parole: "con il pacco" sono sostituite dalle seguenti: "con i pacchi";

q) all’articolo 40, ultimo comma, dopo le parole: "i rappresentanti" sono inserite le seguenti: "dei candidati nei collegi uninominali e";

r) all’articolo 41, primo comma, dopo le parole "i rappresentanti" sono inserite le seguenti: "dei candidati nei collegi uninominali e".

 

Art. 2.

1. Al titolo IV del testo unico delle leggi recanti norme per l’elezione della Camera dei deputati, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 30 marzo 1957, n. 361, e successive modificazioni, sono apportate le seguenti modificazioni:

a) all’art. 42:

1) al quarto comma, dopo le parole: "i rappresentanti" sono inserite le seguenti: "dei candidati nei collegi uninominali e";

2) all’ultimo comma, dopo le parole: "le liste dei candidati" sono inserite le seguenti: "nonché due copie del manifesto contenente i candidati nei collegi uninominali";

b) all’articolo 45, dopo il settimo comma, è inserito il seguente:

"Le operazioni di cui ai commi precedenti sono compiute prima per le schede per l’elezione dei candidati nei collegi uninominali e successivamente per le schede per l’attribuzione dei seggi in ragione proporzionale.";

c) all’articolo 48, primo comma, il primo periodo è sostituito dai seguenti: "Il presidente, gli scrutatori e il segretario del seggio votano, previa esibizione del certificato elettorale, nella sezione presso la quale esercitano il loro ufficio, anche se siano iscritti come elettori in altra sezione o in altro comune della circoscrizione. I rappresentanti delle liste e dei candidati nei collegi uninominali votano nella sezione presso la quale esercitano le loro funzioni purché siano elettori del collegio."; al secondo periodo, dopo le parole: "in una qualsiasi delle sezioni" sono inserite le seguenti: "del collegio uninominale o";

d) all’articolo 53, primo comma, le parole: "di lista o" sono sostituite dalle seguenti: "di lista e";

e) all’articolo 58:

1) il primo comma è sostituito dal seguente:

"Riconosciuta l’identità personale dell’elettore, il presidente stacca il tagliando dal certificato elettorale comprovante l’esercizio del diritto al voto, da conservarsi in apposito plico, estrae dalle rispettive cassette o scatole una scheda per l’elezione del candidato del collegio uninominale e una scheda per la scelta della lista ai fini dell’attribuzione dei seggi in ragione proporzionale e le consegna all’elettore opportunamente piegate insieme alla matita copiativa.";

2) al secondo comma, primo periodo, le parole: "sulla scheda, con la matita," sono sostituite dalle seguenti: ", con la matita, sulla scheda per l’elezione del candidato nel collegio uninominale, un segno sul cognome e nome del candidato preferito o comunque nel rettangolo che lo contiene e, sulla scheda per la scelta della lista,"; al secondo periodo, le parole "la scheda secondo le linee in essa tracciate e chiuderla" sono sostituite dalle seguenti: "le schede secondo le linee in esse tracciate e chiuderle";

3) dopo il quinto comma, è aggiunto il seguente:

"Le disposizioni di cui ai commi terzo, quarto e quinto si applicano sia per le schede per l’elezione del candidato nel collegio uninominale sia per le schede per la scelta della lista ai fini dell’attribuzione dei seggi in ragione proporzionale.";

f) l’articolo 59 è sostituito dal seguente:

"Art. 59. - Una scheda valida per la scelta della lista [ ... ]

[ ... ]

3) al n. 3 del primo comma, le parole: "nella cassetta" sono sostituite dalle seguenti: "nelle rispettive cassette";

b) all’articolo 68:

1) il comma 5 e il secondo periodo del comma 6 sono abrogati:

2) al comma 7, è aggiunto, in fine, il seguente periodo: "La disposizione si applica sia con riferimento alle schede scrutinate per l’elezione del candidato nel collegio uninominale sia alle schede scrutinate per la scelta della lista ai fini dell’attribuzione dei seggi in ragione proporzionale.";

c) all’articolo 69, primo comma, le parole: "all’articolo 60 e" sono abrogate;

d) all’articolo 70, primo comma, la parola: "60" è abrogata;

e) all’articolo 71, primo comma, n. 2), le parole: "di preferenza" sono sostituite dalle seguenti: "per i candidati nel collegio uninominale";

f) all’articolo 72:

1) dopo il primo comma, è inserito il seguente:

"Nei plichi di cui al comma precedente devono essere tenute opportunamente distinte le schede per l’elezione del candidato nel collegio uninominale da quelle per la scelta della lista ai fini dell’attribuzione dei seggi in ragione proporzionale.";

2) al secondo comma, dopo le parole: "dei rappresentanti" sono inserite le seguenti: "dei candidati nel collegio uninominale e";

g) all’articolo 73;

1) al primo comma, le parole: "le ore 14" sono sostituite dalle seguenti: "le ore 22";

2) [ ... ]

[ ... ]

1) al quinto comma, dopo le parole: "ai rappresentanti" sono inserite le seguenti: "dei candidati nei collegi uninominali e";

2) all’ultimo comma, dopo le parole: "i rappresentanti" sono inserite le seguenti: "dei candidati nei collegi uninominali e";

n) all’articolo 81:

1) al primo comma, dopo le parole: "dai rappresentanti" sono inserite le seguenti: "dei candidati nei collegi uninominali e";

2) il secondo ed il quarto comma sono abrogati;

o) all’articolo 104, sesto comma, dopo le parole: "I rappresentanti" sono inserite le seguenti: "dei candidati nei collegi uninominali e";

p) all’articolo 106, dopo le parole: "sottoscriva più di" sono inserite le seguenti: "una candidatura nel collegio uninominale o più di ";

q) all’articolo 110, primo comma, le parole: "la scheda" sono sostituite dalle seguenti: "una scheda";

r) all’articolo 112, dopo le parole: "i rappresentanti" sono inserite le seguenti: "dei candidati nei collegi uninominali e";

s) l’articolo 115 è abrogato;

t) all’articolo 119, comma 1, dopo le parole: "ivi compresi i rappresentanti" sono inserite le seguenti: "dei candidati nei collegi uninominali e".

 

Art. 4.

1. Le disposizioni del presente decreto legislativo entrano in vigore il giorno successivo a quello della loro pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana.

Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sarà inserito nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica italiana. E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo osservare.

 

Dato a Roma, addì 20 dicembre 1993

 

SCALFARO

CIAMPI, Presidente del Consiglio dei Ministri

MANCINO, Ministro dell’interno

CONSO, Ministro di grazia e giustizia

ELIA, Ministro per le riforme elettorali e istituzionali

Visto, il Guardasigilli: CONSO