Una mitologia edipica?



Seguendo le tracce di Freud Anzieu ritiene di poter leggere l'intero sistema mitologico greco come una continua rielaborazione della tematica edipica: tutti i miti tratterebbero del medesimo sogno di unione incestuosa con la madre e uccisione del padre, per cui l' Edipo re rappresenterebbe più chiaramente ciò che altrove resta velato.
Ma sulla base del complesso di Edipo è possibile ridurre a un unico significato l'intera mitologia, mentre una corrente di studi specialistici considera addirittura il mito come simbolo in virtù della sua polisemia?
Procedere nel modo suggerito dallo psicanalista significa tradire la mitologia quale sistema significativo: un solo significato vuol dire assoluta sinonimia, da cui l'annullamento di ogni significato.

Anche altri procedimenti consentono a Anzieu di "edipizzare" i miti.
Lo psicanalista ravvisa tracce di incesto in alcune unioni matrimoniali che invece nel mondo greco non solo erano accettate, ma venivano talora incoraggiate dalla legge stessa: la figlia cosiddetta epikleros , cioè l'unica erede della propria famiglia, veniva invitata a unirsi in matrimonio con lo zio paterno o con uno dei cugini per evitare che le sostanze familiari si disperdano.
Altrettanto arbitrario è assimilare gli affetti familiari a relazioni incestuose: i primi sono considerati dai Greci legami di philia, in cui la relazione interpersonale e il rispetto religioso non sono inscindibili. Il philos è per l'uomo greco una sorta di doppio di sè, e ciò distingue il legame tra l'uno e l'altro dall'eros vero e proprio: a differenza della philia, l'eros è attrazione verso ciò che è "altro" da sè.
Dal momento che quello incestuoso è per definizione un legame erotico, confondere con esso gli affetti familiari costituisce un errore piuttosto grossolano. Anzieu commette questo errore a proposito delle figlie di Edipo, Antigone e Ismene, sostenendo che esse sognano di divenirgli "compagne", quando esse in realtà non fanno altro che assisterlo in conformità ai loro doveri filiali.
Lo psicanalista ravvisa altresì nel desiderio di Antigone di seppellire Polinice il sintomo di un attaccamento incestuoso, che dal padre la giovane ha proiettato sul fratello. Proprio in questo caso, invece, si ha una affermazione forte dei doveri della philìa : per Antigone, i cui familiari sono tutti defunti, essa passa attraverso il culto dei morti.
Il suo sistema di valori coincide dunque con questi due mondi: quello degli affetti familiari e quello della morte, che sono così strettamente legati da risultare impermeabili alla Dike degli uomini rivendicata da Creonte. Il fatto che l'attaccamento di Antigone per il fratello non abbia alcunché di erotico è testimoniato dalla presenza sul campo di battaglia di Eros e Dioniso, divinità della rigenerazione, che si oppongono ad Antigone, che ha rinunciato a sposare uno straniero e proseguire in tal modo la sua stirpe in nome della pietà per il fratello.

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