HEIDEGGER E LA SPERSONALIZZAZIONE DELLA SOCIETA' DI MASSA:

 

L'esser se-stesso quotidiano e il si:

 

Nel quarto capitolo di Essere e tempo, Heidegger individua e analizza un esistenziale(struttura trascendentale dell'esserci) di grande rilievo: il con essere dell'esserci, elemento fondamentale poiché nella riflessione heideggeriana la massa prevale sull'individuo, cioè viene percepita come realtà prima del singolo. Tra gli enti che si incontrano nel mondo oltre ai mezzi e alle cose, vi sono gli esserci, ossia enti che hanno la struttura dell'essere nel mondo. Il mondo dell'esserci è dunque un mondo comune ed è assolutamente indiscutibile l'incontro tra coloro che ne fanno parte, prendendosene cura.

"Il prendersi cura di ciò che si è raggiunto con, per o contro gli altri, è dominato dalla preoccupazione di distinguersi dagli altri; essa può assumere la forma della negazione di ogni differenza o quella di uno sforzo di riportare il proprio esserci, rimasto inferiore, al livello degli altri, o , infine, postisi al di sopra degli altri, di mantenerli in uno stato di sottomissione. L'essere- assieme, anche se nascostamente, è sempre preoccupato di questa commisurazione agli altri".

Deduciamo facilmente da questo estratto la concezione heideggeriana di "rapporto umano", visto e analizzato come fonte di molteplici atteggiamenti: la soggezione, il livellamento, la volontà di dominio, tipica, per esempio, di personalità fuori dal normale come Adolf Hitler, il "genio" del totalitarismo nazista. Ma un altro aspetto caratterizza ancora più precisamente il fenomeno totalitario. Interessante, oltretutto, notare che la stessa Hannah Arendt (allieva del filosofo) nel suo saggio Le origini del totalitarismo si rifece ad esso, denominandolo "massificazione".

E' ciò che Heidegger definisce in altri termini "medietà", quel carattere esistenziale che conduce l'uomo nel gorgo del si. "La cura della medietà rivela una nuova ed essenziale tendenza dell'esserci: il livellamento di tutte le possibilità di essere". Secondo il filosofo, dunque, il singolo esserci è disperso nel si, né è in grado di trovare o recuperare il se stesso, unicità irripetibile. Nella "medietà" l'uomo non è più il , ma il si: è in questo senso che ciascuno di noi si commisura o si contrappone, si mescola e si associa, si mimetizza e si livella. E' attraverso questo processo inevitabile, in quanto esistenziale, struttura ontologica dell'esserci, che una massa, o addirittura un popolo (come quello tedesco secondo l'opinione della Arendt) diviene agglomerato informe di individui interscambiabili.