Edipo nella cultura europea


Edipo e la sfinge di Moreau





In Italia

L'interesse per Sofocle in Italia si accende nel Cinquecento , infatti proprio nel 1536 vede la luce la Poetica di Aristotele, e l'attenzione tributata a quest'opera comporta il crescere della fortuna letteraria dell'antico tragediografo. In questo periodo Petrarca, nel suo Dialogo della fama, ricorda, insieme a Euripide, Sofocle; il Trissino, nella Sofonisba, riprende la struttura delle tragedie greche, in particolar modo sofoclee; il Girardi, invece, preferisce Seneca a Sofocle, ma il messaggio delle sue opere è insieme il risultato di un'interpretazione superficiale della catarsi aristotelica e del sorgente spirito della Controriforma; il Tasso infine scrive il Torrismondo, prendendo come modello l'Edipo Re.

Nel corso del Seicento e del Settecento, la tragedia è considerata "il punto di partenza e il vertice di tutte le poetiche". Sofocle, sempre grazie alla notevole influenza della Poetica di Aristotele, è considerato il poeta tragico per eccellenza. Si registra una duplice tendenza: da un lato poeti come il Gravina cercano di recuperare tutte le caratteristiche della tragedia classica nelle opere contemporanee; d'altra parte molti altri, condizionati dall'influsso francese, cercano un modo per innovare la rappresentazione drammatica, disconoscendo alcuni elementi importanti della tragedia antica. Il Metastasio nelle sue Osservazioni sulle tragedie greche, compie una critica non priva di buon senso dell'opera sofoclea.

Tra la fine del Settecento e l'Ottocento, si sviluppa in Italia, così come in gran parte del resto d'Europa, il Classicismo. In base alle idee diffuse da questo movimento Sofocle viene considerato il poeta perfetto, ma non viene per nulla compreso. Secondo i classicisti egli sembra incarnare il mito della felicità greca: essi non comprendono assolutamente il suo complesso mondo poetico.

Alla fine del secolo, alle soglie del Novecento, il mito edipico e più in generale l'opera sofoclea vengono compresi con maggiore profondità. Fra gli autori italiani che si sono lasciati influenzare in alcune loro opere da elementi sofoclei, è importante ricordare il Leopardi, grande ammiratore del tragediografo; il Carducci, che si è ispirato all'Edipo sofocleo per l'ode per Shelley; infine il D'Annunzio che, pur essendo spiritualmente così lontano da Sofocle, trae ispirazione da lui.

In Italia, a partire dal Cinquecento, vengono inoltre organizzate numerose rappresentazioni teatrali e, in seguito, televisive. La più recente e la più famosa attuata per la televisione è sicuramente costituita dall'Edipo Re di Pier Paolo Pasolini. Il film, del 1967, è organizzato su una sorta di interscambio tra la storia personale del regista e quella dell'eroe sofocleo.

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In Francia

L'influenza della cultura greca nel mondo letterario e più in generale nel mondo culturale francese ha inizio nel Rinascimento, viene inoltre immediatamente seguita dal penetrare della cultura latina, che esercita una notevole influenza già nel XVIII secolo.
Corneille nel 1657 rappresenta a Parigi l'Oedipe, opera le cui fonti sono l'Edipo Re di Sofocle e l'Oedipus di Seneca. Corneille dimostra però di non aver per nulla compreso il messaggio sofocleo, che stravolge completamente. Egli infatti rifiuta di accettare il mito, che sottopone a una critica serrata; distingue nettamente l'azione umana da quella divina; sottolinea il valore del tema del libero arbitrio.

L'Oedipe di Voltaire viene rappresentato nel 1718. L'autore attua una rilettura del mito edipico alla luce degli eventi a lui contemporanei; egli ha uno spirito critico nei confronti del passato e uno spirito polemico nei confronti del presente. E' forse da attribuire proprio a questa particolare caratteristica l'ampia risonanza raggiunta dall'opera tra il pubblico.
Negli anni successivi altri autori si rifanno al mito di Edipo, ma per poter parlare di opere significative è necessario attendere il Novecento; si colloca infatti in questo secolo Cocteau, che analizza il mito edipico sotto tutti gli aspetti e compie anche un confronto con la sua esperienza personale. Un'ultima figura significativa è quella di Gide, il quale fa ampie riflessioni sul mito dell'eroe tebano e scrive infine due opere. l'Oedipe e il Thésée.

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In Gran Bretagna

La conoscenza del teatro greco da parte dei drammaturghi inglesi avviene tramite gli autori latini; non per questo però è possibile affermare una totale ininfluenza della tragedia sofoclea sui poeti inglesi. Tra gli autori più importanti che si collegano al mito di Edipo è doveroso ricordare Dryden e Keats in particolare, che si basano entrambi sia sugli originali greci, sia sul testo latino di Seneca, sia infine sulle opere francesi più recenti.
Numerose sono le rappresentazioni teatrali attuate da complessi filodrammatici nelle scuole e nelle università; le più importanti sono comunque quelle che si tengono a Londra e, solo in un secondo momento, quelle trasmesse televisivamente.

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In Spagna

La scoperta del mito edipico e più in generale di Sofocle in Spagna è relativamente tarda; le prime testimonianze si ritrovano infatti solo sul finire del Settecento. Dopo questo periodo è comunque possibile registrare un alto numero di opere, sia letterarie che teatrali, che hanno come argomento il mito di Edipo. I modelli di tali opere sono rappresentati da Sofocle, ovviamente, e da Seneca.

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