Sofocle


Sofocle, copia in marmo di bronzo greco





La vita

La vita di Sofocle si svolge interamente nel V secolo a.C., in uno dei periodi di maggior splendore dell'antichità.

Il tragediografo nasce infatti nel 497 a.C. e muore alla fine del secolo, nel 406 a.C..Il suo paese natale è Colono, demo della città di Atene, da cui egli non si allontana mai, se non a causa delle mansioni che la sua partecipazione alla vita pubblica comporta. Egli infatti prende parte attivamente alla politica della sua città e ha un profondo senso religioso, che gli fa anche acquisire il titolo di Dexion,("Colui che ospita"), appellativo con il quale gli sarà tributato un culto eroico dopo la morte. Appartiene a una famiglia che, pur non essendo aristocratica, è comunque dotata di un censo altissimo, che permette al ragazzo di ricevere un'educazione completa. Sofocle si distingue in un primo tempo in particolar modo nella musica e nella ginnastica; da giovane partecipa anche come attore in alcune rappresentazioni teatrali, deve però poi abbandonare questa attività per prediligere quella di tragediografo.
Sofocle vive quindi in un periodo e in una città culturalmente molto attivi, dai quali viene notevolmente influenzato. L'Atene del V secolo è infatti il teatro d'azione di personaggi come l'architetto Ippodamo da Mileto, lo scultore Fidia, lo scrittore Erodoto, tutti collegati alla politica di Pericle; d'altra parte, però, sono presenti anche figure culturali che tendono a scuotere la tradizione, quali Gorgia, Anassagora, Socrate.

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La figura

Il tragediografo è perciò collocato in un ambiente culturale attivo, ma anche notevolmente complesso, all'interno del quale la sua posizione è difficile da definire con precisione. I giudizi e gli aneddoti pervenutici dall'antichità, unitamente alle opinioni dei classicisti moderni, tendono a presentare Sofocle come il poeta sereno e equilibrato per eccellenza, che, pur proponendo la tragedia sulla scena, non se ne lascia influenzare. In realtà gli ultimi studi offrono una nuova interpretazione del personaggio. Se in base alla "maschera apollinea" con cui era analizzato in precedenza appariva come l'artista "puro" e "asettico", in realtà viene evidenziata l'importanza di un duplice aspetto in antitesi con questa tesi. Da un lato Sofocle è consapevole del dolore che angustia l'uomo, e non soltanto quello della rappresentazione teatrale, d'altra parte egli riconosce l'influenza della divinità sul destino dell'umanità. Non è comunque possibile esprimere giudizi sicuri in campo, così come non conosciamo con precisione le sue idee politiche e l'entità delle trasformazioni che egli attua nel campo teatrale, in cui interviene sicuramente in maniera più massiccia.
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Le innovazioni teatrali

Aristotele nella Poetica afferma che Sofocle, con le sue innovazioni, conferisce alla tragedia "la sua forma naturale"; per giustificare tale idea, elenca quattro nuovi elementi che vengono introdotti dal tragediografo.
Il primo aspetto rivoluzionario inserito è costituito dall'organizzazione di una tetralogia in cui l'argomento delle tre tragedie risulta essere indipendente; ciò consente all'autore di attuare un maggiore approfondimento del protagonista piuttosto che della trama generale. In secondo luogo introduce l'impiego del terzo attore, il cosiddetto titragonista; la terza novità è rappresentata dall'aumento del numero dei coreuti, che diventano quindici invece di dodici; la quarta e ultima innovazione è la scenografia, della quale peraltro Aristotele non precisa alcuna caratteristica.
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Le opere

La grande passione della vita di Sofocle è quindi quella del teatro: attore in giovane età, compositore per il resto della sua esistenza. Secondo le fonti, egli scrive centoventitrè drammi, dei quali sono state tramandate solo sette opere: di queste conosciamo l'argomento, tratto prevalentemente dal mito, ma non la precisa collocazione cronologica. La titolazione delle opere, in base all'ordine pervenutoci, è la seguente: Aiace, Elettra, Antigone, Edipo re, Trachinie, Filottete, Edipo a Colono.

Le tragedie dedicate a Edipo

Oltre all'Antigone, che si svolge non solo dopo la morte di Edipo, ma anche dopo la morte dei due fratelli Eteocle e Polinice, entrambi caduti nella guerra fratricida alla porte di Tebe, Sofocle dedicò al personaggio di Edipo due tragedie, l' Edipo Re e l'Edipo a Colono.
Il confronto tra le due tragedie consente di capire la maturazione di un protagonista della produzione drammatica che Sofocle aveva amato in modo particolare.
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